Sensazioni amare

Non ho visto la partita, temo ne perderò molte, quest’anno, e chi ritiene indispensabile una critica puntuale dei 90’ del Mapei Stadium, può fermarsi qui.

Scrivo di sensazioni. La prima è che l’Inter non sa gestire le aspettative: tanto più sono alte, tanto più è facile la caduta. Problema di personalità, dirà qualcuno. Secondo me, è innanzitutto un problema di piedi.

Spero di non vedere mai più una coppia di terzini formata da D’Ambrosio e Dalbert, e mai più Asamoah nel terzetto dietro Icardi. La sensazione (rieccola) è che Spalletti abbia straperso il confronto tattico con De Zerbi (uno che farà strada), a partire dagli 11 messi in campo.

Se c’è una cosa che il Sassuolo sa fare è attaccare in larghezza. Dalbert non può marcare Berardi, e se il francese non spinge si gioca in 10. Poi, è bastato che Di Francesco, un altro brevilineo, facesse una diagonale verso il centro per trovarsi uno-contro-uno con Miranda. Troppo facile.

Poi, Berardi calcia il rigore in modo imbarazzante, ma segna lo stesso… Tifa Inter, il calabrese, e ci fa gol quasi sempre.

Non scriverò dell’arbitraggio, forse c’era un rigore su Asamoah, ma l’Inter ha giocato talmente male da rendermi impossibile questo alibi.

Non scriverò nemmeno delle condizioni del campo – ampiamente previste – perché se Spalletti imita il Mazzarri della pioggia, non si va da nessuna parte.

Scrivo, soltanto, di una delusione cocente, di una prestazione nettamente insufficiente, di un numero esiguo di palle-gol create (contro Lirola, Magnani, Ferrari e Rogerio), di una presunzione inaccettabile per chi indossa una maglia che negli ultimi 7 anni ha acciuffato solo due quarti posti, e confido nel rapido rientro di Nainggolan e Vrsaljko, Perisic e Skriniar.

Ma il centrocampo è questo, e tale resterà almeno fino a gennaio, solo il genio di Modric poteva trasformare una zucca in un elegante carrozza.

È un centrocampo da sesto posto, più scarso dell’anno passato (senza Rafinha, Borja invecchiato, Brozovic non avrà mai un rendimento costante), ma si è preferito investire in tutti gli altri ruoli, dimenticando che è da lì che comincia il gioco. Prima anti Juve? Quelli possono permettersi di cacciare via uno come Marchisio…

12 Responses to Sensazioni amare

  1. Non fa una piega Rudi. La mia impressione è che all’Inter non basti un allenatore nomale, tantomeno uno normale che vuol fare il fenomeno.

  2. Miranda, D’Ambrosio e Vecino imbarazzanti nella loro legnosità, lenti nel pensare, la giocata, sempre a peggiorare il primo errore quando provavano a porvi rimedio. Spero sia solo una questione di condizione.
    De Vrji se giocava centrale a tre un motivo c’era, la lentezza che si addiceva a un calcio di vent’anni fa. Giocare alti con lui e Miranda è un suicidio, serve ripartire dall’Inter brutta ed efficace di dodici mesi fa. Brozovic è tornato molliccio, ma se di 11 non se ne salva uno, le colpe stanno in cima.
    Se dopo una sconfitta del genere Spalletri dice “Per larghi tratti abbiamo fatto la partita che dovevamo fare”, vuol dire che avevi sbagliato la partita da fare. Non siamo ancora pronti e forse non lo saremo mai.

  3. Simone Scafidi says:

    Alla fine del mercato dello scorso anno, i tifosi erano tutti – direi giustamente – piuttosto delusi. Alla fine, però, la squadra ha ottenuto quello che era l’obiettivo: l’ingresso in Champions.
    Quest’anno, invece, si è glorificato troppo un mercato che invece rischia di non essere all’altezza. Con un Politano che potrebbe non reggere la prova di titolare in un club importante, e un Keita che veleggia verso il ruolo di tanti prestiti degli ultimi anni che poi vengono rispediti al mittente a fine stagione.
    E un Nainggolan che è arrivato anni dopo – lo voleva già Thohir – rispetto a quando sarebbe davvero servito (altro che il mesto Hernanes).
    La questione Modric è stata poi una doccia gelata. Si ambiva a fare come la Juventus, ovvero andare dal club che ha stravinto in Europa negli ultimi anni e soffiargli un pezzo pregiato.
    Non è andata così, e la cosa più triste è stata poi leggere dichiarazioni tipo:”Il fatto che Modric volesse venire all’Inter è comunque un successo”.

    La partita di ieri vale quel che vale, non mi sarei esaltato per una vittoria nè depresso per questa sconfitta.
    La mia paura è più a lungo termine: riusciremo a raggiungere gli obiettivi minimi (qualificazione Champions + passaggio della fase a gironi)? Non lo so, temo di no. Roma e Napoli rischiano di esserci ancora superiori. E il Milan lo si sta un po’ troppo sottovalutando.

    In tutto ciò, continuo a non capire l’ostinazione di non aver voluto riprendere Rafinha.
    Ingolosisci i tifosi con Modric, poi non lo acquisti e nemmeno calmi la pancia del popolo nerazzurro che aveva chiesto a gran voce un suo ritorno.
    Queste testardaggini rischiano di creare malumori e disaffezioni.

