I ritorni: di Panella, Battisti e Mourinho

In una lunga coda per prenotare esami del sangue, scopro che Mourinho non è più allo United. Pochi minuti prima, un amico sibillino mi aveva scritto di Mou a giugno a Milano.

Con calma, ricopierò un paio di strofe della magnifica canzone di Battisti. Sibillina, ovviamente, venendo dalla penna di Pasquale Panella. E aprirò un sondaggio… D’impulso, esprimo il mio dissenso al ritorno di Mou sulla nostra panchina.

Il Mancio ha fallito il ritorno, Helenio Herrera lo fallì a sua volta… Considero Mou un genio della comunicazione e un buon allenatore, ma da anni le sue squadre giocano un calcio che non mi piace. Troppo fisico, poca fantasia, un approccio militare al terreno di gioco, senza guizzi e senza sorprese. Tatticamente, mi sembra sia rimasto fermo all’Inter del Triplete.

Vincerà ancora, immagino. Non fosse altro perché verrà ingaggiato da una società ricchissima, che lo coprirà d’oro. Ma gli consiglierei di progettare qualcosa al Lipsia o al Salisburgo, dove girano tanti soldi (Red Bull) ma non c’è tradizione, dunque si aprono spazi per chi può lasciare un’impronta.

Oppure, aspetti una Nazionale.

Accostarlo all’Inter, oggi, è autolesionismo. Significa segare il ramo su cui è seduto Spalletti.

Se Spalletti fallisse gli obiettivi, a giugno, potrei cambiare idea. Ma se devo sognare, sogno Guardiola o Klopp, non il remake di un film di 9 anni prima.

«E lo scandaglio calava dalle prore, poi ritornava su chiedendosi “Perché, perché il ritorno?”.

È sempre per prova che sulle labbra torna la parola “amore”, per prove d’esercizio, perché si sa che poi non si sa mai che potrebbe tornare utile.

Tornare, per raccontare il furore e il gelo delle notti aurore…».

13 Responses to I ritorni: di Panella, Battisti e Mourinho

  1. Blue Serge says:

    “Si sopravvive a tutto per innamorarsi…”

  2. Fermamente contrario al ritorno. È arrivato il momento di una nazionale, spero non quello di un fallimento al Milan, non sarebbe dignitoso.
    L’ho scritto a caldo, lo avevo in testa da prima dell’esonero, ma ha fatto da scintilla. Mi permetto di lasciarlo qui.

    “Domenica pomeriggio sono stato a trovare degli amici. Sullo sfondo, nel maxischermo del salotto, c’era la partita tra Manchester United e Liverpool. Tra una chiacchiera e l’altra, con la coda dell’occhio, seguivo il povero United che veniva preso a pallate dai Reds.
    Sono andato via subito dopo il gol di Mané, senza sapere che di lì a poco Lingard avrebbe illuso Mourinho con il provvisorio pareggio.
    Già, Mourinho. Vedere giocare lo United ultimamente mi ha dato una sensazione a metà tra l’eroico e il patetico. L’eroismo dello Special One nel portare avanti il suo calcio, ma anche quell’alone patetico di chi non si rende conto di essere fuori tempo.
    Il calcio di Mourinho è ormai anacronistico. La sua Inter del Triplete fu un esempio magnifico di resistenza, un calcio operaio che si opponeva alla dittatura della tecnica, del palleggio, al totalitarismo del tiki-taka.
    Con le unghie e con i denti, quell’Inter di Mourinho fermò il Barcellona di Guardiola e la sua rivoluzione. Ma la storia non si ferma, si può solo riuscire nell’impresa di frenarla. Mourinho ci riuscì.
    Il guardiolismo si è evoluto, ha preso campo, anche le piccole escono palla a terra dalla difesa. Oggi c’è il Liverpool, il City, lo stesso Barcellona che giocano a velocità supersoniche, pressing alto. Questa evoluzione della dittatura della tecnica, del palleggio, del più forte, del calcio totalitario ha trovato il suo avversario in Diego Pablo Simeone.
    Il cholismo. Lui e il suo Atletico hanno incarnato la nuova resistenza alla storia. I nuovi guerrieri, con nuove armi, che hanno tentato di frenare il neoguardiolismo, Klopp, il calcio degli anni ’10.
    Tra un po’, forse, anche il Cholismo sarà anacronistico, e non servirà più a contenere l’evoluzione del calcio totalitario dei più forti. Avremo nuovi eroi con nuove armi a tentare di frenare lo spirito del tempo.
    Vedere Mourinho continuare imperterrito a combattere il calcio di oggi con le armi di ieri era uno spettacolo commovente, eroico e patetico allo stesso tempo.
    L’esonero di stamattina segna la fine tardiva di un’epoca, la chiusura di un ciclo fuori tempo massimo.
    Ma il contributo dato da Mourinho alla resistenza rimarrà per sempre, così come quello di Simeone e dei loro eredi; perché il calcio operaio non morirà.”

