Meglio un uovo oggi: la Juve fuori!

Fra i motivi essenziali per cui continuo a seguire il calcio e altri sport sfigurati dal denaro, rispetto a quando ho cominciato ad amarli, c’è quello identificato da artisti sudamericani come Soriano e Galeano: il periodico ritorno all’infanzia.

Siamo persone diverse, a sessantuno anni, rispetto a come eravamo a dodici, a trenta o anche a cinquanta (a cinquanta, per dire, si può festeggiare un Triplete). Siamo persone diverse, diamo importanza a cose diverse, reagiamo diversamente alle vittorie e alle sconfitte esistenziali, nella vita quotidiana, forse è inevitabile un disincanto rispetto a certe passioni giovanili, eppure qualcosa resta testardamente identico.

Ricordo gli amici di certe discussioni primaverili alla fine degli anni Sessanta, discussioni rifatte nei Settanta e negli Ottanta e nei Novanta: a un certo punto, la Juve doveva giocare una partita decisiva in Coppa, e se fosse stata eliminata avrebbe potuto concentrare le proprie energie sul campionato, ma cosa desiderava il tifoso interista – e io fra loro?

Che venisse eliminata. Meglio se immeritatamente.

La sorte europea della Juve è la più nitida dimostrazione del detto “Meglio un uovo oggi che una gallina domani”.

L’uovo oggi, è la Juve che si lecca le ferite, la gallina domani potrebbe essere l’Inter che vince qualcosa, riuscendo a tenere a distanza la bulimica Juventus.

Ajax, Lione, Porto: Allegri, Sarri, Pirlo… Solo certi ottusissimi juventini – la legge sulla stupidità di Cipolla lo certifica, se sembrano tanti è perché sono tanti quei tifosi – possono non cogliere il significato di certe cocenti eliminazioni. Non starò a ripeterlo, tanto sono impermeabili alla logica (troppi bidoni di immondizia al posto del cuore). Quello che mi preme sottolineare è che un tifoso dell’Inter freddo e raziocinante – dunque, non infantile – dovrebbe dispiacersi dell’eliminazione bianconera. Ora potranno concentrarsi sul campionato (e i commentatori, poveri loro, dovranno smetterla con la frasetta sull’Inter strafavorita perché non gioca le Coppe).

Insomma, ieri come oggi penso che vincere aiuti a vincere e perdere sia demoralizzante. Perciò ringrazio il Porto di Sergio Conceicao per il bel regalo nel giorno del 113esimo compleanno nerazzurro. E giro il coltello nella ferita, sottolineando come la Juve europea potrà presto fregiarsi di un nuovo record: essere l’unica squadra eliminata fra i vincitori di girone.

Vabbé, è sarcasmo, è regressione infantile. E non posso dimenticare come è uscita l’Inter… Ma non crediate che il tifoso dell’uovo oggi sia uno sprovveduto: è vero che la Juve non giocherà altre infrasettimanali – riducendo lo sforzo fisico, il dispendio psichico, il numero degli infortuni -, ma da certe batoste esci con le ossa rotte, un’insicurezza profonda, difficile da digerire.

Se puoi essere eliminato da Ajax, Lione e Porto, tre squadre che in Italia giocherebbero per il sesto posto, non potrai regalare a CR7 il suo ennesimo trofeo personale, non potrai attrarre campioni – se non strapagandoli come De Ligt, o violando le leggi come con Suarez – e forse i tuoi massimi dirigenti impareranno a evitare frasi arroganti come quelle di Andrea Agnelli per giustificare la fuga dai campionati nazionali e la nascita di una Superlega: “ci sono troppe partite che non sono competitive, sia a livello nazionale che a livello internazionale”.

Di poco competitiva, oggi, c’è proprio la Juve.

37 Responses to Meglio un uovo oggi: la Juve fuori!

  1. Rudi, hai fotografato benissimo lo stato d’animo del tifoso interista. Il lato razionale avrebbe preferito il proseguimento della stagione europea per i bianconeri; il lato emotivo gode come un cinghiale per l’ennesimo ridimensionamento a livello continentale. La speranza è che sia forte il contraccolpo psicologico.
    Ieri i gobbi hanno giocato bene la prima metà della ripresa, forse giocando più sui nervi che altro. Per il resto, buio pesto e negli ultimi 20 minuti erano sulle gambe più dei portoghesi, che erano in 10 da inizio tempo. La prestazione di cr7 certifica inequivocabilmente il fallimento dell’operazione legata al suo acquisto.
    Comunque, tornando al discorso iniziale, quando vengono eliminati i gobbi, si gode e basta. Quello che succederà lo vedremo poi. Meglio l’uovo oggi, indubbiamente.

  2. Francesca70 says:

    Oggi vince il sentimento sulla ragione… E vedere sui titoli del Corriere l’aggettivo mediocre associato a Ronaldo, fa un certo effetto.

  3. Carlo Crema says:

    Godo.

  4. wwayne says:

    Non hai citato un dettaglio che rende ancora più grave la sequela di disfatte bianconere in Champions’ League: non soltanto è uscita per 3 volte di fila contro una squadra più debole (prima l’Ajax, poi il Lione e infine il Porto), ma per 3 volte di fila si è fatta eliminare pur avendo l’enorme vantaggio di giocare il ritorno in casa.
    Di queste 3 eliminazioni a mio giudizio l’unica perdonabile è quella con il Lione, per vari motivi:

    1) In Francia il campionato era stato sospeso da mesi, quindi il Lione è arrivato bello riposato;
    2) La Juve invece era stanchissima, perché aveva da poco vinto uno scudetto rimasto in bilico fino alla 36ma giornata;
    3) I giocatori non sopportavano Sarri, e temevano che se fossero andati troppo avanti in Champions’ League se lo sarebbero ritrovato tra i piedi anche l’anno successivo.

