Lolita [id.], Adrian Lyne, 1997 [filmtv97] – 3

Più fedele al romanzo di Nabokov di quanto non fosse la pellicola di Kubrick, a colori mentre quella era in bianco e nero, questo remake riesce nell’impresa di sbagliare quasi tutte le scelte.

La sceneggiatura di Stephen Shiff abusa della voce fuori campo, troppo insistita e letteraria. A peggiorare le cose, nella versione italiana, il doppiaggio: per dare voce a Humbert, venne scelto l’ottimo Mario Cordova, tanto associabile a Richard Gere e Bruce Willis; la sua intonazione è molto “anni Ottanta”, e suona fuori luogo. Persino le musiche di Ennio Morricone non fanno che appesantire il dramma.

Nessuno degli interpreti regge all’inevitabile confronto. Melanie Griffith è scialba nei panni di Charlotte Haze; l’ottimo Frank Langella (Clare Quilty) resta solo un’ombra che fuoriesce da volute di fumo fino alla scena in cui verrà assassinato; Jeremy Irons è un cinquantenne troppo sexy per raffigurare Humbert Humbert, e veniva da almeno un paio di titoli (Il danno, dove ruba la donna al figlio, e Io ballo da sola, dove flirta con una minorenne) che dovevano sconsigliarne la scelta; infine, la diciassettenne Dominique Swain è una Lolita più dispettosa che perversa, almeno finché non rende esplicito il suo odio verso il patrigno. Nelle scene iniziali – fotografate “alla David Hamilton”, con quel flou che vorrebbe richiamare i sogni – compare un’incantevole Emma Griffiths Malin.

Dopo aver fatto fortuna con il furbo soft core (Nove settimane e mezzo, Attrazione fatale, Proposta indecente), Lyne mostra poche idee originali, che non siano il mostrare Lolita con l’apparecchio per i denti o farla digrignare con i chewing-gum. Nel finale, sfiora l’horror, quando il rossetto sbavato della ragazzina si mischia alle labbra assetate del patrigno. Di davvero torbido, ricordo la scena in cui Lolita sta seduta, di spalle, sopra Humbert, tutto nudo, e si lascia penetrare mentre legge il supplemento a fumetti di un quotidiano.

Per fortuna, Nabokov era morto da vent’anni.

3 Responses to Lolita [id.], Adrian Lyne, 1997 [filmtv97] – 3

  1. piero72 says:

    Concordo su tutto. Già il colore per quanto mi riguarda toglie qualcosa dal punto di vista dell’atmosfera perversa che, questo film, dovrebbe avere.

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