Gli ultimatum di Sabatini e di Mentana scadono in estate

Quando parla Walter Sabatini, mi metto in religioso silenzio: lo fa poche volte, merita la massima attenzione, è un dirigente capace, esperto, con una conoscenza enciclopedica del calcio mondiale: una risorsa che Suning non deve lasciarsi scappare, su cui anzi deve investire maggiori responsabilità dirette.

Ieri Sabatini ha difeso Suning (che altro può fare), rilanciato Spalletti (“ho condiviso, ispirato e incentivato le scelte che sono state fatte a partire da quella dell’allenatore, che rimane il migliore in ogni caso”) e speso parole secche sull’obiettivo Champions, irrinunciabile.

“Cosa serve per centrarlo? Dobbiamo capire quali sono le priorità, le cose sensibili sulle quali intervenire, accantonare prosa ridondante e divagazioni varie. Mi sembra giunto il tempo della sintesi alla quale nessuno si può sottrarre. Una sintesi brutale da adottare nello spogliatoio, in campo e in sala stampa, ma anche negli uffici di Corso Vittorio Emanuele II. Non credo alla retorica del richiamo all’impegno, alla professionalità o al sacrificio perché queste sono attitudini che qualsiasi calciatore, in qualsiasi categoria, deve avere. Io credo al valore intrinseco e alla caratura dei calciatori e a questo dovranno far riferimento i nostri, all’orgoglio e alla consapevolezza della loro qualità che si deve affermare puntualmente in campo contro qualsiasi avversario. Solo così si potranno legittimare come calciatori meritevoli dell’Inter”.

Un ultimatum, niente di meno. Colpisce l’aggettivo “brutale”, applicato a ogni livello – spogliatoio, campo, sala stampa, uffici dirigenziali.
Temo che questo ultimatum non possa avere effetti miracolistici, ma averci messo la faccia in modo così nitido è un segnale che avrà effetti rilevanti, l’estate prossima. Sempre che Suning cominci finalmente a capire cos’è il calcio in Italia…

Una parte della tifoseria nerazzurra ha da tempo ha preso di mira i Tifosi Vip. Penso, in particolare a Severgnini, accusato di aver fatto i soldi sullo sconfittismo, ma nel gruppo vengono inseriti i vari Cattelan, Ligabue, Bonolis… Non sempre, ma spesso, viene inserito anche Enrico Mentana.
Inevitabile, dunque, che l’entrata a gamba tesa di Mentana su Suning – accusata di lontananza e scarsa capacità, peggio di scarso attaccamento al nerazzurro – raccogliesse più critiche che consensi. Periodicamente, chi ragiona come Mentana (sono spesso d’accordo con lui) viene accusato di voler richiamare in servizio Moratti, con la pretesa di comandare coi soldi degli altri.

Ma a leggerle bene, le parole di Mentana dicono altro.
“L’Inter ha un presidente invisibile, e che per la verità i tifosi preferiscono non vedere in tribuna. Thohir non conta, ma ha il 30% delle azioni. Possono tornare in mani italiane? Nessun singolo imprenditore vuole o può acquisirle? E allora pensiamo a forme di azionariato diffuso, nel rispetto dei vincoli di legge. Si crei un veicolo finanziario lecito e trasparente in cui confluiscono secondo le loro possibilità i tifosi-investitori. Per quel che mi riguarda lo può amministrare finanziariamente chiunque abbia la fiducia dei tifosi, abbiamo avuto tre sindaci di Milano di fila interisti e tante figure di rilievo del volontariato, del sindacato, dei movimenti per i consumatori che sanno far di conto e sono onesti”.

Parliamo di una cifra compresa fra i 50 e i 70 milioni di euro, necessari a raccogliere il 30% delle azioni oggi in mano all’indonesiano. Mentana non mette mai in dubbio che il controllo della società debba restare cinese.
Operativamente, “si potrebbe contrattare con la proprietà cinese di rilevare la quota Thohir e assumere la gestione operativa, lasciando a Suning tutte le scelte di commercializzazione e valorizzazione del marchio a cui è stata così sensibile in questo periodo. Scegliamo due capi progetto, general manager e allenatore (per me vanno benissimo Sabatini e Spalletti) e formalizziamo la modifica dell’assetto proprietario”.

Traduco: Suning affidi la gestione sportiva a un management occidentale, “capi progetto” legati all’Inter da autentico affetto, con margini operativi significativi, e si dedichi alla commercializzazione e agli investimenti immobiliari (il nuovo stadio o il restyiling di San Siro; il nuovo centro sportivo per la Primavera e le squadre giovanili, eccetera).

Mi pare una proposta di buon senso. Anzi, senza alternative, se non arriverà la Zona Champions. Da dove altro si potrebbe ripartire? O immaginate che la Nuova Inter 2018-19 venga ancora affidata a Ausilio e Gardini?

