Fine mercato, buone riparazioni ma restano un paio di spie accese

Un altro attaccante sarebbe servito, eccome. Un vice Lukaku, di peso e disposto a starsene seduto senza fare il muso. Oppure, uno esperto e scaltro, in grado di incidere anche nell’ultimo quarto d’ora. Fisionomie: Llorente o Pandev.

Olivier Giroud è il centravanti della Nazionale campione del mondo, alla vigilia degli Europei: prenderlo, significava garantirgli di giocare molto più di quanto non accada al Chelsea. E chi poteva garantirglielo? Non parlo del costo – sono soldi di Suning – ma del senso. Fossimo passati agli Ottavi di Champions, la scelta di Giroud mi sarebbe parsa naturale.

Prendere un attaccante purchessia, tipo Zaza, non mi pare avrebbe cambiato la sostanza. Bisogna sperare nella salute di Lukaku e Lautaro, nel recupero di Sanchez, nella rapida crescita di Esposito. E forse non basterà.

Dopo Udine (ne scriverò domani), il calendario è fittissimo: in 28 giorni, 9 partite, 5 molto difficili.

Inter-Milan (9/2), Inter-Napoli (12-2), Lazio-Inter (16-2), Ludogorets-Inter (20-2), Inter-Sampdoria (23-2), Inter-Ludogorets (27-2), Juventus-Inter (1-3), Napoli-Inter (5-3), Inter-Sassuolo (8-3). Se a quella data saremo qualificati in Europa League, in finale di Coppa Italia e a meno di 5 punti dalla Juve, si potrà ragionare sui massimi obiettivi. Altrimenti sarà lecito qualche rimpianto.

Come mercato di riparazione, a me pare ottimo. Servivano un centrocampista di valore assoluto e un deciso rafforzamento delle fasce: Eriksen, Young e Moses rispondono a queste esigenze. E il prezzo pagato è stato ampiamente coperto dalle cessioni: Gabigol e Politano, i prestiti di Lazaro e Dimarco.

Purtroppo, queste “riparazioni” non tengono conto della lungodegenza di Asamoah e, soprattutto, dei continui infortuni di Stefano Sensi. Non so se fosse la più forte, certo la più bella Inter contiana si è vista con Sensi in campo, fino allo strepitoso primo tempo al Camp Nou (e ancora mi chiedo cosa sarebbe successo se gli fischiavano quel rigore solare). Ma a Udine arriviamo alla partita numero 30, e Sensi ne ha giocate 16, per soli 930 minuti (il 35% del totale). Negli ultimi 4 mesi, il suo contributo è stato quasi nullo. Fra poco sarà raggiunto nel minutaggio da Borja Valero, che fino a dicembre sembrava “fuori dal progetto”.

Dunque, la coperta è corta sia in attacco che a centrocampo. Occorre fare molta attenzione anche al lato disciplinare, l’espulsione di Lautaro complica maledettamente le cose, Brozovic e Barella ricevono un cartellino ogni 2,5 partite, Eriksen dovrà capire in fretta il metro di misura arbitrale.

Ecco, Eriksen. Chi si chiedeva dove Conte l’avrebbe collocato, ora lo sa: giocheremo con il 3-5-2 o con il 3-4-2-1, il danese dovrà riceve in fretta i palloni recuperati da Brozovic e Barella e altrettanto rapidamente, con la precisione che nessun altro della rosa possiede, innescare gli attaccanti. Poi, si può sperare che la sua presenza in campo migliori il palleggio e il possesso palla: l’affanno del finale dei secondi tempi è già costato una quantità di punti, basterebbe imparare a congelare il gioco per vincere partite che troppo spesso abbiamo pareggiato.

10 Responses to Fine mercato, buone riparazioni ma restano un paio di spie accese

  1. Fabio Minervini says:

    Come ripeto da mesi il problema è Antonio Conte.Deve andare via. Non vedo piu’ le partite da quando è arrivato lui. Spero vada via quanto prima. SOFFRIRE SEMPRE.MOLLARE MAI. AMALA!!!!

  2. Daniele Barbati says:

    Ottimo Rudi. Un altro attaccante sarebbe servito ho sperato in Pandev e poi nella riapertura di Giroud nelle ultime ore di mercato, ora, come te, spero nella rapida crescita di Esposito. Saluti e buon week end

  3. Paolo Sproviero says:

    Sono d’accordo con te e… con Conte: qualcosa ancora manca, a centrocampo forse più in termini qualitativi per la fragilità di Sensi e Asamoah che quantitativi per la constatata arruolabilita’ di Borja. Chissà che cosa verrà fuori dal non ancora diciannovenne Satriano, considerato da alcuni come un crack. Noi non facciamo i conti, ma evidentemente la famiglia Zhang sì come per la verità mi sembra che facciano un po’ tutte le società, Juventus compresa, quindi siamo costretti ad accettare questo andamento sempre accorto del mercato nell’attesa che il fatturato cresca, magari con lo sblocco dei progetti per lo stadio…

  4. Davanti siamo all’osso. Un quinto più sano di Sanchez e più pronto di Esposito lo avrei preso.
    C’è Jonathas svincolato. Ha fallito a Brescia, Pescara e Torino, ma ha fatto valanghe di gol in Spagna ed è comunque un trentenne integro di 1, 90 da buttar dentro in situazioni disperate.

  5. Bruno Sala says:

    Mi aspetto che a Udine giochi, almeno all’inizio, Sanchez. Il contrario certificherebbe un errore di valutazione sull’adeguatezza del reparto offensivo. Hai fatto benissimo a portare a 7 il numero di centrocampisti dopo aver visto che spesso ne avevi solo 3 a disposizione, se non fai affidamento su Sanchez significa che vai con 3 punte per 3 competizioni? Folle!

  6. metalupo says:

    Sanchez deve darsi una svegliata. Ma veloce però.

  7. Roberto Di Giuseppe says:

    Sto seguendo l’indecente commento in studio Sky sulla giornata di campionato e i calci di rigore a favore della Juve. La persona che ne esce peggio è Bergomi. Vergognoso. La perla è il suo richiamo del campionato 1997-1998: “Anche quell’anno c’erano in corsa Juve, Inter e Lazio. Poi chi per un motivo, chi per un altro, Inter e Lazio lasciarono spazio alla Juventus.”. Squallido. Non smette di ripetere che “Comunque la Juventus oggi ha giocato bene e meritato di vincere.”. Venduto.

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