Blinded by the Light – Travolto dalla musica [Blinded by the Light], Gurinder Chadha, 2019 – [filmTv8] – 7

Dalla biografia (Greetings from Bury Park) di Sarfraz Manzoor, il film ricostruisce una parte della vita di un giornalista del Guardian, con la sua ossessione giovanile per Bruce Springsteen. La regista è la stessa di Sognando Beckham, e fra i due titoli c’è molto in comune.

Il racconto comincia nel 1987 a Luton, cinquanta chilometri a nord di Londra: non proprio una meta turistica, e non aggiungo altro. Alla periferia di Luton, Javed Khan vive con la sua famiglia, i genitori sono nati in Pakistan, lui e le due sorelle faticano a emanciparsi da una cultura patriarcale e tradizionalista. Quando un compagno di scuola gli fa conoscere le canzoni di Springsteen, per Javed è un’autentica folgorazione. L’impatto sarà persino più potente di quello suscitato dall’infatuazione per Eliza, una coetanea impegnata politicamente.

Sono le canzoni di Springsteen a ispirare la presa di coscienza di Javed, a offrirgli la bussola per comprendere il mondo, a infondergli il coraggio per affrontare il razzismo e inseguire qualcosa che somigli alla felicità. Scrivere è la cosa che sa fare meglio… Ma l’ipoteca della predestinazione si rivelerà pesantissima, portando il protagonista a un duro conflitto familiare, aggravato dal licenziamento del padre dalla Vauxhall Motors (licenziare era facile: siamo all’apogeo dell’Era thatcheriana).

Non è un musical, ma le canzoni attraversano la trama ripetutamente (Springsteen e Patti Scialfa hanno collaborato a sceglierle). Il ventunenne Viveik Kalra è Javed Khan, Kulvinder Ghir e Meera Ganatra interpretano i genitori, Nell Williams è Eliza, David Hayman il vicino di casa antifascista, Hayley Atwell (il primo amore di Capitan America) è la bella professoressa. Del romanzo di formazione di Javed farà parte anche un viaggio ad Asbury Park, New Jersey, e il finale può lasciare un sapore dolciastro. Ma l’energia e l’integrità del Boss hanno il potere di dissipare tutte le ombre.

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