Nixoniana, Jules Feiffer

La tavola di Feiffer è seriale, il disegno occupa uno spazio geometrico con minime variazioni del soggetto e tanto spazio bianco intorno.
La famosa danzatrice in calzamaglia nera sembra annegare in questo bianco.

Nixon di FeifferFeiffer ha disegnato spesso Nixon come uno scimmione peloso, dallo sguardo assi furbo.
Nella tavola-sintesi degli anni Sessanta, con 8 volti di personaggi (uccisi o eletti), Feiffer mostra tutto il suo talento per le fisionomie.

Maschere impassibili dialogano sull’avvento del fascismo negli Stati Uniti:
“Molto dipende se verrà con i Democratici o con i Repubblicani.
Un fascismo democratico sarebbe più liberale”.

Lo sciopero dei consumatori appare più incisivo di una rivoluzione politica.
Si arriva alla fase più acuta dei bombardamenti sul Vietnam; sono ormai dieci anni che l’esercito americano si è infognato nel sud-est asiatico.
“Pace con onore” è lo slogan di Nixon per uscire dal Vietnam.
La corte dei “pretoriani” di Nixon è composta da: J. Edgar Hoover, Melvin Laird, John Mitchell, Spiro Agnew, Henry Kissinger.
Kissinger è quello la cui influenza è proseguita ben oltre la caduta del Presidente (resta il principale collaboratore di Gerald Ford). Non essendo wasp, H.K. doveva accontentarsi del ruolo di Metternich, o Tigellino.
“I Presidenti cambiano, ma il Kissinghiere resta”.

NixonianaCandidandosi per la quinta volta, Nixon rivince le elezioni nel 1972, sconfiggendo il Democratico McGovern (troppo di sinistra per poter impensierire il Presidente uscente).

Questa seconda vittoria, dal punto di vista numerico, “è la seconda più ampia maggioranza nella storia delle elezioni presidenziali”: il 64%.
Il potere monarchico è al culmine, si discute persino di abrogare la norma che impone il limite dei due mandati presidenziali, quando scoppia lo scandalo Watergate.
Feiffer comincia a disegnare Nixon con gli occhiali neri da gangster.

Richard Nixon (1919) viene da una famiglia del ceto medio, la sua carriera politica, fin dal dopoguerra, si fonda sull’anticomunismo. Da deputato, fa parte della Commissione per le Attività Antiamericane voluta dal senatore McCarthy. In seguito, eletto senatore della California, viene scelto nel 1952 da Eisenhower come Vicepresidente, e poi rieletto nel ticket Repubblicano quattro anni dopo.
Non è ricco, i suoi finanziamenti sono molto chiacchierati.
Nel 1960, per 110.000 voti su 68 milioni di votanti, Nixon perde la corsa alla Casa Bianca contro John Fitzgerald Kennedy, in una competizione probabilmente decisa dal primo confronto televisivo fra candidati alla presidenza.
Lascia la politica. Accumula soldi in uno studio legale di Wall Street. Assiste alla disfatta del Repubblicano Goldwater nel ’64. Rientra in scena e vince le presidenziali del ’68 contro Hubert Humphrey (il candidato Democratico doveva essere Robert Kennedy).

Jules Feiffer è stato assistente di Will Eisner, sceneggiatore di film come Piccoli omicidi e Conoscenza carnale. Ha vinto l’Oscar nel 1961 per il cortometraggio Munro e il Pulitzer nel 1986.

Nixoniana, Jules Feiffer, Milano libri, 1974

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