Cantù-Varese, il derby più triste degli ultimi sessant’anni

Negli ultimi anni, le coppe europee di basket hanno cambiato natura. Vi si accede per soldi, non per merito, e ci si spartiscono i soldi veri, perché i campionati nazionali – fatta eccezione per Spagna e Turchia – sono ormai poca cosa.

La marginalità del basket italiano è sancita dal fatto che l’Eurolega – l’ex Coppa dei Campioni, ora pagata da Turkish Airlines – è stata vinta da una squadra italiana (Virtus Bologna) per l’ultima volta vent’anni fa.

C’è stato un tempo in cui le Coppe erano tre – Campioni, Coppe/Saporta, Korac – e le squadre italiane vincevano spesso. Poi, chi aveva vinto la più importante, giocava l’Intercontinentale contro una squadra sudamericana.
Sommando le vittorie italiane in queste quattro grandi Coppe, si arriva a 45. E fra le squadre italiane, ne spiccano tre: Cantù (12 vittorie), Varese (10) e Milano (9). Seguono, molto staccate, Virtus Bologna, Roma, Treviso, Rieti, Sassari, eccetera.

Cantù può vantare 2 Intercontinentali, 2 Campioni, 4 Coppe e 4 Korac, mentre Varese ha sollevato 3 Intercontinentali, 5 Campioni e 2 Coppe.
Ieri, nel deserto palasport di Desio è andato in scena il derby.
Si affrontavano la penultima e l’ultima in classifica, ha vinto Cantù e ora Varese corre il rischio di retrocedere.

7 Responses to Cantù-Varese, il derby più triste degli ultimi sessant’anni

  1. Stefano Ferrata says:

    Mille anni fa giocavo, i miei idoli erano bob morse e charly yelverton…. è abbastanza incredibile quanto non riesco più a interessarmi del basket italiano

    • Luigi Baragiola says:

      Caro Stefano e il Grande Manuel Raga?
      il “primo contatto baskettaro” per me fu con Luciano Vendemini (2 e 19 di altezza) che portava i manifesti (con la 500L)
      delle partite del Cantù al nostro bar a Mariano Comense.
      Si faceva il caffè dall’altra parte della macchina del bar e si doveva abbassare ancora un bel po’. Mia Nonna Elisa gli preparava i panini con il cappello del prete lesso e i sottaceti alla bergamasca: con un morso ne sbranava uno. Bei tempi per la nostra Pallacanestro.

  2. metalupo says:

    Vero, tutti quelli della nostra generazione che hanno buttato sangue sul parquet hanno ricordi ben diversi.
    Francamente, da tifoso Olimpia, l’ennesimo scudo mi dice davvero poco.

  3. Luigi Baragiola says:

    Caro Rudi , purtroppo, ci ha lasciati il Grande Bolognese Gianni Corsolini,
    fautore fondamentale del “miracolo della Pallacanestro Cantù” con Taurisano e Stankovic.
    Tramite l’amico Poeta, scrittore e giornalista Alberto Figliolia lo conoscevo anch’io. Gianni aveva
    sempre una parola buona per me .
    Sempre Alè Alè Alè Cantù!!!

    • Rudi says:

      Luigi l’avevo saputo. Hai voglia di scrivermi 10 righe, un tuo ricordo personale?

      Insieme a Stankovic e Taurisano, Corsolini è il terzo “genio della lampada”, senza il quale Cantù (venticinquesima città lombarda per popolazione), nel basket sarebbe come Paderno Dugnano o Cologno Monzese…

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