Davanti alla peggior offerta politica dell’Italia repubblicana (2)

Ho amici che voteranno Potere al Popolo, e “non è certo da questi particolari che si giudica” un amico. Però, si può provare a fotografarlo, identificando alcune costanti.

Nella maggioranza dei casi, il suo è un voto di rivalsa. Sfiancato da un decennio di “voto utile”, ha concluso di aver regalato il suo voto a chi ha fatto il contrario di quanto promesso, e stavolta non si cura nemmeno di arrivare o meno al 3%: vuole marcare il territorio, far sapere di esistere.

Su un punto, in particolare, chi arriva a scegliere Potere al Popolo sente di avere ragione: per primo e inascoltato – anzi, sbeffeggiato – ha lanciato l’allarme sulle risorgenze fasciste, e oggi si sente fare la lezione da dilettanti dell’antifascismo, risvegliati all’improvviso. E se escono notizie “ufficiali” per cui i NoTav hanno sempre avuto ragione, che i calcoli dietro quella “grande opera” erano tutti sbagliati, come pensate che si sentano?

Il mio campione statistico è troppo limitato per tirare conclusioni generali, ma sono convinto che la grande parte di questi elettori non abbia mai votato Pci. Piuttosto Pdup o Dp, quando l’età lo consente. Hanno creduto in Ingroia e in Tsipras, forse anche in Bertinotti (qualcuno, incredibile, pure in Vendola), stavolta non fanno differenza fra chi si è preso il marchio Pd (Renzi e il cerchio magico) e chi vorrebbe solo riconquistarlo (il grosso di Liberi e Uguali).

Avevano investito qualche speranza nel progetto illustrato al Teatro Brancaccio, ma l’esito li ha definitivamente convinti che l’opportunismo è una malattia – infantile, adolescenziale, dell’età matura e infine senile – della cosiddetta sinistra, almeno quella italiana. Perché non ho dubbi che il 90% di costoro voterebbero Corbyn e Sanders, non le loro copie sbiadite.
In uno dei tanti programmi radiotelevisivi in cui ci si propone di confrontare i programmi, ho sentito anche questa: solo un partito ha inserito l’Emergenza Casa fra le priorità dell’azione di governo, e questo partito è Potere al Popolo.

Chi sceglie questa lista insegue un sogno di coerenza e di identità, in un’epoca in cui l’orizzonte dei suoi valori si è fatto miraggio. Aveva solo un’altra possibilità: disertare i seggi. Uno di questi amici mi cita Malcolm X – «Il potere è nell’urna? Una buona ragione per starne lontani» -, omettendo che il leader delle Pantere Nere lavorò anche per fare iscrivere gli afroamericani nei registri elettorali.

Malcolm X fu un grande amico di Cassius Clay, che avrebbe voluto farsi chiamare Muhammad X, prima di venire fagocitato negli ingranaggi nella Nation of Islam e compiere l’errore di cui mai si sarebbe perdonato. Una settimana fa a Bologna, quelli di Potere al Popolo hanno chiamato due personaggi del mondo dello sport, Renzo Ulivieri e Paolo Sollier, di cui è impossibile non avere stima; deboli e disorganizzati come sono, di questa iniziativa ho saputo il giorno stesso e altri dopo che si era già svolta…

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11 Responses to Davanti alla peggior offerta politica dell’Italia repubblicana (2)

  1. Masspi says:

    Ulivieri il grande elettore di Tavecchio.Quando si dice la coerenza.

    • francesco says:

      ammazza, mi hai rubato la battuta! Ulivieri grande amico di Tavecchio e Lotito, due veri democratici e progressisti! comunque potere al popolo è un cartello elettorale, nella forma non poi così diverso da liberi e eguali. secondo me farà bene, grazie a quel nome così evocativo. in un’epoca poco incline al ragionamento e all’analisi vuoi mettere la soddisfazione di votare “potere al popolo!”. poi che abbia ragione Peppino Calderola a livello di analisi questo è un altro paio di maniche…..

      http://www.lettera43.it/it/articoli/politica/2018/02/19/potere-al-popolo-elezioni-sinistra-carofalo-liberi-e-uguali-melenchon/218029/

    • Rudi says:

      Conosci qualcuno che non sia amico di Tavecchio?
      Malagò, forse? O Lotti?
      Tutti, in quel mondo, fanno calcoli di convenienza, il che non cambia il giudizio su Ulivieri, che rappresenta una categoria che non si è fidata né di Albertini né di Tommasi.

      • francesco says:

        resta il fatto che Ulivieri è a capo di una associazione di cui fanno parte Lippi, Conte o Allegri, e da questi ultimi regolarmente votato. non è un fatto di essere milionari, ma di essere stronzi. Tommasi e Albertini mi sembrano leggermente più sani, sebbene non interisti e probabilmente neanche comunisti.

        A proposito di potere al popolo, manco a farlo apposta una amica mi ha appena mandato un messaggio. diceva che già il fatto che un partito si chiami in quel modo è segno della presa per il culo (testuali parole) che rappresenta. e lei è orfana di Bertinotti e l’ultima volta che ha votato ha sceltro altra Europa per Tsipras, per dire……

    • willerneroblu says:

      Un altro comunista che tiene famiglia…

  2. Ciao Rudi
    dopo aver partecipato alle assemblee costitutive, voterò convintamente Potere al Popolo. Ho fatto in tempo a votare DP, poi astensione convinta (salvo qualche voto a Rifondazione). Essendomi stufato degli inutili decennali appelli all’unità della “sinistra” (quale?), credo che la vera scommessa del progetto PaP sarà il dopo elezioni, dopo che saranno scappati i politicanti imbarcati, e indipendentemente dal raggiungimento del 3%.
    Caldarola chi?

  3. willerneroblu says:

    Mi piacciono questi progressisti che citano uomini la cui religione da loro adorata costringe le donne a vivere sottomesse…

  4. Per una frazione di secondo stavo per farmi convincere da PaP, vedendoci l’ultimo baluardo di idee e persone di sinistra, poi mi sono ricordato che avevo pensato la stessa cosa di Tsipras e quanto fossi rimasto scottato.

  5. willerneroblu says:

    Potere al popolo significa anche pagare le bollette della luce a chi non lo fa?

  6. La prima domanda che mi faccio? Con quanto entusiasmo voterò chi alla fine deciderò di votare? Poco, anzi pochissimo… a occhio e croce la cosa più importante forse sarà andare per non far troppo vincere la barbarie a destra….il pd anche no….leu uno più uno meno il quorum lo raggiunge di sicuro…forse alla fine il voto utile è per il 3% a pap ….ma rimando comunque alla risposta iniziale….poco,anzi pochissimo….

  7. Pingback: Cinque post sulla peggior offerta elettorale dell’Italia repubblicana | RUDI

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