La ragazza del peccato [En cas de malheur], Claude Autant-Lara, 1958 [filmtv93] – 7

In caso di disgrazia è il titolo del romanzo di Georges Simenon. Uscito due anni prima, resta superiore al film, per intensità e sfumature, nonostante la pagina scritta non possa contare sul massiccio Jean Gabin (54) e sulla fulgida Bardot (24); a doppiarli, Emilio Cigoli e Fiorella Betti.

Gobillot è un celebre avvocato cinquantenne, vive in una splendida casa e frequenta l’élite. Yvette è senza soldi, da poco a Parigi, pensa sia facile rapinare un orologiaio, ma finisce male. Gobillot accetta di difenderla, Yvette alza la gonna per pagargli l’onorario, lui si limita a proteggerla, sa come usare un falso testimone e riesce a farla assolvere.

Nonostante sia sposato con una donna intelligente, comprensiva e ancora affascinante (Edwige Feuillère interpreta Viviane Gobillot), l’avvocato resta irretito dal candore e della femminilità di Yvette, la sistema in una camera ammobiliata, poi in un appartamento, infine in una bella casa. Non è subito chiaro se voglia esserle padre, fratello, amante. Forse tutto… Sa della relazione con uno studente spiantato (Franco Interlenghi), sopporta le bizze e le stranezze di Yvette, e quando rimane incinta medita di lasciare tutto e ricominciare altrove insieme a lei.

La debolezza del film venne colta da un giovane critico, tale Francois Truffaut: “Il tema non è nuovo… l’amore di un uomo maturo, ben sistemato, per una ragazza troppo giovane e troppo leggera che rappresenta l’eterno femminino”. Mentre stava per esplodere la Nouvelle Vague, la mano del regista è ancora quella che confezionava il cinema di vent’anni prima.

Fenomenale Gabin, uno dei pochi attori che può rendere altrettanto credibile un soldato, un poveraccio, un poliziotto o un ricco borghese. Della Bardot – nudo integrale, di spalle, per una frazione di secondo – si può dire che brilli sullo schermo, anche quando non si è certi di apprezzarne l’interpretazione. Viene da chiedersi cosa pensasse Gabin quando la stringeva a sé e la baciava.

 

Per superare il visto di censura, fu necessario rifare certe scene.

Simone de Beauvoir: “La Bardot è terrena. È ciò che è… Ha una sua realtà propria. È un intoppo tanto per le fantasie licenziose quanto per i sogni eterei. La maggior parte dei francesi ama alternare i voli mistici con la volgarità e viceversa. Con B.B è fatica sprecata. Li incastra e li costringe a essere onesti con loro stessi, ad ammettere la crudezza del proprio desiderio, il cui oggetto è molto preciso: quel corpo, quelle cosce, quelle natiche, quel senso. La maggior parte della gente non ha il coraggio di limitare la sessualità a quello che è e di ammetterne il potere”.

2 Responses to La ragazza del peccato [En cas de malheur], Claude Autant-Lara, 1958 [filmtv93] – 7

  1. pgkappa says:

    la bardot è ultraterrena,in una ipotetica classifica di tutti i tempi, per me tra le prime tre piu belle donne mai apparse sulla faccia della terra.

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