Titanic, Attilio Micheluzzi, Lizard 1988

Un destino interclassista incombe fra i ricchi di prima classe e i poveracci che stanno emigrando. Una quantità caleidoscopica di fisionomie si affolla a bordo del transatlantico. Micheluzzi - Titanic

Fra queste innumerevoli figure, Micheluzzi sceglie di focalizzare l’attenzione su storie che l’inabbisamento ha cancellato nel nulla.

A bordo, ci sono un magnate americano che potrebbe diventare senatore (ma ha un torbido segreto), un anarchico spagnolo salito per far deflagrare una bomba, un aristocratico inglese con la snobistica passione per la velocità, un ambizioso e arrogante principe russo che sta attraversando l’oceano per la stessa corsa automobilistica…

Seconda di tre navi gemelle, il Titanic viene dopo l’Olympic, il cui viaggio inaugurale è avvenuto nel giugno 1911, e prima del Britannic. Costruirla, è costato un milione e mezzo di sterline, il transatlantico è lungo 268,8 metri, largo 28, alto 29,57 (dalla chiglia al ponte lance), trasporta 2500 passeggeri e 860 uomini di equipaggio. Partito il 10 aprile 1912 da Southampton, ha fatto scalo a Cherbourg e poi a Queenstown (Irlanda), prima di entrare nell’Atlantico.

Il torbido segreto del futuro senatore evolve in esplicito ricatto, ma la potenziale vittima preferisce uccidere piuttosto che pagare. Appena il delitto si concretizza, si entra in una delle tipiche atmosfere alla Agatha Christie. Intanto, l’anarchico inaugura una furtiva, torrida relazione con Molly, la bionda cameriera di prima classe che ha scoperto il cadavere, e il principe russo sabota l’auto da corsa dell’aristocratico inglese. Infine, un nuovo ricattatore si palesa di fronte al magnate americano, che pensava di averla fatta franca…

L’iceberg cambia ogni prospettiva per i protagonisti scelti da Micheluzzi, che risolve l’intreccio con una serie di regolamenti di conti, una fine tragica aspetta ognuno di loro.

Le tavole hanno un che di classico, ritmato, con minime indulgenze alla caricatura; l’uso dei colori è raffinato, il lettering agisce sul corpo di certe parole, raddoppiato rispetto al resto del testo, a segnalare che aumenta il volume della voce.

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