Maglietta numero 41, Davon #Jefferson, giramondo finito a #Cantù

A fine giugno pubblicai un post in cui annunciavo che avrei preso un anno sabbatico dal basket italiano. Qui i motivi. Ho mantenuto la parola, tranne che per un’eccezione, il 21 novembre, quando il fallimento – in senso finanziario, dunque anche sportivo – di Cantù sembrava segnato. Oggi mi permetto un’altra eccezione, nella speranza che Gerasimenko stia per accettare una delle proposte di acquisto e se ne vada per sempre.

 

Scriverò qualcosa su Davon Jefferson, la grande “rivelazione” di questa mediocrissima Serie A, per 3 volte MVP di giornata.

Trentadue anni il 3 novembre scorso, il californiano è stato tesserato a campionato appena cominciato, facendo il suo esordio alla seconda giornata con la maglietta numero 41.

Ha giocato 17 partite, segnato 298 punti, con una media punti di 17.5, a cui vanno aggiunti 9.3 rimbalzi e 3.1 assist, per 24.4 di valutazione. Giocando a Cantù, con rotazioni al lumicino, deve restare in campo 35 minuti a partita, e questo spiega il suo primato nell’Indice di Valutazione della Lega Basket: non è certo il miglior giocatore del campionato, è quello che porta il contributo personale più rilevante.

Grazie alle prestazioni di Jefferson (e Udanoh, che per me sta allo stesso livello, e poi Gaines e Mitchell, Blakes e Davis, fino alla striminzita pattuglia di italiani), Cantù ha vinto 5 delle ultime 6, e sembra a un passo da una salvezza miracolosa, nonostante una serie di vicissitudini romanzesche: prima se n’è andato Bolshakov, poi è stato “tagliato” Calhoun, poi ceduto Tavernari, è stato cambiato lo sponsor, infine è fuggito nottetempo Pashutin, ottimo allenatore russo, e nell’ultima partita sedeva in panchina Nicola Brienza, a cui manca l’autorizzazione per poterlo rifare… Cantù rischia di perdere tutte le prossime partite 20-0, se non paga un po’ di debiti entro la prossima settimana. Ma in queste ultime 6 partite, l’Indice di Valutazione di Jefferson è schizzato a 32.6.

Questi numeri non sono la cosa più interessante di Davon Jefferson; la sua carriera lo è molto di più…

Diplomato presso il Lynwood High School, nel 2007-08 gioca nell’USC Trojans, l’University of Southern California di Los Angeles.

Fra il 2008-10 va in Israele, tesserato dal Maccabi Haifa.

2010-11 gioca in Francia a Villeurbanne, per l’Asvel.

2011-12 si trasferisce in Russia per il Triumf di Ljubercy.

Nel corso della stessa stagione, si spinge fino in Cina, giocando per il Guangzhou Whampoa.

2012-13, torna in Russia, stavolta nello Enisey Krasnojarsk, città siberiana.

Poi fra il 2013 e il 2015 si ferma quasi due anni in Core del Sud, tesserato dai Changwon Sakers.

A questo punto, dev’essersi chiesto che esperienza fare prima di atterrare a Cantù… E nel 2015, Jefferson vola a Dubai, e gioca per l’Al Shabab Al Arabi.

La Russia dev’essergli piaciuta, perché resta poco a Dubai e fa ritorno nella Lega VTB, tesserato per il Krasnyj Oktjabr di Volgograd.

Nel 2016, lo ritroviamo a Porto Rico, a giocare i play-off portoricani nei Capitanes de Arecibo. E poi eccolo in Venezuela, giocatore dei Guaros de Lara, con sede a Barquisimeto.

Siamo ormai alla fine del suo giro del mondo: nel 2016-17 Jefferson calca i parquet della Turkish League, giocando per il Gaziantep BŞB.

A seguire, eccolo di nuovo a Porto Rico nei Capitanes de Arecibo.

Ma la Turchia gli è piaciuta, e nel 2017-18, gioca per i Bahçeşehir Koleji di Istanbul.

Finita la stagione, gli rimane il tempo per raggranellare un po’ di soldi nello Yeşilgiresun Belediye Basketbol, altra società turca con sede a Giresun.

Finita? Neanche per sogno. Jefferson è uno “stagionale” per eccellenza, e trova l’ennesimo ingaggio nei portoricani Capitanes de Arecibo.

Infine, ecco Cantù nel suo destino. Sa fare tutto, avesse anche un po’ di elevazione, sarebbe rimasto tutto questo tempo nella NBA. Ma di cosa può aver paura un tipo così?

One Response to Maglietta numero 41, Davon #Jefferson, giramondo finito a #Cantù

  1. Luigi Baragiola says:

    Stasera c’e’ lo streaming di Radio cantu’ . Vediamo se dicono qualcosa li’ ma sembra un gran caos la situazione proprietaria.

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