Gatlin riscrive l’addio a Bolt

Nelle favole, avrebbe vinto Bolt (o, se proprio doveva perdere, avrebbe vinto il giovane Coleman).
L’assenza di De Grasse sembrava favorirne l’uscita di scena con l’ennesimo trionfo, non si vedeva chi potesse batterlo e anche la semifinale contro Coleman – con quel lungo scambio di sguardi e il sorriso del giamaicano dopo il traguardo – aveva illuso chi cerca nella vita un riflesso della perfezione.
Invece ha vinto “il cattivo”, Justin Gatlin. Ed è un esito terribilmente metaforico.

Qualcosa di miracoloso riverbera in questa resurrezione di Justin, togliendo un po’ di intensità alle luci che circondano Usain.
Vincere così a 35 anni è quasi inverosimile.
E dal punto di vista tattico, Gatlin è sembrato un altro: meno veloce allo starter e sui primi 40 metri, prodigioso nel finale (se ci fosse una misurazione degli ultimi 30-40 metri, credo li abbia corsi come Bolt).
Gatlin è un autentico “revenant”.
So bene che non è simpatico, che se ti trovano a doparti due volte e accumuli quattro anni di squalifica, il pubblico ti farà il tifo contro.
Ma se è giusto che un carcerato possa tornare a pieno titolo nella società, scontata la pena, penso che sia giusto applaudire Gatlin, che ha saputo incassare sconfitte dolorosissime (Pechino 2015, su tutte), trovando “ispirazione” – è così che l’ha definita – proprio nel sublime avversario.

Quanto a Bolt, ha corso tre volte e non ha mai convinto. Brutte partenze, slancio macchinoso, finali sofferenti.
E’ stato un addio senza festa, ma nessuno ci ha fatto festeggiare quanto lui.
Siamo fra i privilegiati che l’hanno visto correre per oltre dieci anni, dubito vedremo più una grazia così flessuosa e musicale.
Anzi, sì: la vedremo domenica nell’ultimo tratto della 4×100, dove anche chi non crede alle favole troverebbe intollerabile che Bolt non sfrecci primo al traguardo.

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2 Responses to Gatlin riscrive l’addio a Bolt

  1. francesco says:

    Io sono contento per gatlin invece

  2. Mah, è come rivedere la juve o Armstrong tornare a vincere dopo aver visto e subito tutto quello che hanno combinato. Tralascio il comportamento insensato del Cio verso gli atleti russi, colpevoli di essere… russi. Ci siamo goduti Bolt, ma stiamo vedendo come l’atletica sia stata invasa dallo scontro politico internazionale. Per me, una vergogna.

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