Anfield Road e la musichetta della Champions

Guardo queste partite con un misto di affascinazione e repulsione.
Già dai gironi, il livello è talmente superiore a quello di una normale partita di campionato, da far pensare si tratti di due sport diversi. La quantità di campioni che vorrei vedere in nerazzurro è esorbitante. Gli arbitri fischiano la metà dei falli e puniscono i simulatori e i comportamenti antisportivi. Però…

L’Inter pare sia 87esima nel ranking Uefa. Mi sono spiegato? 87esima…
Da anni non gioca questa Coppa e anche in Europa League gli ultimi ricordi sono pessimi.

L’abissale distanza fra le prime 16-20 d’Europa e la rosa nerazzurra fa pensare che ci vorranno molti anni – al netto di nuove catastrofi alla Gabigol e Joao Mario – per tornare a respirare quell’aria.
Certo, vedere le eliminazioni della Juve, una più crudele dell’altra, suscita ilarità, ma sono fra quelli che preferirebbero vedere l’Inter al posto della Juve, anche a perdere finali, anziché sprofondare nel divano.

La Roma, per esempio. Uno guarda il campionato, i giallorossi stanno un solo punto avanti e nel doppio confronto prevarrebbe l’Inter, eppure solo gli stolti possono pensare che questa Inter valga questa Roma.
L’hanno dimostrato contro il Chelsea (3-3 a Stamford Bridge, 3-0 all’Olimpico!), contro l’Atlético del Cholo, contro lo Shakhtar, nell’epica Romantada contro il Barcellona.

Al livello di quelle prestazioni, l’Inter non è mai stata. E se è vero che Allegri cerca scuse quando parla di squadre da 60 partite che affrontano altre già fuori da tutto a gennaio, bisogna ammettere che partecipare alla Champions costringe a un turn over pesantissimo, che la Roma ha pagato, per esempio, con due sconfitte rovinose ed evitabilissime, in casa contro Milan e Fiorentina. Voglio dire che senza la Champions, la Roma starebbe 10 punti avanti all’Inter.

Ma su Di Francesco, lo ammetto, non so ancora farmi un’idea. Ero partito considerandolo inadeguato a quella panchina e a quella rosa: la posizione in campo di Nainggolan e l’isolamento di Dzeko, mi parevano errori marchiani.
Poi ho cambiato opinione, anche perché Di Francesco è uno che cambia assetto con facilità.
Poi ho cambiato idea un’altra volta, salvo fare autocritica dopo l’impresa contro il Barcellona, ai miei occhi impossibile.

Ieri sera, quando ho visto che confermava la difesa a 3, ho detto agli amici con cui vedevo la partita che i tre giallorossi non avevano il passo per fermare Mané, Firmino e Salah. Mentre il Barca gioca di possesso, i Reds viaggiano lungo brucianti accelerazioni.
Di Francesco si è lamentato dei troppi duelli individuali persi, ma erano tutte sconfitte annunciate: stavolta è lui che ha sbagliato nettamente, non proteggendo i 3 difensori e mandando al massacro anche Kolarov e Florenzi, spariti dai radar nella mezzora in cui gli uomini di Klopp impazzavano a loro piacimento.

Credo che l’Inter di Spalletti, semplicemente, ad Anfield Road avrebbe perso 2-0 o 3-0. Non sarebbe andata in barca, perché è una sua forza, ma non avrebbe mai avuto la capacità di invertire l’inerzia della partita come è riuscito alla Roma. Merito, innanzitutto, di un fenomeno come Dzeko, e di un tasso tecnico che l’Inter non possiede.

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11 Responses to Anfield Road e la musichetta della Champions

  1. Mah… nel 1994 abbiamo vinto una Coppa Uefa (quella seria, con le squadre seconde classificate nelle loro nazioni) salvandoci in campionato alla penultima giornata.
    Il Napoli quest’anno è andato abbastanza male in Europa ma ha fatto (comunque vada a finire) un campionato superlativo.
    Se valgono gli scontri diretti che hai citato per misurare il valore (Chelsea, Atletico, Barcellona) allora perchè non dovrebbero valere gli scontri diretti Inter – Roma in campionato, disputati tra l’altro lontano dagli impegni europei? Siamo stati o no -al di là della somma dei risultati a noi favorevole- nettamente più forti di loro?
    La Roma è una buona squadra con un grande campione davanti, ma con un allenatore da provinciale. Ribadisco che arrivarci dietro in campionato sarà solo per tanti punti buttati via per colpa nostra.

