Il favoloso mercato di gennaio

Dopo lo 0-0 a Udine, era inimmaginabile un inizio del girone di ritorno di questo livello: 6 partite e 6 vittorie, 17 gol fatti e 2 subiti, prestazioni eccezionali nel derby e contro la Lazio, prestazioni essenziali contro Benevento, Fiorentina e Genoa. E la vittoria di ieri sera, coincisa con le prevedibili difficoltà nell’affrontare una squadra con un piede in Serie B, reduce da due pareggi subiti in rimonta, con un nuovo-vecchio allenatore che potrebbe pure fare il miracolo di salvarla, se solo potrà contare su attaccanti di ruolo.

Oggi l’Inter è la squadra più forte della Serie A. Viaggia al ritmo stellare dei 90 punti, dopo aver girato a 41. Ma non mi stancherò di ripeterlo: è una stagione particolare, il rischio Covid continuerà ad aleggiare, e la rosa nerazzurra ha almeno tre titolari indispensabili, tre ruoli senza vere alternative.

Certi scudetti discendono anche da stranezze: a gennaio, l’Inter avrebbe voluto liberarsi di Eriksen, Perisic e Sanchez (nello scambio con Dzeko). Il pantano finanziario della proprietà cinese ha bloccato tutto, e Conte è stato abilissimo nell’aggiungere titolari che aumentano la qualità tecnica della squadra.

Intanto, contro il parere dei più, niente turn over… Schierati tutti e quattro i diffidati (Barella, Brozovic, Bastoni e Lukaku), perché «l’esperienza mi porta a non guardare oltre la prossima partita. Quella col Parma per noi è la partita più importante della stagione. C’è bisogno di vincere e fare calcoli non mi interessa. Tutti devono giocare con la giusta attenzione e intensità. Se dovessero arrivare ammonizioni, la prossima partita la giocherebbero altri. Non vedo perché fare calcoli stupidi e perdere eventualmente punti per strada». Abbiamo visto, che non vede nemmeno la necessità di usufruire di tutti e 5 i cambi… E così, per l’ennesima volta, Antonio Conte si è dimostrato più abile dei tanti geni da twitter.

Decisivo, per una volta, Alexis Sanchez, un gol di destro e uno di sinistro: fino a quattro giorni fa aveva segnato 2 gol in oltre 1000 minuti, ora sta a 5, quarto marcatore della squadra dopo la LuLa e Hakimi. A proposito di Hakimi, l’abbraccio di Conte per aver conquistato un fallo laterale nei minuti di recupero fa capire quanto orgoglio provi l’allenatore per l’evoluzione del marocchino, un po’ come Guardiola con Cancelo.

Ma prima di Sanchez, bisogna ricordare un ottimo intervento di De Vrji su schema parmense da calcio d’angolo, la parata decisiva di Handanovic su Kurtic (Skriniar se l’era perso), e accanto al cileno andrà pure ricordata la fenomenale sgroppata di Lukaku (innescato da Eriksen) per lo 0-2. Un Lukaku più impreciso del solito, e meno incisivi del solito sono parsi anche Barella e Brozovic, su cui la diffida comincia a pesare (sono almeno sette partite che incombe il Giallo da squalifica, scommetto che contro l’Atalanta almeno uno dei due lo riceverà).

Finalmente è stata decisa la data in cui recuperare Juve-Napoli: mercoledì 17 marzo. Quella sera sapremo quanti punti servono per vincere il campionato.

22 Responses to Il favoloso mercato di gennaio

  1. Mario Rullo says:

    Hakimi mi sembra da alcune giornate un po’ più involuto ed impreciso, temo che l’applicazione da “soldatino” che gli chiede Conte gli stia togliendo la leggerezza ed esplosività che lo rende unico.

  2. Foto significativa. Sono quelle piccole cose che ti fanno diventare grande. Lottare su ogni pallone anche al ultimo minuto. A inizio campionato ero molto critico con Hakimi anche perché, come hai accennato te, Cancelo sta facendo una stagione monstre. Però è cresciuto lui, come sono cresciuti molti altri, su Perisic il mio parere rimane negativo, valuto a livello generale e non solo poche partite.

  3. Partita giocata al piccolo trotto, probabilmente per l’inconbente rischio squalifica. Quando abbiamo cominciato a spingere, abbiamo segnato. Peccato per il gol subito, che però ci ha ricordato che siamo dei soffritori ricorrenti.
    Il mercato è strano (ricordo Madjer e Ramon Diaz) e regala opportunità anche quando non lo si movimenta. Forse, Conte poteva ricercare la qualità un po’ prima, ma va bene così.

  4. wwayne says:

    Conte è stato abilissimo soprattutto a fare in modo che i suoi giocatori non si lasciassero andare dopo che hanno cominciato a girare delle voci inquietanti sulle condizioni economiche della società. Anzi, ormai più che di voci stiamo parlando di certezze, perché è un dato di fatto che l’Inter non ha i soldi neanche per pagare i giocatori già acquistati (vedi i ritardi nei pagamenti per Hakimi e Lukaku). Nel primo caso il Real è stato comprensivo, nel secondo invece il Manchester United è stato spietato: una clausola imponeva che al primo ritardo nei pagamenti l’Inter avrebbe dovuto sborsare subito l’intera cifra pattuita per Lukaku, e quindi è bastato che voi saltaste l’erogazione di un bonus perché gli inglesi si precipitassero a chiedere l’intera somma. Niente di illegale, per carità, ma dal punto di vista morale ce ne sarebbero di cose da dire…

  5. claudiopaga says:

    Secondo me ad Udine non avevamo giocato una brutta partita, ieri risultato fantastico ma fino al primo gol un po’ casuale e’ stata molto equilibrata. Io continuo a pensare che all’andata abbiamo lasciato tanti punti per strada, Parma compreso, e al ritorno ne faremo di piu’ anche se le partite son piu’ difficili con squadre in lotta per la salvezza o un posto champions.

