Dracula, di Gerry Conway e Gene Colan

Sul terzo numero della collana Gli Albi dei Super-Eroi, nel maggio 1973 apparve il primo episodio del Dracula della Marvel, scritto da Gerry Conway, disegnato da Eugene Colan e inchiostrato da Vince Colletta e Tom Palmer. Negli USA, la serie Tomb of Dracula era iniziata due anni prima.

La notte del vampiro – questo il titolo del primo episodio – si svolge fra Londra e la Transilvania e ha come protagonista Frank Drake, un tipo che ha sperperato un’immensa fortuna e a cui rimane solo un castello diroccato, da vendere o da far fruttare come attrazione turistica. Serve un sopralluogo, e Frank parte insieme alla fidanzata Jean e all’amico Clifton (ex fidanzato di Jean). Presto scopriamo che Frank Drake è un discendente diretto del Conte Dracula.

La sceneggiatura di Conway attinge a piene mani dal romanzo di Stoker (uscito nel 1897) ed è fin troppo didascalica (il tradimento di Clifton è assai prevedibile). Sono i disegni di Colan a conferire potenza a questo fumetto. Segni fluidi e tenebrosi, cupi e carichi di energia cinetica, adatti a far rivivere una leggenda dark.
Night of the VampireL’ambizioso Clifton non sa quale potere scatenerà rimuovendo il punteruolo di legno dallo scheletro dell’antico padrone del castello. La prima vittima è la procace Jean, vampirizzata dal Conte. Che poi torna a spargere morte nei villaggi transilvani. Segue classico incendio del castello ad opera dei contadini che stanno rivivendo l’incubo dei loro avi.

Il terrore di dentro comincia fra le rovine fumanti del castello; Dracula e Jean sono scomparsi, Clifton è vivo, in una fossa con una quantità di scheletri, Frank Drake si aggira fra le rovine, inseguendo la vendetta e la salvezza dell’amata. Quando trova la tomba del Conte, decide di portarla a Londra.
Colan esibisce l’elegante sensualità delle giovani donne che fanno da bersaglio al Dracula che si aggira nottetempo per la capitale inglese. Canini e orecchie appuntite, fascino da antico gentiluomo e sguardo gelidamente ipnotico.

Con Tre rintocchi a mezzanotte – ASE numero 13 – Frank Drake è alle prese con il senso di colpa susseguente all’aver piantato il punteruolo nel cuore di Jean. Sta per gettarsi da un ponte sul Tamigi quando viene salvato da Taj, gigantesco servitore muto di Rachele Van Helsing, bisnipote di quel Van Helsing che circa un secolo prima riuscì a fermare il Conte Dracula. È questa bionda a far capire a Drake che non ha ucciso l’amata, ma le ha dato la pace “liberandola da quell’infernale vita a metà, dalla schiavitù inumana di Dracula”. I delitti che si susseguono fanno entrare in campo Scotland Yard, che ovviamente non coglie il senso del pericolo e non crede a ciò che raccontano Drake e la Van Helsing.

La trama ha un violento sussulto quando Conway fa entrare in scena Ilsa: un tempo bellissima, la donna ha comprato il castello di Dracula, illudendosi di tornare al fascino di un tempo. Medicina e scienza hanno fallito, Ilsa decide di evocare le morbose forze dell’occulto e quando Dracula bussa alle sue finestre, sa cosa fare: “Un vampiro non può entrare in una casa in cui non è mai stato a meno che non sia invitato da uno dei proprietari. Molto bene: entra Conte Dracula! Potremo offrirci parecchio a vicenda”.

Archie Goodwin è l’autore dei testi dell’episodio successivo: Oscuramente attraverso lo specchio. Per sconfiggere la vecchiaia, come Dorian Gray, Ilsa si illude di poter contrattare l’immortalità con il Conte. La sua è una sfida destinata al fallimento, anche se sa proteggersi con un crocefisso mentre cerca di imporre le sue regole. Qui il tono si fa lirico: “Osi mercanteggiare con Dracula… Coinvolgermi nel vortice della tua vanità?! Sta attenta Ilsa, c’è di peggio che invecchiare!”. La donna è disposta a diventare un vampiro, ma – didascalia di Goodwin – “per diventare una creatura come Dracula bisogna prima morire”.
Ilsa scoprirà che il vampiro non invecchia, ma resta dell’età in cui lo è diventato; quando se ne rende conto, implorerà Rachele Van Helsing di darle la pace…

Morto a 85 anni, il 23 giugno 2011, Gene Colan era soprannominato “il Decano”, avendo avviato la carriera da disegnatore nel lontano 1944. Alla Marvel, nei primi anni Sessanta, cominciò con Sub-Mariner e Iron Man, ma il suo meglio l’ha offerto su Daredevil – quasi sette anni consecutivi fra il ’66 e il ’73 -, Doctor Strange e Captain America.

Negli anni Ottanta ha lavorato alla DC Comics, segnando una lunga fase di Batman e Wonder Woman. Nel 2005 è stato inserito nella Will Eisner Comic Book Hall of Fame.

2 Responses to Dracula, di Gerry Conway e Gene Colan

  1. Pratt says:

    Letto quando uscii (credo nel 1973), ricordo che provai più di un brivido. Difficile trovare qualcosa di più pauroso per un ragazzino in quell’epoca.

  2. Pingback: Ivan Piire, Jordi Bernet e Carlos Trillo, Il Penny edizioni 1992 | RUDI

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.