Animal House [National Lampoon’s Animal House], John Landis, 1978 [filmTv65] – 9

La prima ora di Animal House non teme confronti, nella sua comicità irresistibile, sgangherata, trascinante. “Demenziale”, la si è voluta etichettare: in realtà, politicamente scorretta.

Le dimensioni del successo sorpresero tutti: incassò 50 volte la spesa. Ma è la persistenza del suo mito a dare la misura del “valore” dell’opera, nel suo smaccato anti-autoritarismo, nella perfida irrisione delle ipocrisie borghesi e di ogni potere costituito: l’esercito si copre di ridicolo, per le ambizioni delle autorità è un contagioso naufragio, pubblico e privato (a lasciarsi sedurre sono la moglie del Rettore e la figlia del Sindaco).

Del cast, ricordiamo solo l’orgiastico John Belushi (e Tom Hulce, ma per Amadeus, e Karen Allen, ma per I Predatori, e Kevin Bacon ma per Footloose); ma ognuno è al posto giusto, da Donald Sutherland a Tim Matheson, fino al nazistoide Neidermeyer (Mark Metcalf) e ai non meno ariani colleghi della confraternita Omega, quella in cui si dovrebbe concentrarsi la predestinata futura “classe dirigente”. Saranno i titoli di coda a svelarci che il futuro dell’America stava nelle pieghe di un’altra confraternita, la Delta, nonostante il pessimo rendimento scolastico.

Un’epoca spensierata e ottimista, quella degli Happy Days e delle ragazze pon-pon stava per finire: come American Graffiti, il film è ambientato nel 1962, prima che JFK venisse assassinato e il Vietnam invaso (non necessariamente in questo ordine).

Il Faber College è una struttura paludata che non sa di essere prossima al crollo, e sarà il Gruppo Delta, con il suo spirito di rivolta, a dare la spallata decisiva. Strumenti: gli scatenati Toga Party, i fiumi di birra e gli spinelli, la musica blues (Otis Day & the Knights) e la liberazione sessuale (con perfidi, geniali pretesti).

Dichiarazione di guerra al conformismo, Animal House ci fa sapere che arrivava il momento in cui ci si doveva giocare tutto: è quando il gioco si fa duro, che i duri cominciano a giocare.

7 Responses to Animal House [National Lampoon’s Animal House], John Landis, 1978 [filmTv65] – 9

  1. 321Clic says:

    Un altro di quei film che quando passa in tivù, non riesco a non guardare, di poco sotto Blues Brothers.

  2. piero72 says:

    La prima visione fu per puro divertimento, con il passare degli anni ne ho apprezzato anche io la valenza socio-politica. L’ho rivisto nuovamente la scorsa settimana. Toga toga toga!

  3. metalupo says:

    Mito.
    Senatore John Blutarski sempre con noi.

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