Girls, Nic Kelman, Fazi, 2004

Quasi a digiuno di letteratura erotica, mi sono avvicinato a questo libro “scandaloso” con curiosità e scetticismo. Destare scandalo può essere una tecnica per attirare l’attenzione, senza che a questo corrisponda un contenuto adeguato. Qui siamo a metà del guado, c’è calcolata furbizia nella confezione, nel flusso ininterrotto dell’esperienza narrata, ma non manca la capacità evocativa dell’abisso che si spalanca sotto il desiderio sessuale.

Trovo convincenti queste parole di Enzo Verrengia: “Quando il sesso sulla pagina scritta diventa un assoluto che travolge ogni direzione narrativa fino a imprimersi nella mente del lettore con una forza sensoriale più soggiogante dell’atto dal vero…”; poi cita Henry Miller (di cui non ho letto una riga…).

Ecco, se ci ripenso, fra le mie poche letture sul tema, le pagine più eccitanti restano quelle incrociate da adolescente, l’Erika Jong di Paura di volare, il Mario Puzo del Padrino. Questa lettura lussuriosa e morbosa, persino animalesca, in cui non passano dieci pagine senza qualche scena di sesso esplicito, non poteva lasciarmi indifferente.

Si tratta di storie di uomini senza nome, in cima alla scala sociale, alla ricerca di emozioni potenti. La loro volontà di potenza si esercita in rapporti sessuali con lolite disinibite, ragazze giovani o giovanissime, qualcosa di simile a un inseguimento furente, a un’ossessione che ricorda il Patrick Bateman di American Psyco (senza possederne l’autoironia), per la cannibalesca, insaziabile brama di possesso.

Il tono, semmai, è alla-Houellebecq, tendente al cupo, anche nei rari momenti in cui l’eccitazione tracima ogni razionalità.

Ben presto, però, il protagonista – maschio, bianco, ricco, abituato a viaggiare nei luoghi più belli del mondo, sposato o fidanzato con donne belle e intelligenti – intorno agli esperimenti sul sesso comincia a ricamare riflessioni esistenziali sul potere, lui che sa di essere al vertice della società occidentale e può permettersi lussi inavvicinabili per il 99% della popolazione mondiale. Parafrasando il pensiero del protagonista che seduce la minorenne Cassandra, si tratta di uomini che avevano desiderato tante cose e le avevano ottenute tutte…

6 Responses to Girls, Nic Kelman, Fazi, 2004

  1. bartolomeo Salvo says:

    Rudi, a differenza tua, la letteratura erotica occupa un ampio scaffale delle mie librerie. Si va dai libri dell’Olimpia Press della mia adolescenza ai classici del genere (Apollinaire,Bataille,De Sade,Miller, Histoire d’O) alla letteratura erotica al femminile (Anais Nin,Aline Reyes,Almudena Grandes) più alcuni titoli di autori sconosciuti.
    Visto che non hai mai letto niente di Miller mi permetto di consigliarti Opus Pistorum che, pur non essendo sicuramente la sua opera migliore, è un romanzo estremamente, esageratamente peccaminoso.
    Leggerlo è una prova ardua, un lotta contro i propri principi morali, la propria educazione e i propri tabù, un tacitare la propria coscienza per arrivare al termine.
    Se Girls ti ha turbato Opus Pistorum ti sconvolgerà.
    ps Ma Puzo in questo contesto cosa c’entra?

  2. Pingback: Lolite | RUDI

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