#Rivincite outtakes 68: la lezione di Calgary

Più che la fortuna di Milano/Cortina – la cui candidatura ai Giochi invernali del 2026 rischia di divenire obbligata per mancanza di alternative – mi interessa capire – come sempre, quando si mette a fuoco l’incrocio fra sport e politica – perché la città di Calgary, abbia deciso di ritirarsi.

A Calgary – provincia di Alberta, Canada – si è svolto un referendum consultivo, il cui esito, seppure non vincolante, non lascia spazio ai dubbi: la popolazione locale, infatti, ha votato No ai Giochi nella misura di oltre il 56%, e il sindaco ha già detto che la candidatura verrà ritirata.

Ora, Calgary ha già ospitato i Giochi, nel 1988. I suoi abitanti, almeno una larga parte, hanno memoria diretta di cosa quell’evento abbia significato, in termini di visibilità, attrattività, investimenti. Trent’anni dopo, a larga maggioranza, valutano che sia meglio farne a meno.

È parso convincente lo slogan: “Tre settimane di festa, 30 anni di debiti: NO allo spreco olimpico”.

Le prime interpretazioni del voto parlano di abitanti “spaventati dagli ingenti costi che una candidatura di questa portata avrebbe potuto causare”. Pare che la caduta del prezzo del petrolio abbia impoverito l’economia canadese, e che il contributo statale sarebbe stato assai ridotto, scaricando molte spese sulla comunità locale. Argomenti simili avevano già fatto recedere altre città candidate: Sion (Svizzera) e Graz/Schladming (Austria), Sapporo (Giappone) ed Erzurum (Turchia). Città molto diverse, arrivate ad analoghe conclusioni, nonostante il fatto che a favore dei Giochi si siano sempre schierati due soggetti: le industrie locali e la quasi totalità degli sportivi professionisti.

Rimangono solo Milano/Cortina e Stoccolma a candidarsi per ospitare le Olimpiadi bianche del 2026. Al netto della retorica patriottica, resta la curiosità di capire come mai per Milano/Cortina sia un “affare” ciò che non lo è per Sion, Graz, Sapporo, Erzulum e Calgary.

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14 Responses to #Rivincite outtakes 68: la lezione di Calgary

  1. francesco says:

    Per Torino 2006 e’ stato un affare

    Senza le olimpiadi Torino oggi non sarebbe la forte vocazione turistica che è diventata. C’è stato indebitamento, ma ha creato posti di lavoro, non reddito di cittadinanza

  2. francesco says:

    Che poi dico, se le olimpiadi sono un bagno di sangue (estive o invernali) perché non abolirle? Perché poi criticarle e commuoversi per un bronzo nel curling non è molto coerente neh ?

    • Rudi says:

      Ti pare di avermi risposto? Sono anni che pubblico post su cui ribatto sul fatto che solo le dittature ci guadagnano dall’organizzare le grandi manifestazioni sportive…

  3. Rudi says:

    Le Olimpiadi sono una delle 3-4 cose più straordinarie realizzate nel Ventesimo secolo. Ma che la democrazia nello sport faccia una fatica terribile ad avanzare, anzi corra formidabili rischi di regressione, a me pare chiaro. Volete che rifaccia l’elenco dei Paesi che hanno organizzato i massimi eventi negli ultimi 30 anni?
    Il fatto è che le massime autorità sportive – CIO, FIFA, UEFA – sono il debolissimo punto di equilibrio fra l’oligarchia che le maneggia e le “superleghe” professionistiche che prendono piede in certi sport (il calcio sarà il prossimo).
    E comunque, almeno voi due, Antonio e Francesco, la mia opinione la conoscete fin troppo bene, se vi siete presi la briga di affrontare le 470 pagine di Rivincite…

    • antonior66 says:

      Parlo per una realtà che conosco bene, perché ci sono nato, e perché la considero la città più bella del mondo (ma ammetto di essere di parte).
      Le Olimpiadi dì Sydney sono state un evento straordinario per la città e per l’Australia, hanno reso ancora migliore una situazione già fantastica. Il problema non è l’Olimpiade, il problema è la società che le ospita. A Torino le Olimpiadi hanno dato un impulso straordinario ad una città che sembrava in inevitabile declino. Ospitare l’Olimpiade è una sfida che si può vincere o perdere. Ma rinunciare in partenza per complesso di inferiorità è inaccettabile per l’Italia.
      Ps: mille volte meglio una super Lega come la NBA dove chi arriva ultimo può permettersi il miglior giovane, e dove tutti gli incassi sono divisi in parti uguali.
      PPS: Rivincite non l’ho ancora preso, faccio molta fatica a leggere un libro in formato cartaceo. Spero abbia talmente tanto successo da poter prendere una versione digitale.

      • francesco says:

        Eppure i torinesi hanno tradito chi ha dato l’esclusivo contributo a farli stare meglio. Senza il pd Torino sarebbe meno di Caltanissetta. A distanza di 2 anni, come hanno mostrato nella imponente manifestazione di sabato scorso, si sono cosparsi il capo di cenere e hanno capito i danni che stanno facendo loro i 5stelle. Speriamo che non sia troppo tardi per l’Italia

        Ovviamente Malagò è meglio di Giorgetti

  4. Pingback: #Rivincite outtakes 73: Milano-Cortina vs Stoccolma (e sembrano corrotti pure i giapponesi) | RUDI

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