Conte e le Coppe

Nessuna sconfitta – è la quinta, la terza a San Siro – mi è parsa bruciante come quella di ieri sera. Forse perché è venuta dopo la botta di euforia del derby, ma i 3 tweet che ho sputato durante e dopo la partita fanno capire che non l’ho presa bene.

Il primo obiettivo stagionale è compromesso: bisognerebbe vincere a Napoli segnando almeno 2 gol, e mi pare molto, molto difficile (rientreranno Meret, Insigne e Koulibaly, non ci saranno i sessantamila, l’occasione di ieri sera era ghiottissima). Il fatto è che me l’aspettavo, l’avevo scritto: avrei firmato per lo 0-0. Ma il capolavoro di Fabian Ruiz ha giustamente fatto pendere la bilancia dalla parte di chi ha meglio interpretato la partita, e la prestazione dei nerazzurri è stata persino sotto le attese.

Ho rivisto Inter – Slavia Praga. E larghi tratti di Inter-Roma (l’unica altra partita 8su 32) in cui l’Inter non è riuscita a segnare. Ho assistito a una totale impotenza a cambiare spartito, abbinata a errori tecnici micidiali – Quanti lanci sbagliati verso Moses? Quanti stop a 3 metri? Quanti corner sparacchiati a caso? Quanti retropassaggi o appoggi al più vicino, non sapendo che altro fare?

Non sarà la partita di ieri sera a farmi cambiare idea su Antonio Conte, sui suoi pregi (tantissimi) e sui suoi difetti (pochi, ma vistosi). Non mi sembra un caso che nelle Coppe, Conte abbia conseguito risultati molto inferiori alle corse a tappe. Lo trovo scarsamente dotato di inventiva, di intuizione attraverso cui correggere in corsa la strategia pianificata.

Poi, a me pare che sia insensato giocare con 3 difensori puri + Biraghi (e Brozovic fisso davanti alla difesa) contro un Napoli che davanti schiera solo un falso nueve. La rigidità sulla difesa a 3, già denunciata dopo la trasferta di Lecce, mi pare riprovevole. Forse, stavolta, la scelta è stata dettata dal panico (Padelli).

Non è colpa di Conte se nella stessa serata Barella e Brozovic sbagliano tanti passaggi, se Sensi non è ancora riapparso da fine settembre, se Biraghi resta Biraghi (l’infortunio di Asamoah mi sembra più dannoso di quello di Handanovic), se Skriniar mostra un’involuzione spaventosa, sia che lo schieri a sinistra che a destra: l’ammonizione al terzo minuto era eccessiva, ma aveva appena fatto uno stop scandaloso, e dopo, ogni volta che ha provato qualcosa di diverso dall’appoggio corto a De Vrji, ha sbagliato nettamente. Non che D’Ambrosio disponga di piedi migliori…

Però, credo sia responsabilità di Conte aver tenuto in naftalina Eriksen e Sanchez, spremendo Lukaku (ora è il calciatore con il maggior minutaggio), non trovando le contromisure agli “atipici” di Gattuso, le cui eleganti qualità di palleggio mi hanno fatto venire il sangue amaro.

Diciamo la verità, nessuno dell’Inter ha i piedi di Fabian Ruiz e di Mertens; nessuno ha la scaltrezza sulla fascia di Callejon; nessuno ha il tempismo nelle incursioni di Zielinski. I “nostri” – a parte Eriksen – devono prima stoppare il pallone, poi alzare la testa, infine passare, e contro squadre che fanno densità a centrocampo l’unico antidoto è l’uno-due fra Lautaro e Lukaku, scavalcando il centrocampo.

Purtroppo, ormai lo sanno tutti. Persino Gattuso.

30 Responses to Conte e le Coppe

  1. pgkappa says:

    se ripensi al conte calciatore rivedi il conte allenatore.l’intensità solo quando è al massimo può sopperire ai limiti tecnici. se sei nadal non puoi essere anche federer… il 3\5\2 poi è un modulo che dipende moltissimo dagli esterni e a me pare che a parte il vecchio young gli altri siano degli interpreti mediocri.metti palmieri e marco alonso e vedi come cambia la musica. cmq resto fiducioso sul progetto, certo la coppa italia mi sembrava quella più abbordabile…

    • rugherlo says:

      Conte è un Trap 2.0 e all’Inter in questo momento va benissimo, ci mancherebbe…
      I suoi pregi sono tantissimi, il difetto più evidente è l’essere monocorde ed avere difficoltà a rivoluzionare spartiti quando non va.
      In un campionato dove la continuità è l’arma vincente va benissim, meno in coppa dove a volte devi osare e avere il coraggio di cambiare (ricordo Mourinho quando mise Sneijder in appoggio a Milito, con Eto’o e Pandev larghi, e in mediana Motta e Cambiasso.
      Ieri sera è passato a 4 in difesa ma troppo tardi: forse non si fida della condizione di Eriksen.
      Ecco Eriksen, lo stesso Sensi: sono loro che ci possono dare la tecnica e sparigliare le carte.

