Fahrenheit 451 [id.], François Truffaut, 1966 [filmTv84] – 7

A quindici anni di distanza dall’uscita del ben più angosciante romanzo di Ray Bradbury, Truffaut ne ricavò una pellicola di fantascienza minimalista, palesemente eccentrica nella sua filmografia. Effetti speciali quasi inesistenti, ma un paio di collaboratori di altissimo livello come Bernard Herrmann, il compositore di musiche prediletto da Hitchcock, e Nicolas Roeg alla fotografia.

La presenza di Roeg (in seguito regista sofisticato) va sottolineata perché si tratta del primo film a colori di Truffaut, e di un sostanzioso salto di qualità nel budget a sua disposizione. Girato nei Pinewood Studios e nei dintorni di Londra, fanno eccezione le riprese intorno alla futuristica monorotaia, un treno sopraelevato che si trovava nei pressi di Châteauneuf-sur-Loire.

Gli attori sono Julie Christie – subito dopo i trionfi di Darling e Il dottor Zivago – e Oskar Werner; il regista l’aveva già diretto l’attore austriaco in Jules e Jim, ma sembra che sul set si sia verificato un insanabile contrasto (una foto di Werner sta nel tempio dedicato agli amici scomparsi che apparirà, una dozzina di anni dopo, nel finale di La camera verde).

La più significativa deviazione da Bradbury assegna alla stessa attrice il ruolo dell’ottusa moglie del protagonista e della vicina di casa che ne destabilizza le certezze: Julie Christie se la cava con una diversa lunghezza dei capelli, alternando espressioni catatoniche ad altre di curiose vivacità. La sua Clarisse riappare nel bosco fra gli “uomini libro”, anziché svanire nel nulla come nel romanzo.

Per enfatizzare il messaggio politico – televisione onnipresente, libri vietati – , i titoli di testa non sono fatti da scritte, ma pronunciati da una squillante voce femminile, su immagini fisse di antenne televisive. L’atmosfera è livida, grigiastra e ovattata. Enfatizza il rosso degli automezzi che sfrecciano nell’andare ad appiccare fuochi.

5 Responses to Fahrenheit 451 [id.], François Truffaut, 1966 [filmTv84] – 7

  1. Masspi says:

    Rudi mi hai fatto ricordare che il film era uno dei primi film a colori.2 domande .Ora che hai visto il film meglio il libro?Il film lo trovi datato?

  2. Francesca70 says:

    Un bel film, che a vent’anni colpisce per la freddezza del conformismo di una società senza cultura ed il calore che solo le pagine di un libro sanno dare. Ma non è tra le opere più amate di Truffaut.

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