Alla nona vittoria esterna su 11

Le difficoltà della partita erano evidenti: senza Lautaro, senza Sensi, senza Brozovic, all’ultimo momento pure senza Handanovic, con due laterali nuovi di zecca e l’inserimento affrettato di Eriksen, in casa di una squadra solida, che ha forza fisica e corsa, nonché un grande portiere (non ieri sera, per fortuna).

Averla vinta, e averlo fatto nel secondo tempo, è importantissimo: consente di valutare il derby (squalificati Lautaro e Bastoni) come una partita qualunque, e non come una vittoria da conseguire a ogni costo, per non vedere la Juve allontanarsi nell’oscura notte della VAR.

Quante volte abbiamo assistito a polemiche come quella di Commisso? Mille. Quante volte c’era di mezzo la Juve? Novecento novanta. È la storia del calcio italiano, di una classe arbitrale succube, che non cambierà con il VAR, almeno finché non verrà consentito agli allenatori di “chiamare” la VAR (2 volte a partita) e le immagini non verranno mostrare sul grande schermo. Ho visto in tv Bologna-Brescia, c’era un secondo rigore per il Brescia, e nessuno ha chiamato la VAR, e c’era una nitida espulsione di Danilo, già ammonito, per un vistoso fallo a centrocampo: ma a chi importa del Brescia?

Discrezionalità, si chiama. Ogni tanto, sempre in momenti decisivi, sembra che alla Juve venga applicato un Regolamento ad personam. Il rigore su Bentancur è molto meno netto di quello non fischiato a Young, contro il Cagliari, con due differenze: su Young, l’arbitro non ha nemmeno ritenuto di andare al VAR, mentre Pasqua, già scandalosamente casalingo in Coppa Italia a favore del Milan contro il Torino (Rebic era da espellere nel primo tempo) ha sbagliato dal vivo e poi ha sbagliato davanti alla tv. Avessero dato all’Inter il rigore su Young, si sarebbe andati sul 2-0 e solo con due autogol il Cagliari avrebbe potuto pareggiare (ma era più facile finisse 3-0, perché certi episodi tramortiscono chi li subisce).

Gli strilli di Commisso non produrranno effetti. Qualcuno riderà alle sue spalle. A me fa pena l’arroganza di Nedved, uno dei calciatori più antisportivi nella stria del calcio, e fa pena vedere Sarri difendersi con le statistiche, lui che a Napoli parlava di scudetti vinti o persi davanti alla tv. Certo, Conte e Marotta sanno bene con chi hanno a che fare…

Questa Juve non è invincibile, ma l’Inter di Udine non è ancora da scudetto, Eriksen è parso un pesce fuor d’acqua, Esposito si sbatte ma resta immaturo, Sanchez ha avuto due lampi (rigore e tiro rimpallato), ma il solo Lukaku poteva vincerla: 12 gol segnati nelle prime 11 trasferte, è un record pazzesco… Bisogna restare aggrappati alla Juve, e sperare che vari dettagli vengano risolti. Buon segno che l’errore di Skriniar non sia stato pagato con un gol, e dopo sei partite la porta sia rimasta inviolata. Buonissimo segno che si sia vinto con due ingressi dalla panchina, fatto più unico che raro.

13 Responses to Alla nona vittoria esterna su 11

  1. Paolo Sproviero says:

    Sì crescono la panchina e il tasso tecnico. Si può ancora sperare in Sanchez. Conte deve trovare la giusta alchimia per Eriksen: sono problemi che piace avere.

  2. Mercoledì c’è Lazio – Verona e sabato Verona – Juve……..è normale questa cosa?

  3. Alessandro Margarito says:

    rudi, non parli di lazio ma qui bisogna cominciare a tenerne conto seriamente. Non hanno le coppe, nel prossimo mese giocheranno la metà delle partite di inter e juve

  4. pgkappa says:

    campionato interessante, lukaku capitano e uomo immagine (grazie a conte per essersi impuntato) finalmente due esterni che non hanno paura di andare fino alla bandierina del corner…peccato non aver preso vidal o almeno uno come Ince.

  5. In una di quelle serate nelle quali Lukaku sbaglia quasi tutte le giocate e inciampa sistematicamente sulla palla, finisce per fare una doppietta decisiva.
    Sarebbe un delitto non approfittare della stagione magica che sta vivendo.

    PS scommetterei alla snai in un paio di decisioni arbitrali pro Fiorentina nelle prossime settimane, tanto per rinfacciare a Commisso che la ruota gira, i torti si compensano e solite cose.

  6. Giovanni Eresia Cuppini says:

    segnalo che, sempre perché il calcio è uno sport a parte, avremmo meritato di vincere molto di più a lecce e col cagliari che ieri sera. ma tant’è…

  7. Buona vittoria, naturale conseguenza di un arbitraggio quasi normale (non c’è stata l’occasione per danneggiarci), una panchina meglio assortita (buoni i cambi, per una volta) e un graduale miglioramento della condizione.
    Mi sembra che, da un paio di partite, non ci sia il solito calo nella ripresa. Per la verità i primi tempi non sono esaltanti, ma almeno dosiamo meglio le forze.

  8. per non vedere la Juve allontanarsi nell’oscura notte della VAR è da applauso.

    Comisso ha ragione ma. Ci sono tanti ma. Uno su tutti: per partecipare al calcio wrestling bisogna sempre essere almeno in due: chi fa finta di vincere e chi fa finta di perdere.

    O forse c’è qualcuno che se la sente di considerare presidenti milionari come Comisso, De Laurentiis o Zhang povere vittime indifese del sistema Agnelli?

  9. piero72 says:

    Dovevo andare a vederla essendo di Gorizia (ma trenta euro di più rispetto l’anno scorso è davvero un furto) e mi spiace essermi perso dal vivo Eriksen per studiarne i movimenti e il passo. Con un Barella (ammonizioni a parte) e un Lukaku potremmo anche farcela. Peccato ci sia la spectre bianconera … Giusto considerare la Lazio come terza incomoda

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