Il Cinquantenario, per Cantù era impossibile festeggiarlo meglio

Il 7 aprile 1968, la Pallacanestro Cantù vinceva il primo dei suoi tre scudetti.
Il 7 aprile 2018, la Pallacanestro Cantù va a vincere sul campo della Virtus Bologna una partita che potrebbe risultare decisiva per l’ingresso ai play-off.

Ovvio che fra i due eventi vi sia un incommensurabile salto di qualità, ma la vittoria al PalaDozza, contro una squadra già battuta all’andata e che spende più del doppio negli ingaggi dei giocatori, è stata la miglior celebrazione possibile. Ancora più emozionante perché decisa a 12” dalla fine, sul + 2, con una palla rubata ad Alessandro Gentile.

Il 7 aprile 1968 l’Oransonda Cantù allenata da Borislav Stankovic vinse il titolo battendo 71 a 58 l’Olimpia Milano targata Simmenthal, in un Palazzetto dello Sport “Parini”
Poche settimane dopo, l’Associazione Pallacanestro Cantù conquista anche il primo degli innumerevoli scudetti giovanili, a Bologna, contro l’Ignis Sud: era il primo maggio, la categoria Allievi allenata da Gualtiero Bernardis sconfisse 58 a 48 la squadra napoletana.

A rappresentare quelle due formazioni, ieri presso il Comune di Cantù erano presenti Gianni Corsolini – all’epoca direttore tecnico del club – e Pierluigi Marzorati, leader della squadra Allievi. Del roster della prima squadra, protagonisti sempre di quella storica stagione 1967-’68, in sala erano presenti Carlo Recalcati, Michele Marino, Alberto Merlati e l’italo argentino Alberto De Simone.

Nella foto di gruppo, De Simone è il quarto, Merlati il quinto, “Ciccio” Della Fiori il sesto, poi Marzorati, penultimo e ultimo, con gli occhiali scuri, Vittorio Beretta e Carlo Recalcati.

2 Responses to Il Cinquantenario, per Cantù era impossibile festeggiarlo meglio

  1. Luigi Baragiola says:

    Sono spesso in palestra con Ciccio e vederlo allenarsi e “come spacca le macchine” ancora oggi e’ commovente. Nel ’75 (secondo scudetto) la Festa la fecero al Ristorante dei miei Zii a Mariano Comense con contestuale creazione del FORST CLUB. nell’83 la Coppa dell’Eurolega fece il giro dei bar della zona: i 2 Mercoledì (giorno di chiusura) facevo il giro con la Coppa della “partita mai finita” fra le braccia. Un grande pensiero e ricordo lo mando anche a Lucianone Vendemini .
    Quando veniva a portare i manifesti della partita al bar oscurava la vista talmente era alto. Faceva il caffè dall’altra parte della macchina. Avevo 7 anni.

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