Philip Roth, da cima a fondo

Questo post potrà essere usato contro di me. Lo scrivo, anzi, per tagliarmi i ponti alle spalle e costringermi ad avanzare.

Ecco, nel corso del 2020 mi sono ripromesso di portare a termine un’impresa molto impegnativa: leggere tutto Philip Roth. Averlo collezionato e messo in bell’ordine nella libreria che sta nell’ingresso, non mi pare un omaggio sufficiente.

Sono 31 libri, fra cui 27 romanzi, per un totale di 7.840 pagine. Ho fatto il conto: sarebbero 21-22 pagine al giorno, tutti i giorni. Mezz’ora o giù di lì.

Presa la decisione, diventa necessario un metodo: ho scartato il percorso più semplice, l’ordine cronologico, dal 1959 al 2010. Per evitare lo scoramento, il sentirmi inadeguato all’altezza del compito, ho scelto di affrontare, innanzitutto, i 9 romanzi con Nathan Zuckerman. Per primo, Lo scrittore fantasma (1979).

Dimenticavo di riferire che di Roth ho già letto undici libri. Potrei dunque limitarmi agli altri 20, ma sarebbe una scorciatoia. Dunque, rileggerò anche quelle pagine, pure Lamento di Portnoy e Pastorale americana, capolavori già assaporati due volte.

Perché farlo? E perché farlo ora?

Ho compiuto sessant’anni, fin dai tempi dell’università sono sempre stato dispersivo, passare di palo in frasca è stata la mia vocazione, chi segue questo blog noterà l’accostarsi di letture caotiche e disordinate. La strepitosa qualità letteraria di Philip Roth merita che provi a dedicargli una buona parte delle letture possibili nell’anno appena cominciato.

Non posso nascondermi un problema di energia e di lucidità: un obiettivo arduo come quello che mi sono posto – anzi, imposto – temo diverrà impensabile fra qualche anno…

42 Responses to Philip Roth, da cima a fondo

  1. Mario Lamanuzzi says:

    Bella la riflessione su “tagliarmi i ponti alle spalle e costringermi ad avanzare”.
    Quando se ne sente la necessità, andrebbe fatto senza indugi.
    Bisogna sempre chiedersi che cosa si farebbe se non si avesse paura.

  2. willerneroblu says:

    Dai è un fioretto per l’Inter….

  3. 1. Poi uno si chiede a cosa mai possa servire un blog…

    2. A questo e a tanto altro ancora che è difficile (se non impossibile) spiegare se con… gli esempi pratici.

    3. Considerazione conclusiva: bellissimo post. Almeno per quanto mi riguarda.

    4. Dimenticavo: grazie Rudi.

  4. kund3ra says:

    Se tu sei dispersivo, il 99% di noi allora è schizofrenico. Riesci a catalogare e incasellare le cose più disparate con la stessa metodologia, mai visto uno tanto metodico (appunto) e al tempo stesso con visioni (senso lato) e letture così ampie. Mi associo ai ringraziamenti di cui sopra, per mille motivi (ognuno hai i suoi, per farlo). Mi riprometto di farteli di persona.

  5. willerneroblu says:

    Rudi prossimo step è scrivere dove ti trovavi ad ogni gol,segnato chiaramente,dalla nostra Inter dal primo momento che hai iniziato a seguirla..

  6. denny says:

    Altro che dispersivo, x me sei quasi eroico (e non sono sarcastico, se mai un po’ invidioso) potresti almeno evitare di rileggere gli 11 che hai già letto, o almeno partire dagli altri 20 come obiettivo intermedio… cmq mi unisco anch’io ai complimenti e ringraziamenti, già sapere che qualcuno riesce a fare quello che fai tu è un incoraggiamento x i lettori scarsi come me

  7. claudiopaga says:

    progetto folle, come tutti i migliori progetti :-)

  8. francesco says:

    Off topic : ti ricordi quando parlavi di Imola?

  9. Pingback: Lo scrittore fantasma, Philip Roth, 1979 | RUDI

  10. bartolomeo Salvo says:

    Rudi francamente a volte proprio non ti capisco. Perchè sottoporsi ad un simile tour de force, come se non ci fosse un domani, quando potresti tranquillamente leggerne una decina l’anno nei prossimi tre.
    Sembra quasi una sfida con te stesso condita da un pizzico di masochismo (l’imporsi di rileggere gli undici già letti più volte), d’altronde essendo interista…
    Per come la vedo io, diluendo la lettura nel tempo, apprezzeresti maggiormente e non rischieresti un’overdose.
    So di non avere titoli per darti consigli ma uno voglio dartelo lo stesso, lascia perdere, prenditela comoda, la lettura dovrebbe sempre essere un piacere perchè farla diventare un dovere.

    • Interator says:

      Vero, ma a volte se non ti poni una scadenza rischi di procrastinare involontariamente le letture sostituendole con altre o badando ad altro. Leggere Roth in relativamente poco tempo credo ti possa permettere di avere una visione più lucida e coesa del suo percorso letterario (e non solo). Almeno, credo che sia questo il motivo.
      Sarà interessante leggere all’inizio del 2021 le riflessioni (o il saggio) di Rudi su Roth

    • Rudi says:

      Un po’ di masochismo c’è senz’altro. E poi, forse, il gusto dell’impresa. Se mi riesce, dedicherò il 2021 a Proust o Musil.

  11. Pingback: I fatti. Autobiografia di un romanziere, Philip Roth, 1988 | RUDI

  12. Pingback: Il complotto contro l’America, Philip Roth, 2004 | RUDI

  13. Pingback: Il seno, Philip Roth, 1972 | RUDI

  14. Pingback: Il professore di desiderio, Philip Roth, 1977 | RUDI

  15. Pingback: L’animale morente, Philip Roth, 2001 | RUDI

  16. Pingback: Everyman, Philip Roth, 2006 | RUDI

  17. Pingback: Quando lei era buona, Philip #Roth, 1967 | RUDI

  18. Pingback: Indignazione, Philip Roth, 2008 | RUDI

  19. Pingback: La nostra gang, Philip Roth, 1971 | RUDI

  20. Pingback: Il teatro di Sabbath, Philip Roth, 1995 | RUDI

  21. Pingback: Inganno, Philip Roth, 1990 | RUDI

  22. Pingback: Il fantasma esce di scena, Philip Roth, 2007 | RUDI

  23. Pingback: L’umiliazione, Philip Roth, 2009 | RUDI

  24. Pingback: Guardando Kafka, Philip Roth, 1973 | RUDI

  25. Pingback: Ho sposato un comunista, Philip Roth, 1998 | RUDI

  26. Pingback: La ragazza di Tony, Philip Roth, 1959 | RUDI

  27. Pingback: Philip Roth, Cinque racconti, 1959 | RUDI

  28. Pingback: Nemesi, Philip Roth, 2010 | RUDI

  29. Pingback: Chiacchiere di bottega, Philip Roth | RUDI

  30. Pingback: Lamento di Portnoy, Philip Roth, 1969 | RUDI

  31. Pingback: La mia vita di uomo, Philip Roth, 1974 | RUDI

  32. Pingback: In ritardo su Roth, i prossimi obiettivi letterari | RUDI

  33. Pingback: La macchia umana, Philip Roth, 2000 | RUDI

  34. Pingback: Operazione Shylock, Philip Roth, 1993 | RUDI

  35. Pingback: Patrimonio, Philip Roth, 1991 | RUDI

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