American Graffiti [id.], George Lucas, 1973 [filmTv58] – 8

È un caldo sabato sera del 1962 di quattro amici diciassettenni. Sui titoli di coda ci viene detto che John (Paul Le Mat) morirà in una corsa clandestina nel dicembre 1964, Terry (Charles Martin Smith) risulta missing in action in Vietnam nel dicembre 1965, Steve (Ronny Howard) fa l’agente di assicurazioni nella cittadina in cui è nato, e Curt (Richard Dreyfuss) ora fa lo scrittore e vive in Canada.

Immersa in una delle 5 colonne sonore fondamentali della storia del cinema, la pellicola è ambientata a Modesto, California, in piena Era Kennediana. Passammo da lì nell’estate 1995: non potevamo evitare la madeleine dell’hamburger house con le cameriere che si muovono sui pattini…

A diciassette anni non ti fanno comprare liquori, ma ti lasciano guidare lunghe automobili. È questo il passatempo dei diciassettenni di Modesto: fare su e giù sulla main street, abbordando ragazze, scambiandosi battute, pomiciando fra fidanzati, imbastendo scherzi cretini. Ma il giorno dopo Steve e Curt dovrebbero partire per un college nell’Est: Steve è assolutamente convinto, mentre Curt vacilla, già nostalgico di un tempo irripetibile e smanioso di fare la conoscenza con la splendida ragazza bionda alla guida di una Thunderbird bianca.

John è meccanico, il più veloce a correre sulle auto: ogni sabato deve respingere una sfida, stavolta gliela pone l’arrogante Bob Falfa (un giovanissimo Harrison Ford). Non ha una ragazza fissa John, e quel sabato sera imbarca per caso una dodicenne che vorrebbe essere sexy e si spaventa solo quando lui finge di desiderarla con tutte le sue forze.
Terry è il più sfigato, tipico nerd con gli occhiali, lo chiamano “il rospo” e lui non fa che vantarsi con le ragazze e calamitare guai, ma quel sabato ha la fortuna di incrociare una bionda identica a Sandra Dee.
Steve sta con Lory, la sorellina di Curt. Da mesi fanno coppia fissa, ora che stanno per separarsi, lui propone di sentirsi liberi per qualche mese e lei ribatte facendolo ingelosire. Finirà sull’auto di Bob Falfa, rischiando di morirci.
Vinta una borsa di studio dal circolo dei commercianti, Curt insegue il miraggio della Thunderbird bianca e finisce nei guai: tre teppisti dai giubbotti di pelle lo costringono a una pericolosa prova di coraggio contro la polizia.

Ecco i semplici ingredienti di un cult movie, che rimescola temi di «Happy Days», «Il Selvaggio», «Gioventù bruciata» e compone un affresco generazionale di favolosa ingenuità, uno di quei film che impari a memoria e non ti stanchi di rivedere. Fra le 5 Nominations, un Oscar l’avrebbe meritato: quello per la migliore sceneggiatura originale, firmata George Lucas, Gloria Katz e Willard Huyck.

2 Responses to American Graffiti [id.], George Lucas, 1973 [filmTv58] – 8

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