  6. Paolo Sproviero says:

    Non condivido solo il punto sui cambi: resto dell’idea che si sempre preferibile un turnover più accorto fra e nelle partite.

  7. rugherlo says:

    Siamo squadra, forti e decisi. Conte è un animale da campionato (la sua ossessione paga alla lunga, meno in coppa). Temo il giusto l’Atalanta (loro temono di più l’Inter e fanno bene). A parità di schieramento (difesa a 3) vincono i giocatori più forti. E in questo momento in Italia (e penso anche in Europa ) voglio vedere chi è più forte dell’Inter . Il caso ha regalato due titolari a Conte (Perisic ed Eriksen ) lui ci ha messo il lavoro e la disponibilità a cambiare. Sta arrivando Sanchez ed aspetto Vidal: ben preparato fisicamente e con la testa giusta può ancora determinare, soprattutto nei secondi tempi.
    Ps: una lezione per la bulimia degli allenatori che vogliono sempre nuovi giocatori. Nkn abbiamo preso nessuno e abbiamo svoltato…

    • wwayne says:

      Vidal non ha mai avuto la testa giusta in tutta la sua carriera. Credo che sia stato molto fortunato a non fare la fine di Balotelli o di Osvaldo. Però ha 33 anni e non 70, quindi è ancora possibile che venga folgorato sulla via di Damasco come è successo a Legrottaglie. Da simpatizzante dell’Inter me lo auguro di cuore.

      • rugherlo says:

        Vidal ha giocato nella Juventus bel barca nel Bayern e ora nell’inter. Se non avesse avuto la testa secondo te lo avrebbero cercato? Osvaldo e Balotelli … lascia perdere vai

      • wwayne says:

        Una carriera di alto livello non è un attestato di purezza morale, anzi mi stupisce che tu individui un nesso tra le 2 cose. Cerca su Google “vidal alcolizzato” e ti si aprirà un mondo.

      • rugherlo says:

        A me stupisce che tu non capisca. Chissenefrega di Vidal alcolizzato, a me interessa se gioca bene o meno a calcio per l’Inter … mi sembrava scontato ma lo spiegherò : averci la testa nel suo caso, vuol dire allenarsi con impegno e cercare di chiudere a testa alta una buona carriera. Tu confondi i due piani: quello privato, che non mi interessa, e quello calcistico, che nel merito è quello che conta. Poi, io non l’avrei preso, ma dato che c’è, spero dia il suo contributo (vd alla voce Sanchez ).

      • wwayne says:

        Ci sono dei casi in cui un calciatore riesce a fare in modo che la propria discutibile vita privata e il proprio caratteraccio non influiscano sul proprio lavoro: è il caso di John Terry, ad esempio. Tuttavia, Vidal non rientra in questa casistica, dato che sono innumerevoli le mattane di cui si è reso protagonista anche sul lavoro (talvolta perfino in campo, vedi l’espulsione con il Real).
        Rimanendo in tema di comportamenti discutibili, mi dispiace ricordartelo, ma il beniamino che tu stai difendendo con le unghie e con i denti solo 2 mesi fa faceva questo:

      • rugherlo says:

        Ma io non sto difendendo nessuno con le unghie e con i denti! Semplicemente del privato dei calciatori, o degli artisti, me ne sbatto. Mi interessa il gesto tecnico o l’opera d’arte, non la loro etica nella vita privata. Non ho capito se ci fai o ci sei, ma vale anche per te: pensa quello che ti pare.
        Mi auguro che Vidal contribuisca allo scudetto dell’Inter, che quando vince mi lascia un senso di benessere “.come se ci fosse la pace nel mondo”.
        L’etica e gli esempi morali li cerco in altri lidi, nkn nel mondo del calcio, che ormai di etico ha ben poco.

      • wwayne says:

        Pretendere che un calciatore si comporti da monaco buddista sarebbe ridicolo, e questo sono il primo a dirlo. Ma quando il tuo modo di comportarti e di essere influenza il tuo lavoro, a quel punto diventi un problema per la tua squadra. Questo con Vidal è già successo più volte (vedi gli episodi sopra menzionati), infatti alla fine perfino il suo mentore Conte ha gettato la spugna e ha preferito togliere dalla naftalina Eriksen piuttosto che insistere su una scommessa persa come il cileno. Da simpatizzante dell’Inter, anch’io come te mi auguro che Vidal riesca lo stesso a contribuire allo scudetto dell’Inter. Buon fine settimana! :)

  8. antonior66 says:

    Intanto in questa giornata c’è stato il sorpasso in classifica sull’Inter del 2020, 59 punti contro 57 alla venticinquesima giornata.

    • Rudi says:

      Esatto. Finora eravamo sempre stati sotto.

      • antonior66 says:

        Per me, se riuscissimo a fare più punti dello scorso anno, vinceremmo il campionato. Stare sopra lo scorso campionato almeno tre o quattro punti sarebbe un buon margine di sicurezza.

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