  2. Ieri Ruiz ha trovato il colpo del campione. Quello che manca all’Inter è la giocata individuale che ti fa vincere le partite anche quando giochi da schifo. Anche con Mou ogni tanto si giocava male, però c’era gente che era in grado di trovare il colpo giusto per farti vincere le partite.
    Nell’Inter attuale vedo mancanza di responsabilità, qualcuno deve prendersi dei rischi e provare la giocata, saltare l’uomo, sopratutto quando gli avversari difendono in 10 davanti la porta.
    Ieri la partita sarebbe potuta durare pure 3 ore, non avrebbero segnato comunque. Siamo una buona squadra ma secondo me c’e ancora una differenza importante fra una buona squadra e una grande.

    • claudiopaga says:

      ma non e’ vero proprio per niente, spesso quest’anno le partite le han risolte con grandi giocate individuali e gran gol di Sensi, Barella, Lukaku, Lautaro, Brozo nel derby etc.

  3. Non vedo un giocatore dell’Inter fare una giocata, saltare l’uomo dall’anno del triplete. Ibra era un giocatore in grado di farci vincere partite dal nulla, Lukaku no.

    • Rudi says:

      Mancano persino un Pandev o un Palacio.

      • piero72 says:

        A Rodrigo, ne discuto ogni con alcuni Fratelli Nerazzurri ma sono in minoranza, avrei rinnovato il contratto. Non avrebbe fatto peggio di Keita o l’attuale Sanchez. Tatticamente sublime, non a caso col Bologna ogni gara è ancora tra i migliori. Allenandosi al suo fianco Lautaro sarebbe ancora più forte di quanto già è.

  4. Filippo Alberto Borsa says:

    Era più allegro il clima nella camera ardente di mia nonna.

  5. Paolo Sproviero says:

    È probabile che ieri sera fossero un po’ spenti dopo la grande emozione del derby e, quindi, speriamo bene per la Lazio, ma la necessità di provare soluzioni diverse e applicarle per tempo mi sembra ineludibile dal momento in cui diventi una squadra temuta e conosciuta. Credo che la scarsa vena di Sensi si stia sentendo molto e di conseguenza diventa ancora più urgente l’attivazione della creatività di Eriksen anche se non si tratta del calciatore appariscente aduso a saltare avversari come birilli per poi depositare la palla in rete. Abbiamo una seconda freccia al nostro arco che non va a bersaglio e che è Sanchez e questo è il secondo punto interrogativo che Conte deve sciogliere. Penso che anche Lautaro possa muoversi bene nello stretto anche se con qualche limite di lucidità. Esposito ha il dribbling stretto, ma è lontano dalla maturità e purtroppo ora anche dalla condizione fisica sufficiente. Gli altri sono in generale giocatori che incidono di più in spazi più larghi e… adeguati alle esigenze di Conte.

  6. Giovanni Eresia Cuppini says:

    sempre le solite cose, rudi..col massimo rispetto. in tre giorni dall’esaltazione all’abbattimento. è un difetto, purtroppo, di noi interisti. che ci è costato e ci costerà tanto. io sto cercando di essere più equilibrato. domenica ci è andata bene, più dei nostri meriti. ieri ci è andata male, più dei nostri demeriti. intendiamoci: meriti e demeriti ci sono. e tu li sai individuare bene. e fai bene a farli notare. è che non si può esser sempre sull’ottovolante. più equilibrio. abbiam vinto il derby? bene, ma non è finita. abbiam perso ieri? male, ma non è finita. le squadre, i gruppi, lavorano anche su questo. sul gestire le situazioni senza esaltarsi o abbattersi. oltre che, ovviamente, sul diminuire i difetti ed esaltare i pregi della rosa. ha senso citare sempre l’inter di mou? per me no. quella era una squadra di bucanieri, fatti e finiti, di livello altissimo ed a fine ciclo. adesso siamo all’inizio di un percorso con conte. vediamo dove si arriva. forza inter!

    • bartolomeo Salvo says:

      Condivido tutto, dall’inizio alla fine:

    • Rudi says:

      Se scrivo “leggendario” del secondo tempo col Milan, potrò scrivere che ieri sera abbiamo fatto pena…
      Quanto al “non è finita”, ricopio da Twitter.

