È finita ieri la storia delle “generazione” più deludente nella storia del basket italiano

Nemmeno una Serbia priva di 5-6 titolari è obiettivo all’altezza della mediocrissima Nazionale assemblata dal povero Ettore Messina. Uno che ha visto Bargnani dissipare il talento, Gallinari inseguire solo l’ingaggio più ricco, Belinelli traslocare ripetutamente da una franchigia all’altra, Gentile rovinarsi da solo, Datome andare oltre i propri limiti che però non sono alti, e ha finito per chiedere l’impossibile ai Melli e agli Hackett, italianizzando giocatori (Filloy, Burns) che non avrebbero fatto parte del quintetto nelle sue migliori Virtus.

L’Italia non è in semifinale agli Europei, dopo aver mancato la qualificazione olimpica due volte ed è plausibile che accada anche alla terza. Dopo il miracoloso ma non immeritato argento olimpico del 2004, non abbiamo più giocato alle Olimpiadi, da 11 anni non partecipiamo ai Mondiali, da 14 non saliamo sul podio europeo.

Messina ha dato un’ottima organizzazione difensiva, non poteva trasmettere talento. Oggi l’Italia non è fra le prime 16 Nazionali al mondo. Si va verso l’ennesimo Anno Zero.
In vista del prossimo ciclo, servono un nuovo allenatore e una nuova squadra (azzerando la “generazione Nba”).

Purché non ci si illuda che sia l’immarcescibile Petrucci a guidare il nuovo inizio.

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4 Responses to È finita ieri la storia delle “generazione” più deludente nella storia del basket italiano

  1. concordo purtroppo su quasi tutto. il peccato mortale l’ha fatto petrucci l’anno scorso. affidare la squadra a messina per le qualificazioni olimpiche a messina è stato un errore. un errore perché messina ha potuto allenare la squadra per poco tempo, non riuscendo a trasmetterle i suoi concetti (quest’anno l’ha allenata un mese e mezzo e si è visto. al lordo, naturalmente, del livello modesto della stessa). fallire la qualificazione olimpica in casa è stato tragico per il movimento. pianigiano conosceva bene la squadra e credo si sarebbe meritato di portarla a rio. certo, con la croazia abbiamo perso al supplementare (ero a torino…), ma in realtà la partita l’abbiamo sempre subita. purtroppo questa generazione ha scontato l’ecquivoco dato da coloro che giocano o giocavano in nba, non necessariamente coloro su cui poggiare la squadra. c’è stata anche un po’ di sfortuna, che si è però diretta verso una squadra comunque espressione di un movimento in crisi strutturale. credo si debba intervenire in maniera netta, magari creando qualcosa di simile a quanto fatto nel volley con il club italia.

  2. francesco says:

    bah, Petrucci che sta facendo di male? mi sembra il miglior uomo di sport, se comparato agli altri, che abbiamo avuto negli ultimi 30 anni. faccio fatica a seguire questo basket. troppe gare e troppe competizioni stanno impoverendo il contenuto “passionale” di questo sport. secondo me sta persino diventando peggio del calcio. e sulla mercenarietà dei nostri, credo che non facciano altro che emulare gli altri giocatori

  3. Masspi says:

    La delusione nasce soprattutto dall’idea che avendo giocatori in NBA questi facessero la differenza.Ma questi giocatori sono solo dei comprimari non sono leader,arrivano rilasciano dichiarazioni e tutti si aspettano che vincano le partite da soli senza essere Parker o Nowitzy.E poi non abbiamo un play e un centro di livello europeo e senza questi 2/5 non vai da nessuna parte.Penso che l’attraversata del deserto sarà molto lunga .Auguri a Sacchetti ne ha bisogno.

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