L’equilibrio competitivo nel regno del capitalismo, il dominio oligarchico nella vecchia Europa

Si è appena disputato il LIV Superbowl.

Ha vinto una franchigia che non vinceva da cinquant’anni, i Chiefs di Kansas City (sta nel Missouri, anche se Trump non lo sa).

Kansas City ha meno di mezzo milione di abitanti, ci sono almeno 20 metropoli, negli Stati Uniti, con una popolazione maggiore. Sarebbe come se lo scudetto del calcio italiano se lo fosse aggiudicato il Brescia.

Non so quale fra questi tre dati sia più incomprensibile per un tifoso di calcio italiota.

Primo: nelle ultime 14 edizioni del massimo campionato di Football Americano hanno vinto 11 franchigie diverse.

Secondo: delle 30 franchigie attive, ben 20 hanno vinto almeno un Superbowl (nessuna più di 6: New England Patriots e Pittsburgh Steelers)) e addirittura 26 sono arrivate almeno una volta in finale.

Terzo: da sedici anni, nessuno rivince il campionato, l’anno dopo averlo vinto.

Un discorso pressoché analogo l’avevo già fatto sul Baseball, The National Pastime.

Mi accorgo di aver pubblicato un post molto simile già 8 anni fa: da allora, il calcio italiano e quello europeo hanno aggravato le loro logiche oligarchiche ed escludenti. Le grandi leghe professionistiche nordamericane prosperano sull’equilibrio competitivo, sulla continua rotazione dei vincitori, su meccanismi che consentono a chi perde di poter provare a vincere l’anno dopo. Da noi, cresce la distanza fra ricchi e poveri, fra chi gioca per vincere e chi festeggia un quarto posto.

Continuiamo a copiare l’America dove non dovremmo, e non dove sarebbe giusto farlo.

12 risposte a "L’equilibrio competitivo nel regno del capitalismo, il dominio oligarchico nella vecchia Europa"

  1. Filippo Alberto Borsa 6 febbraio 2020 / 12:57

    Una prima ed immediata risposta sarebbe quella di introdurre, finalmente, stagione regolare e playoff. Guardando all’America, spero invece che il sistema delle franchigie (assenza di retrocessioni e trasferimenti di squadre dettati dalla probabile impennata dei ricavi) non trovi mai cittadinanza da noi

  2. gigidibiagio 6 febbraio 2020 / 14:03

    Salary cap, draft matricole,play off e stagione corta… Hai voglia

    E cmq nonostante questo i patriots non hanno infilato una doppia negli ultimi sei anni solo per questioni di millimetri

  3. gigidibiagio 6 febbraio 2020 / 14:05

    C’è anche il rovescio della medaglia, a comincaire dalla lega chiusa e sigillata (tuti possono sognare, purchè siano dentro) per continuare con le franchigie senza senso di appartenenza che possono muoversi da un capo all’altro del paese. Vero che può vincere il Brescia, ma domani il “Brescia” potrebbe giocare a Palermo per 5 stagioni…

  4. gigidibiagio 6 febbraio 2020 / 14:08

    Più che con la serie A e con i campionati nazionali in generale, forse il parallelo andrebbe fatto con la CL. E troveresti meno discrepanze

  5. francesco 6 febbraio 2020 / 14:15

    fermo restando che non mi pare di aver letto tifosi interisti incazzati quando abbiamo vinto 5 scudetti di seguito

    • denny 6 febbraio 2020 / 14:25

      Erano incazzati gli altri… molto più dopo i nostri 5 che dopo gli 8 di quelli là

      • francesco 6 febbraio 2020 / 14:52

        non cambia niente. chi vince gode sempre….5 o 8 che siano. e gli altri diranno che vinci senza merito

      • denny 6 febbraio 2020 / 16:12

        Io sarò un tifoso “strano” ma x me il divertimento non è tanto vincere quanto sapere che potresti farlo, essendo abbastanza bravo (o fortunato), cosa che presuppone una equità di base (negli arbitraggi, nelle possibilità economiche, etc.) che oggi nel nostro campionato è inesistente. Se si parte tutti alla pari e si gioca onestamente puoi vincere o perdere, ma alla fine ci sarebbe più soddisfazione. Poi sono gusti personali, mi sa che i milioni di tifosi gobbi non la pensano così, loro vogliono solo vincere x sentirsi superiori e fare incazzare gli altri

  6. denny 6 febbraio 2020 / 14:26

    Rudi la frase finale è da incorniciare

  7. willerneroblu 6 febbraio 2020 / 20:46

    Non esiste al mondo una squadra che abbia un potere mediatico economico e mafioso come la Giuve,almeno in Spagna sono in due!

  8. Carlo Crema 7 febbraio 2020 / 10:12

    giustissimo Rudi, lo sport professionistico americano ha tanto da insegnare ma anche un potere economico e un’organizzazione scolastica che noi ci sogniamo.

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