      Può l’Inter ribaltare la sconfitta? Quasi impossibile.
      Nella storia della Coppa Italia, 21 volte si è perso in casa la semifinale d’andata: solo 2 volte ribaltato l’esito.
      2014 Juventus sulla Fiorentina
      1983 Verona sul Torino
      (statistica originale, se utilizzata prego citare)
      (https://twitter.com/tancredipalmeri/status/1227718738927128576?s=09)

      • Massimo Marcotullio says:

        Rudi in Coppa Italia è finita come dici.
        Io purtroppo temo che la Coppa Italia fosse l’unico trofeo realmente conquista bile, al di là del posto in Champions.
        Dunque la sconfitta col Napoli ci indirizza inevitabilmente verso l’ennesima stagione senza trofei: a giugno saranno nove. Mai successo dal dopoguerra.
        E se non vinci da così tanto tempo è colpa della società e se chiedo la testa di Ausilio non è per l’acquisto di Barella ma per i Kuzmanovic, Rocchi, Alvarez, Milano, Felipe Melo, Medel, Poli, Vidic, Podosky…..se volete continuo.
        I limiti mentali sono talmente evidente che mi stupisco doverli evidenziare :
        Tu vieni da un Derby esaltante, il Napoli da una sconfitta in casa col Lecce.
        Che aveva mentalmente un peso da sopportare? Noi? Ma fatemi il piacere.
        Mentalmente siamo scarsi, tutto riesci ad allenare la testa No, per questo Conte vale Spalletti.

  7. willerneroblu says:

    Io avrei fatto giocare tutte le seconde linee e non vorrei esagerare ma mi sembra che col passaggio a 4 dietro e con Eriksen loro non hanno più visto la palla,al netto del solito rigore non visto dalla Var!!
    Come partita nel complesso mi ha ricordato Inter Bayern 0-1….

    • Luca Grasso says:

      Appunto, abbiamo ribaltato lo 0-1 col Bayern (vincendo 3 a 2 a Monaco) e adesso sembra un impresa ai limiti del fantascientifico fare 2 gol al Napoli che in campionato ha 24 (ventiquattro!) punti in meno di noi? Magari non ci riusciamo, ma dire che è ai limiti dell’impossibile mi sembra assolutamente esagerato

    • piero72 says:

      Il problema è che, avendo perso da qualche mese brillantezza e intensità, quasi tutti sembrano seconde linee…La variante tattica concordo ha indubbiamente avuto effetti positivi, in questa fase dovrebbe diventare un’alternativa da usare più spesso

  8. Paolo Sproviero says:

    Vorrei anche ricordare come possa incidere il caso senza per questo cancellare le critiche alla prestazione dell’Inter. Il tiro di Ruiz è stato deviato da Barellane non sappiamo cosa sarebbe successo senza la deviazione, mentre quello di Eriksen non ha beneficiato di utili tocchi casuali così come il batti e ribatti sotto la porta azzurra non ci ha visto premiati da un rimpallo fortunoso…questo, ripeto, non ci assolve, ma non credo che il pareggio sarebbe stato ingiusto.

  9. metalupo says:

    Sarò ripetitivo e un filo rincoglionito ma io Brozo non lo posso più vedere.

  10. Gert 58 says:

    Eccetto poche lodevoli eccezioni…la solita allegra compagnia di intertristi…condoglianze! :-))

  11. Gert 58 says:

    In risposta ad un mio commento qualcuno si autodefinisce realista, bene voglio appunto partire dalla realtà cioè dalla partita di coppa, l’ho rivista ed è curioso notare come quasi tutte le lacune attribuite da ghedini all’inter Potrebbero essere applicate pari pari alla partita del napoli…ho visto un infinita’ di passaggi indietro appena provavano dei triangoli o delle giocate complicate il 90% delle volte sbagliavano i centrali hanno combinato delle castronerie inguardabili hanno giocato tutta la partita in 11 sottopalla le uniche azioni decenti sono state ripartenze con noi sbilanciati in attacco e come unico risultato hanno preso la porta una sola volta nell’occasione del gol…l’arbitro ha fatto il suo invertendo almeno 5 volte le punizioni con noi in attacco e c’era un rigore netto su Biraghi, ma qualcuno ha visto una squadra che ha meritato di vincere….allora mi chiedo che partita hanno visto costoro? poi mi sono risposto che hanno visto la stessa partita ma la differenza sta negli occhi con cui la vedi…quelli degli intertristi vedono meglio :-)
    PS
    Ovviamente questo non vuol dire che noi abbiamo giocato bene ma se qualcuno meritava di vincere eravamo noi…ma se non la butti dentro!

    • Massimo Marcotullio says:

      Sul rigore sono d’accordo con te.
      Per il resto dire che noi dopo aver ribaltato un derby meravigliosamente giochiamo alla pari con un Napoli sconfitto in casa dal Lecce è davvero il minimo sindacale.
      Abbiamo 25 punti in più dovevamo giocare peggio, loro si sono chiusi come fa una squadra più debole, noi dovevamo dimostrare di essere più forti con il 60000 persone per un match di Coppa Italia. ..aver perso non è un passo falso ma una catastrofe riposte una catastrofe.

      Tuo il Realista

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