Ummagumma. Pink Floyd (Harvest, 1969) – 10

LA PUNTINA SUL VINILE 434.

Doppio epocale, anomalo e parossistico; album della rinascita, dopo l’uscita di scena del “pazzo diamante”. Considero la parte live come il vertice assoluto del pop progressivo, o psichedelico, se preferite. Le registrazioni avvennero in piccole sale universitarie, il 27 aprile 1969 al Mothers Club di Birmingham e il 2 maggio al Manchester College of Commerce; la parte in studio, con i brani inediti, venne incisa fra agosto e settembre presso i celeberrimi Abbey Road Studios. Passaggio di testimone quantomai simbolico…

Ognuna delle quattro esecuzioni dal vivo – Astronomy Domine (8:29, di Syd Barrett), Careful with That Axe, Eugene (8:50), Set the Controls for the Heart of the Sun (9:12) e A Saucerful of Secrets (12:48) – dilata ed esalta le versioni già stampate su vinile. La ricerca sonora e l’abilità tecnica raggiungono dimensioni inesplorate, divenendo motivo di ispirazione per gruppi di ogni parte del mondo (per motivi di spazio, furono escluse Interstellar Overdrive ed Embryo).

Il disco in studio, invece, si caratterizza per la scomposizione del gruppo in quattro parti, ognuno lascia il segno con le sue specifiche preferenze musicali (fu di Wright l’idea dei quattro segmenti “individuali”); le mie preferenze vanno a Grantchester Meadows (Waters) e The Narrow Way (Gilmour).

Storm Thorgerson, dello studio Hipgnosis, realizzò una copertina sfaccettata e di inedita densità. Oltre ai musicisti, alternati in primo piano, spicca un’istantanea sulla pista dell’aeroporto di Biggin Hill, nel Kent, con tutta l’imponenza spaziale di strumenti e amplificazioni a dominare sulle minuscole figure dell’ingegnere del suono Peter Watts e di Allan Styles.

Per la colonna sonora di Zabriskie Point, Michelangelo Antonioni pretese di migliorare le urla strazianti di “Eugene Waters”. Fu un errore.

Annunci

2 Responses to Ummagumma. Pink Floyd (Harvest, 1969) – 10

  1. Mario Lamanuzzi says:

    Vero Rudi, la versione che si sente nel film la fa sembrare una roba da “muzak” anni 70.

  2. Sigfrido Millequadri says:

    Il disco dal vivo tocca vette notevoli. L’ho amato tantissimo.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.