    • Rudi says:

      ciao Mario, il calcio del 1994 e quello del 2018 mi sembrano esibire la stessa distanza fra il Pds del 1994 e il Pd del 2018. Ribadisco, oggi siamo 87esimi nel ranking Uefa, e se andassimo in Champions dovremmo inserire 8-9 giocatori in rosa, fra cui almeno 3 titolari per sperare di superare il gironcino. Gironcino che la Roma ha stravinto su Chelsea e Atletico.

      • willerneroblu says:

        Si questo sono d’accordo ma io voglio Klopp,dei ragionieri della panchina sono stufo anche di chi ora siede sulla nostra e magari spera di andare a Vinovo…..

      • Rudi says:

        Anch’io vorrei Klopp. Come vorrei Guardiola… Vorrei chi sa dare un’impronta per 5 anni.

      • Però bisogna poi avere pazienza e lasciare loro il tempo di lavorare in pace. Se non vado errato il primo anno di Klopp al Liverpool fu disastroso, noi lo avremmo esonerato dopo dieci giornate.

      • Rudi says:

        Infatti. A Klopp farei firmare un quinquennale, senza clausole di uscita, se lo licenzi, lo paghi fino alla fine…

      • claudiopaga says:

        Ciao Rudi, il gironcino non l’ha stravinto, l’ha passato grazie a due grandi partite contro il Chelsea che quest’anno le ha beccate un po’ da tutti, ad un pareggio in casa contro l’Atletico dove e’ stata dominata per 90 minuti e due vittorie di misura col Quarabag.
        Ha piu’ qualita’ di noi a centrocampo ma se Kolarov l’avessimo preso noi invece di Dalbert le saremmo 10 punti avanti.
        Il ranking Uefa e’ un calcolo buffo che comunque e’ una misura del rendimento passato, non della qualita’ attuale di una squadra.

  2. Concordo sul fatto che la differenza tra noi e la Roma sia quasi azzerata dagli impegni europei. Con la nostra rosa, al loro posto, saremmo a livello del Milan, se non peggio.
    Riguardo al livello in Europa, ricordo che quando mio figlio giocava i regionali giovanili FIP, mi capitava anche di vedere qualche partita dei pari età del girone eccellenza e sembrava tutto un altro sport. La stessa sensazione la provo quando vedo partite europee.
    La Roma, ieri sera, mi è sembrata in balìa dell’avversario con Naingolan e Strootman spenti, i difensori in imbarazzo e con una sola soluzione di gioco: palla a Kolarov e pedalare. Non ho visto i due gol perché sul 5 – 0 mi sono addormentato.

  3. La Roma ieri ne poteva prendere pure 7-8……..se ci fosse stata l’Inter minimo ne avrebbe presi 5. Lo volevo vedere a D’Ambrosio contro Salah, o un Santon qualsiasi, mi immagino il panico totale. I nostri giocatori soffrono terribilmente i giocatori veloci e tecnici. Comunque anche il Liverpool ha i suoi punti deboli, sono forti, ma non fortissimi.

  4. La Roma ha tre leader, uno per reparto, che a volte riescono a migliorare gli altri. Manolas, Nainngolan e Dzeko.
    Noi non ce li abbiamo. Poi succede che, con Manolas accanto, J.Jesus annulli Messi; ma due settimane dopo torna ad essere J.J., quello che conosciamo noi, e Salah lo manda al manicomio.
    La Roma ha meno punti in campionato perché spesso, per la testa alla champions, i mediocri hanno fatto i mediocri e i leader non hanno fatto i leader.
    A noi mancano tre giocatori del genere, e qualche jolly dalla panchina alla Perotti.

    Andare in CL vincendo una partita secca all’ultima giornata credo che a livello di percorso di crescita individuale farebbe fare il salto mentale a molti dei nostri. Un po’ come quel gol di Veron in super coppa.

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