Un mese fa moriva Luis Sepúlveda – Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare

Tradotta per Salani da Ilide Carmignani e illustrata da Simona Mulazzani, ecco la favola o parabola, che si è affermata come il titolo più famoso del grande scrittore cileno.

Fra le righe, nella semplicità di trama e dialoghi, si trovano continui riferimenti ai valori – ecologici (amore per la natura e disgusto per la rapacità umana che sta distruggendo il pianeta) e umanistici (solidarietà, lealtà, generosità, rispetto per le diversità) – che Sepúlveda ha sempre introdotto nelle sue opere. Con due spunti meno evidenti: la convinzione che la madre non sia solo chi ti genera ma anche chi ti cresce, e – in un testo abitato solo da animali – il ruolo salvifico affidato all’uomo. E quando il gatto parla con l’uomo, torna alla mente Il Maestro e Margherita.

Kengah è una femmina di gabbiano dalle piume d’argento. Faceva parte dello stormo del Faro della Sabbia Rossa, nel Mare del Nord, e si è trovata sola perché golosa di aringhe, e le aringhe si prendono gettandosi sott’acqua. Non ha sentito il grido d’allarme partito dallo stormo.

Zorba è un gatto nero grande e grosso. Ama i croccantini di pesce ed è felice di vivere insieme a un bambino che gli vuole bene, in una casa con balcone che si affaccia sul golfo di Amburgo. Ma il bambino parte per le vacanze con la famiglia.

Ecco il motivo del grido d’allarme: petrolio. Kengah non si è accorta dell’onda nera che l’ha sommersa. Cerca di volare più in alto possibile, nella speranza che il sole sciolga la pesante sostanza nera. Le sue energie si esauriscono. In quello che sarà il suo ultimo volo, va a cadere proprio sul balcone su cui Zorba sta facendo le fusa.

Con le ultime forze che le restano, Kengah depone un uovo. Si fa promettere da Zorba che non mangerà l’uovo, ne avrà cura fino alla nascita del piccolo, e gli insegnerà a volare… Il gatto promette, non sa che il gabbiano sta per morire, corre a cercare aiuto; entrano in scena gli amici gatti del porto: Colonnello, Segretario e Diderot, che sta sempre in mezzo ai libri.

Diderot studia: “Il volo consiste nello spingere l’aria indietro e in basso”. A Fortunata, che vorrebbe essere un gatto, Zorba rivela cos’ha imparato da lei: “ad apprezzare, a rispettare e ad amare un essere diverso. È molto facile accettare e amare chi è uguale a noi, ma con qualcuno che è diverso è molto difficile”…

3 Responses to Un mese fa moriva Luis Sepúlveda – Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare

  1. denny says:

    Il mio regalo preferito ai bambini a cui voglio far scoprire la lettura… ma va bene anche x i grandi

  2. Silvio Dossi says:

    Mia figlia senior lo leggeva a sua sorellina, la quale ha imparato a leggere anche su quel libro.Momenti indimenticabili

  3. Paolo Sproviero says:

    È evidente che leggerlo potrebbe risultare a molti parecchio utile di questi tempi.

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