You must remember this: a kiss is just a kiss…

Tutto il film in 350 foto, annuncia la copertina. Un film riprodotto come fosse un fotoromanzo, da Cinzia Leone e Piero Di Castro.

L’omaggio al capolavoro di Michael Curtiz risulta accurato, con 2 o 3 inquadrature per pagina e ogni tanto una splash page, su certi primi piani di Bogey e Ingrid. Le didascalie riprendono i dialoghi e la voce fuori campo. La casa editrice Lato Side chiuse un anno dopo aver pubblicato questo volume, ma la collana Cinestory meritava una sorte migliore.

Casablanca faceva parte del Marocco francese, sottoposta al controllo politico ma non ancora militare del Terzo Reich. Da Casablanca, si aspettava il visto per raggiungere Lisbona, e da lì l’America. Ma tanti erano costretti ad aspettare…

Due corrieri tedeschi sono stati assassinati, i documenti che portavano sono scomparsi. Il maggiore Strasser arriva in missione a Casablanca e trova ad accoglierlo il capitano Louis Renault, prefetto di polizia; c’è anche il capitano Tonelli, dei servizi segreti italiani…

Il Rick’s Café Américain è il locale notturno più frequentato di Casablanca. Vi suona Sam, un pianista afroamericano di grande talento. Avevo dimenticato che nel film compare Peter Lorre e che Sydney Greenstreet interpretasse un italiano (Ferrari)… Non potevo dimenticare Conrad Veidt (maggiore Strasser della Gestapo), qui al secondo vertice della carriera, dopo aver interpretato Cesare ne Il gabinetto del dottor Caligari.

C’è una certa familiarità fra il capitano Renault e Rick, che gli nasconde il motivo per cui è arrivato a Casablanca e non fa nulla per andarsene.

  • “Ci sono venuto per fare la cura delle acque.
  • Le acque? A Casablanca! Ma qui siamo nel deserto!
  • Fui male informato”.

Renault dice a Rick che in città è arrivato Victor Lazlo. La fama dell’uomo è notevole, dice Rick: “Victor Lazlo? Andiamo… è fuggito da un campo di concentramento e i nazisti lo hanno inseguito per mezza Europa”. Cerca due visti di transito. Perché due? Dice Renault: “Ho visto la donna”. Renault sa che Rick nel ’35 ha mandato fucili in Etiopia e che nel ’36 ha combattuto in Spagna per la Repubblica.

Strasser a Renault:

  • “Voi dite sempre ‘Terzo Reich’ come se ne aspettaste un quarto.
  • Ah, non sono io che lo dico, è la storia”

Poco dopo, Strasser a Rick:

  • “Siete di quelli che soffrono al pensiero che la loro cara Parigi è in mano tedesca?
  • Parigi non mi è particolarmente cara.
  • E in quanto a New York?
  • Ci sono dei quartieri di New York, maggiore, che sarebbe imprudente cercare di invadere”.

Strasser conosce la sua vera identità: Richard Blaine. E che Ingrid Bergman interpreti Ilsa Lundt ci viene detto da Victor Lazlo, cecoslovacco.

Ilsa e Sam si conoscono bene. Sam non vorrebbe, ma Ilsa insiste: “You must remember this: a kiss is just a kiss…”.

Il 14 giugno 1940 le truppe tedesche entrarono a Parigi. L’ambientazione del film si può collocare nel dicembre 1941.

Prodotto dalla Warner Bros, su sollecitazione dell’agenzia governativa OWI (Office of War Information), il film venne girato nel ’42, quando Ingrid Bergman aveva 27 anni e Humphrey Bogart quasi 43.

  • Nella versione italiana, a Rick viene fatto notare che ha aiutato i cinesi in un non meglio precisato evento, mentre nella versione originale si parlava di aiuto agli etiopi.
  • Nella versione italiana, Lazlo dice a Rick: “Avete combattuto per la democrazia in Spagna”, mentre nella versione originale dice: “Avete combattuto contro il fascismo in Spagna”.
  • Nella versione italiana il signor Ferrari, l’ambiguo personaggio che dirige il mercato nero, viene rinominato “Ferrac”, oscurando la sua origine italiana.

6 Responses to You must remember this: a kiss is just a kiss…

  1. denny says:

    Nella versione originale c’erano anche alcune scene in cui l’ufficiale italiano appariva come una specie di macchietta, ma ovviamente in Italia furono tagliate… questo x me è IL film, sono peggio di Woody Allen in “play it again, Sam” :) non mi metto a citare tutte le battute famose se no sto qui fino a domani, dico solo che quando lo vidi la prima volta da ragazzo fui colpito dal fatto che non c’era un buono e un cattivo, sia Rick sia Victor erano eroi positivi ed entrambi amavano Ilsa tanto da lasciarla all’altro pur di renderla felice, e poi è una storia dove non manca niente, avventura, amicizia, lotta del bene contro il male, oltre a dei dialoghi strepitosi… l’ho visto 850 volte ma se in questo momento la tv lo trasmettesse me lo riguarderei tutto di nuovo

    • Rudi says:

      Si dice che recitassero senza sapere quale finale sarebbe stato scelto. Con chi se ne sarebbe andata Ilsa?

      • denny says:

        Ottimo metodo x ottenere una recitazione più credibile! Secondo me anche alla fine quando bogart spara all’ufficiale tedesco non sapeva se claude rains lo avrebbe arrestato (o avrebbe “fermato i soliti sospetti”…)

  2. Pingback: Caro Bogart, di Jonathan Coe | RUDI

  3. Pingback: Ritratti di Conrad Veidt | RUDI

  4. Pingback: Curtiz [id.], Tamas Yvan Topolanszky, 2018 [filmTv156] – 7 | RUDI

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