  4. arancioeblu says:

    “perché se Spalletti imita il Mazzarri della pioggia, non si va da nessuna parte”
    la prossima la giochiamo col Toro, interessante confronto fra i due allenatori “Piangina” del campionato

  5. Penso che Brozo abbia bisogno di fiducia intorno a se per rendere al meglio, Vecino (che ieri ha fatto un’altra entrata delle sue a martello) non mi sembra il partner ideale. La scorsa stagione abbiamo svoltato quando si è trovata la combinazione giusta a centrocampo, il Ninja mi sembra un giocatore fondamentale per questo sistema di gioco. Rafinha ti garantiva più possibilità in quella zona di campo perchè era molto mobile e si faceva trovare sempre, sopratutto da Brozo, che aveva un compagno affidabile a cui scaricare il pallone. Lautaro non mi sembra il massimo in quella posizione, è adattato, il mister si era già lamentato di lui penso contro l’atletico se non sbaglio.
    Con il Ninja a dialogare sulla trequarti andrà sicuramente meglio, il vero problema è che manca un’alternativa a lui, ci si è fissati con Modric quando si poteva tentare qualcosa con Rafinha. I due si potevano alternare e si sarebbero gestite meglio le energie del Ninja.
    Tenendo conto che non tutti i giocatori sono di ottimo livello, credo che la stagione dell’Inter si giocherà a centrocampo, se si vuole giocare con questo modulo allora il Ninja sarà la colonna portante. Se invece si vuole Lautaro in campo bisogna passare a due punte.

    • Rudi says:

      Due punte, senza dubbio. Il centrocampo potrà passare da mediocre a sufficiente, ma non se ne può più di vedere Icardi cercato solo coi cross.

  6. Stefano Ferrata says:

    Certo che per non averla vista la hai interpretata perfettamente….io invece che purtroppo ero lì aggiungo solo come nota che nel riscaldamento hanno fatto trenta tiri ne è entrato solo uno e non perché berni e padelli fossero insuperabili….ma c’era nell’aria un atteggiamento…leggero…

  7. willerneroblu says:

    Sono inferocito non si può giocare la prima partita di campionato in quel modo poi proprio col Sassuolo,avremmo dovuto sbranarlo invece complice l’assurda formazione di Spalletti il quale non mettendo Asamoah terzino e Candreva in fascia(Politano pio giocare la coppa Italia ) ha portato la squadra allo sbaraglio con la ciliegina finale delle dichiarazioni assurde!!I dieci milioni erano da offrire a Simeone l’unico che potrebbe iniettare di Interismo e grinta questa squadra!!!Continuate a parlare di Rafinha Cancelo ma l’Inter era prima quasi alla fine del girone di andata e Rafinha non c’era e Cancelo giocava pochissimo……infine,in fondo per carità,Rizzoli ha cambiato la regola per controllare il Var ritornando andare maggior potere agli arbitri!!!

    • Rafinha e Cancelo avremmo voluto riscattarli tutti, ma i dati della scorsa stagione danno effettivamente dati diversi. La media punti a partita:
      2,35 senza Cancelo
      1,52 con Cancelo
      2,00 senza Rafinha
      1,75 con Rafinha
      L’Inter brutta ed efficace di inizio stagione è irripetibile, ma abbiamo ben altro materiale umano a disposizione, la mancanza di Rafinha e Cancelo non può essere la risposta.

  8. chologol says:

    Troppa sperimentazione che sa di spocchia… Berardi è uno che ci ha sempre fatto male, e gli mettiamo lì Dalbert: perché Spalletti fa cagate del genere?
    Poi un giorno forse capirò perché all’Inter trasformiamo l’entusiasmo in mollezza e superficialità mentre le altre grandi sanno farne una forza.

    • Ognuno ha il suo dna.
      Il nostro è quello di lottare perennemente sott’acqua, di dover sempre allungare il collo al massimo per riuscire a respirare.
      Di vincere le partite con fatica, di complicarci la vita, di soffrire.
      Anche l’Inter del triplete era sempre consapevole dei propri limiti, non pensava di andare a Bologna, a Udine, a Verona e fare il Barcellona.
      Il nostro dna è fare un gol e, se serve, difendere in 10 contro l’ultima in classifica; è vincerla coi centimetri perché col palleggio capita che l’Atalanta ci metta sotto.
      Ecco, a me domenica pare che in campo ci fosse una squadra che volesse giocare a pallone, una squadra convinta di essere forte, di essere l’antijuve, di non dover allungare il collo per respirare, di non dover stare attenta ai millimetri.
      Domenica era una squadra sbracata, dimentica si cosa sia il Dna dell’Inter, convinta di poter vincere col gioco, di tenere la difesa alta che tanto la palla la gestiamo noi. Bisogna tornare a conoscere i nostri limiti, a ricordarci che se altre squadre vincono giocando al 70%, noi bisogna sempre dare il 110, senza vergognarci a difendere, a stare bassi, a essere brutti. Anche perché, se ci sforziamo di fare i belli, siamo ancora più brutti. E ridicoli.

      • chologol says:

        E se decidi di non riscattare due giocatore coi piedi buoni per costruire una squadra più “fisica”, quelle caratteristiche che tu indichi devi tirarle fuori ancora di più.
        Poi è ovvio che ad altre squadre avrebbero dato quei 2 rigori, ma quando vedi una squadra così brutta e molle non hai neanche voglia di parlarne.

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