Altan, Partita a due, Bompiani, 1996

AltanOgni tanto capita: ritrovo su qualche banchetto una vecchia raccolta di Altan, e non me la lascio sfuggire.

Rileggere Altan a distanza di anni da quando la vignetta era stata pubblicata, provoca sensazioni amare: più che la rievocazione di fatti del passato, colpisce la sostanziale immutabilità del presente.

La figlia al padre:
– La mamma va a letto con un altro!
– Niente paura: è un amante tecnico.

Il marito alla moglie:
– Vado a farmi la doccia.
– Bravo. Poi vediamo come reagiscono i mercati.

In queste 191 tavole in b/n, Altan attraversa l’anno successivo alla prima caduta di Berlusconi, quando la Lega gli dava del fascista… Ma questa selezione sfiora di rado la politica, vi allude ogni tanto, preferendo concentrarsi sulle relazioni famigliari, in particolare quelle fra marito e moglie. Sono coppie in crisi, stanche e disilluse, annoiate e immeschinite, sessualmente comatose, senza alcuno scambio affettivo.

Mi è venuto da pensare che la lunghezza dei dialoghi di Altan aveva già il ritmo e la la misura di Twitter.

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