  3. francesco says:

    un suo ritorno non avrebbe senso. tanto non abbiamo problemi con la campagna abbonamenti.

  4. User Owner says:

    indiscrezioni dicono che all’aereoporto lo va a riprendere Vecino…

  5. pgkappa says:

    simeone con cambiasso come vice.tutto il resto è noia.

  6. bartolomeo Salvo says:

    Spero che il sondaggio veda una maggioranza bulgara contro il ritorno e mi auguro che nessuno in società si faccia tentare dalla suggestione di poter ricreare i vecchi fasti; sono passati dieci anni ed è invecchiato, mi sembra logoro ed ormai fuori moda, troverebbe una squadra neanche lontana parente di quella che lasciò scappando come un ladro quella notte; dieci anni fa piombò come un tornado nell’ingessato ed ipocrita mondo del pallone italiano sconvolgendolo, i giornalisti che, abituati a decenni di dichiarazioni compiacenti, avevano quasi timore a fargli delle domande, ora lo aspetterebbero con il fucile spianato pronti ad impallinarlo alla prima sconfitta. Non sarebbe un affare nè per noi nè per lui e poi diciamocelo, una volta per tutte, tutto questo interismo di Mourinho una volta andato via nella maniera che sappiamo io non l’ho proprio visto aldilà delle sue dichiarazioni di comodo, mai che ci abbia una volta agevolato in una trattativa, anzi spesso e volentieri avveniva il contrario. Mourinho ci ha fatto vincere tutto e gli sono grato per questo ma non lo amo, come lui non ama l’Inter, ama solo se stesso ed i soldi.

  7. Interator says:

    Credo che il ritorno di JM sarebbe la soluzione peggiore per tutte le parti coinvolte.
    Cerchiamo di guardare avanti, per favore.

  8. Sono contrario al ritorno del Vate, principalmente per quanto acutamente argomentato da Rudi a proposito degli infelici ritorni di allenatori che avevano fatto grandi cose nell’Inter (HH e Mancini).
    Inoltre, non ho troppo gradito la fuga madrilena anche se sarò sempre riconoscente a Mourinho per quanto vinto grazie a come è riuscito a motivare il gruppo più che sulla scorta di scelte di giocatori e sistemi di gioco. Non dimentico, infatti, che lui avrebbe voluto Deco e Carvalho e che, grazie al cielo, gli presero Lucio e Sneijder.

  9. Paolo Sproviero says:

    Sono fedele in amore, ma ora spero anch’io non destabilizzare Spalletti.

  10. Mou si è imborghesito, è da molto tempo che non lo riconosco più. Non credo che farebbe più di Spalletti con la rosa attuale. Si è abituato troppo alle pappe pronte, preparare la minestra è più difficile. Deve ritornare quello del Porto, ma dubito che succederà. Si limiterà ad aspettare la proposta dello sceicco di turno.
    Su Guardiola e Klopp è difficile per me esprimere un giudizio, spendendo miliardi di sterline so boni tutti a vincere.

  11. denny says:

    È stato bello, anzi fantastico, ma ormai è il passato (ah, io preferisco mogol, panella è troppo criptico x i miei gusti)

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