Opel, Syd Barrett, Harvest, 1988 – 7

Voce e chitarra, e poco altro: quattordici tracce, e mai come in questo caso la parola tracce veicola un bel doppio senso. Anche le foto in bianco e nero della copertina interna sembrano riprese da un dossier della polizia su una persona scomparsa.

Roger Keith Barrett, detto Syd, aveva fondato i Pink Floyd e li aveva lasciati dopo l’album del debutto: si cominciò a parlare di esaurimento nervoso, si finì a certificare la malattia mentale. Shine on You Crazy Diamond…

Effettuate negli Abbey Road Studios, le registrazioni risalgono a un periodo compreso fra il maggio 1968 e il luglio 1970. Fra i nomi dei produttori, spiccano quelli di David Gilmour e Peter Jenner,

Di questa antologia fanno parte e impalcature di canzoni non ancora rifinite, outtakes e versioni alternative di brani pubblicati nei due album ufficiali, The Madcap Laughs e Barrett, usciti all’inizio e alla fine del 1970.

Registrata l’11 aprile ’69 (questo è il Take 9), Opel è il più potente degli inediti, una nenia sulfurea e rabbiosa, forse un’invocazione a qualcuno che si è perso; si fa ricordare insieme a Birdie Hop, Wouldn’t You Miss Me (versione alternativa di Dark Globe) e Clowns & Jugglers (già conosciuta come Octopus), dove suonano amici come Robert Wyatt, Hugh Hopper e Mike Ratledge.

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3 Responses to Opel, Syd Barrett, Harvest, 1988 – 7

  1. 321Clic says:

    Hai mai letto il libro “Rosso Floyd”?

  2. Rudi says:

    No, dammi le coordinate…

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