Troy [id.], Wolfgang Petersen, 2004 [filmTv36] – 5

Davanti a un kolossal, scattano categorie diverse da quelle riferibili ad altre forme cinematografiche. Misuri lo stupore che deriva dalla grandiosità della messa in scena, lasci in secondo piano le psicologie e i dialoghi. Se, poi, ti viene raccontata la più fantastica storia bellica della cultura occidentale, lontana tremila anni, puoi anche disporti a uno sforzo, pur di evitare certe banalità: so che la produzione impose tagli feroci (163’ anziché 196’), ma temo non sia questo il motivo per cui il pathos rimane così flebile.

Dell’Iliade, manca un soggetto fondamentale: gli dèi (come in Baricco…). Qui non giocano nessun ruolo, e si procede a giochi di coppie: Elena e Paride, Paride e Menelao, Achille e Briseide, Achille e Agamennone (“l’ira funesta”), Ettore e Andromaca, Achille e Patroclo, Ettore e Achille, Achille e Priamo. C’è anche il Cavallo, che a rigore starebbe nell’Odissea, ma non vogliamo certo che qualcuno esca dalla sala senza sapere chi ha vinto la guerra.

Va bene anticipare che è “liberamente tratto da”, ma far uccidere Agamennone da Briseide anziché a casa dalla moglie Clitennestra, o inserire Achille dentro al Cavallo e farlo morire dentro Troia per la freccia scoccata da Paride, paiono soluzioni maldestre.

Il cast alterna scelte infelici (Peter O’Toole, Orlando Bloom) a soluzioni indovinate (Eric Bana, Diane Kruger), sprechi scellerati (Julie Christie) a ottime incarnazioni di Menelao e Agamennone (Brendan Gleeson e Brian Cox), Sean Bean fa lo scaltro Ulisse, mentre su Achille il problema non credo sia Brad Pitt, ma cosa gli viene fatto fare.

Le scene in esterni vennero girate tra Malta, Marocco e nella messicana Baja California. Di momenti magici, non più di un paio: il sanguinoso cozzare dei due eserciti nella grande piana davanti alle mura di Troia, e l’assalto notturno alle navi greche, con uno spettacolare uso delle fiamme. “La guerra è bella anche se fa male”, cantava un altro poeta.

5 Responses to Troy [id.], Wolfgang Petersen, 2004 [filmTv36] – 5

  1. willerneroblu says:

    Ciao Rudi però cavoli non mi sembra di averti dato il permesso di pubblicare una mia foto ….a proposito prima di mettere un post nuovo ti consulti con una task force?

  2. wwayne says:

    Questo film invece è liberamente tratto dall’Odissea, anzi è una sua reinterpretazione in chiave moderna, e il risultato è stato strepitoso: https://wwayne.wordpress.com/2019/06/01/in-viaggio-verso-te/

  3. denny says:

    Mai capito perché continuano a fare film basati su storie stra-famose che tutti conoscono e sono già state raccontate miliardi di volte, come l’iliade o, che so, dracula, pinocchio… sarò banale ma se tutti conoscono già la trama ti giochi già in partenza un bel po’ di motivazioni x vedere un film (checché ne dica sorrentino) poi se ci metti pure brad pitt va be’, piuttosto preferisco la corazzata potëmkin con i sottotitoli in cecoslovacco

  4. Maurizio Mazzetti says:

    Uno dei peggiori kolossal mai fatti e visti, in cui si perde completamente lo spirito e la grandezza dell’originale (per non palare degli insulti non dirò alle trame, ma all’intelligenza dello spettatore pur medio, vedi il cavallo) E spero che il fantasma di Omero (se mai esistito, oppure più verosimilmente tutti i rapsodi che hanno dato vita all’opera) tormentino i sonni di Petersen e dello staff che ha concepito e realizzato l’opera

  5. Pingback: Julie Christie, morettina del 1940 | RUDI

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