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10 Responses to Gli ultimatum di Sabatini e di Mentana scadono in estate

  1. Thohir non può fare il presidente dell’Inter perchè è completamente assente. Fra presidente e vice-presidente c’è più o meno un vuoto lato comunicazione. Non rimpiango Moratti da questo punto di vista, però chi è in alto deve difendere l’Inter quando viene attaccata e destabilizzata dalla stampa. Come le parole di ieri di Sabatini, lo apprezzo perchè nonostante sia l’ultimo arrivato ci ha messo umilmente la faccia in questo periodo negativo. Non come certi ciarlatani che abbiamo in società, attaccati solo alla poltrona.
    Il Parma ha una società di questo tipo, c’è una parte di proprietà cinese, una in mano a grosse società e un’altra ai tifosi. Un’azione dovrebbe costare sui 100 euro, lo so perchè volevo diventare socio. Si potrebbe fare così anche con l’Inter.

  2. Francesca70 says:

    Mentana ha ragione. Ed ho apprezzato il il passaggio di Sabatini sulla “retorica del richiamo all’impegno…” e sulla “caratura” dei nostri. Se non se ne vede traccia, ben vengano provvedimenti seri, e brutali.

  3. francesco says:

    io dico che (come in tanti altri ambiti della vita) prima di fare proclami di questo tipo, richiami dal sapore etico-guerresco (che nel calcio di oggi passano spesso inascoltati) devi averne anche azzeccate molte. e ahimè per lui e per noi al momento non è così.

  4. willerneroblu says:

    Mentana è quello che al TG5 commentava l’esonero di Gigi Simoni come un atto dovuto per il mancato tenore tecnico della squadra è uno di quelli che deve girare al largo dall’Inter proprio il contrario di Bonolis!!

  5. Masspi says:

    La traduzione di Rudi mi sembra corretta e aiuterebbe forse a fare chiarezza, che la proprietà appaia lontana mi sembra un dato di fatto allo stato attuale,se poi le parole di Sabatini dovessero prefigurare un suo diverso coinvolgimento a livello societario tanto meglio.Ma queste decisioni le dovrà prendere la proprietà,vediamo se batterà un colpo.

  6. rugherlo says:

    Pieni poteri a Sabatini, via chi non è in grado di stare al livello dell’Inter.
    A parte Ausilio (ormai poco credibile) Gardini a cosa serve? Di che si occupa??
    L’idea di cui parla Mentana potrebbe essere buona, non so se sia fattibile però.
    Suning avrebbe la maggioranza senza comandare.
    Si comandare perché va bene che ora in rete girano novelli keynes che spiegano e parlano di bilanci e ffp, ma pur sempre di una squadra di calcio si parla.
    E pur vero che i bilanci contano ma l’obiettivo sportivo resta il più importante.

    • trevor64blog says:

      Ciao
      1 Per “stare al livello dell’Inter” a quale cicli Inter ti riferisci dei 110 anni di storia? Forse al periodo Foni, Herrera o post calciopoli? No perché per il resto non mi pare ci sia da entusiarmarsi più di tanto. Mica siamo come quelli che festeggiano anche i secondo posti in Europa o le Mitrope….
      2 Da tempo ho smesso di pensare all’utilità di quello che fanno gli altri, perché quando altri si occupano dell’utilità di quello che faccio io, senza cognizione nel merito ma affidandosi solo a luoghi comuni, la cosa mi infastidisce non poco, anche se poi io almeno posso difendermi con i “risultati”.
      3 Keynes o non Keynes pensi davvero che nel calcio odierno gli aspetti in questione siano così scollegati?

      Dovevo scegliere una partita per mio figlio e gli altri amichetti interisti in modo che passassero insieme una serata tranquilla senza andare a dormire con le lacrime agli occhi ed ho deciso per domani.
      Spero di non dovermene pentire amaramente.
      Un caro saluto

      • francesco says:

        Pensa che dopo non so quanto ci sarò pure io e treno all’idea. Non per il freddo

      • rugherlo says:

        1) Inter: 18 scudetti 3 coppe campioni 3 coppe intercontinentali 3 coppe uefa.
        Più svariate coppe Italia, giocatori fantastici ecc.
        Ti dicono nulla i nomi: Bersellini, Trapattoni, per tacere di quello che ti chiami il post calciopoli.
        Uno delle più gloriose società d’Europa. Il livello è o dovrebbe essere questo.
        2) non capisco ne’ la premessa :” da tempo ho smesso …” a chi o cosa ti riferisci, ne’ quali sarebbero luoghi comuni.
        3) hai letto ciò che ho scritto?
        Ho scritto che i bilanci sono importanti ma l’aspetto sportivo, in una squadra di calcio è preminente.
        A mio avviso non si possono fare piani decennali in un’attività dove la componente umorale è così influente.
        Per i keynes mi riferivo agli esperti che ti snocciolano cifre e FFP eccitandosi per il pareggio di bilancio.
        E magari non sono a conoscenza di tutte le informazioni necessarie ma difendono la proprietà a spada tratta.
        Ti senti chiamata in causa?
        Piglialo come un luogo comune, francamente non mi interessa.

        Ps: il calcio almeno per chi lo segue dovrebbe essere un gioco dove si vince e si perde.
        E dove non si deve vincere per forza (come la Juve ).
        Puoi spiegare questo a tuo figlio.
        E dirgli che quando vinci (perché lo meriti) è bello.

  7. Pingback: Un paio di domande a Walter Sabatini | RUDI

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