    Con questo non intendo insinuare che i giocatori juventini si fecero eliminare dal Lione apposta per far licenziare Sarri: non voglio pensare che lo odiassero fino a quel punto. Intendo dire che in una gara tiratissima come quelle ad eliminazione diretta l’affetto che nutri per il tuo allenatore può portarti a dare quel qualcosa in più, e quindi se quest’affetto non ce l’hai in campo si nota.
    Onestamente non condivido il tuo discorso iniziale, per cui ogni tot tendiamo a diventare delle persone profondamente diverse. A mio giudizio la personalità di un individuo si forma nei primissimi anni di età (gli anni in cui avviene la formazione e lo sviluppo del sé), e in seguito non muta in maniera significativa. Anzi, in realtà non si tratta solo di una mia opinione: potrei citarti fior di psicologi che mi danno ragione (e non lo faccio, perché gli psicologi mi stanno simpatici il giusto).

  5. Simone Scafidi says:

    Eliminata o qualificata, ci sarebbero stati vantaggi e svantaggi per noi. Il passaggio del turno li avrebbe impegnati e, magari, distolti dal campionato, ma gli avrebbe anche dato fiducia nei loro mezzi. L’eliminazione li spingerà a cercare di vincere il campionato a tutti i costi, ma con una squadra insicura e con un allenatore che, dopo essere stato eliminato dal Porto (!!!), sarebbe assurdo confermare per la prossima stagione. La stampa sta dando per scontata la vittoria finale dell’Inter quando è evidente a tutti che 6 punti sul Milan e 7 sulla Juve a 12 giornate dalla fine non sono niente di rassicurante. Soprattutto perchè la rosa dell’Inter è limitata. Vidal, Young, Kolarov combinano più guai che dare ossigeno ai titolari, Sensi è un caso patologico, Pinamonti non esiste, Vecino nemmeno, gli unici affidabili sono Darmian, D’ambrosio, Sanchez e, a suo modo, Gagliardini: troppo pochi per affrontare emergenze. Però stiamo affrontando nel modo migliore ogni partita, abbiamo superato una settimana con tre partite, di cui l’ultima molto difficile. Quindi mi sento realista, ma ottimista. E sono contento anche io dell’uovo di ieri.

  6. francesco says:

    io sono razionale e mi dispiaccio per l’eliminazione dei gobbi, avendo fiducia nella tenuta mentale di Antonio Conte da zero a dieci meno di un cazzo. c’è però da dire che rispetto alla Juve di Allegri e Sarri questa di Pirlo è veramente ridicola (come rosa e come gioco, ribadisco). ho visto gli ultimi 20 minuti e i supplementari ieri sera, che prima ero in strada per lavoro. un fraseggio sterile con interpreti inutili, a cominciare da CR7 (e qui bisogna dare credito a Marotta, che non lo avrebbe preso). per cui se i nostri non se la fanno addosso il minimo sindacale Conte lo porta a casa comunque……

  7. simonejacca says:

    Sto cercando di unire logicamente la frase con cui si chiude quest’articolo “una juve poco competitiva” con quanto scritto ieri “è un’impresa battere questa juve”.
    Davvero, non è una domanda faziosa, ma come può essere un’impresa battere una squadra poco competitiva?
    Non riesco proprio ad arrivarci…
    (Potete continuare a rispondermi sul Milan, dicendomi che mi brucia, che mi passerà, etc…ma serve a poco. Non si sta parlando di quello. E soprattutto sono ben consapevole di quale sia la forza e quali siano le potenzialità di questo Milan)

    • Interator says:

      Ciao Simone. Io non ho mai visto il Milan come “l’avversario”. Sarà che abitando a Torino vedo il Milan semplicemente come un’altra squadra e basta.
      Secondo me la vostra stagione finora è davvero ottima, la squadra sta rendendo alla grande e lo dico senza alcuna ironia.
      Personalmente sono del parere che la juve non sia per nulla poco competitiva, anzi concordo con Rudi quando a dicembre ha scritto che chi arriverà davanti alla juve vincerà lo scudetto.
      Le cose sono diverse a livello europeo, dove per tre anni consecutivi sono usciti contro squadre… non proprio superiori (non so a questo punto se sia stato meglio per noi che abbiano sempre avuto un sorteggio favorevole, perchè con le grandi squadre si esaltano).
      Concorderai anche tu, al riguardo, che le uscite di agnelli non siano proprio esaltanti, ecco

      • simonejacca says:

        Io credo che ci sia una spaccatura profonda tra la juve di Allegri (allenatore che credo rimpiangano ogni giorno e che non escludo possa tornare a breve) e quelle successive.
        Quella di Allegri, concordo, era davvero un’impresa poterla sconfiggere.
        Quella dell’anno scorso, e ancora di più quella di quest’anno, sono due squadre decisamente modeste, e basterà fare una stagione a livello medio-alto per poterci finire sopra.
        Quindi non è per smontare nessuno, ma non considererei mai come un trionfo o un capolavoro vincere uno scudetto in cui il massimo avversario non riesce a battere il porto e ha una media punti e un gioco così imbarazzanti.
        Poi gli scudetti sono scudetti e tanto di cappello a chi lo vince, ma un conto è vincere (sempre bello, a prescindere da come avviene) un conto è fare analisi della vittoria e decantare le lodi di chi vince.
        La storia del calcio è piena di vincitori mediocri.

    • wwayne says:

      A me i vincitori mediocri affascinano molto più degli squadroni come il Milan di Sacchi o il Barcellona di Guardiola, proprio perché per vincere hanno dovuto andare oltre i propri limiti. Penso ad esempio al Chelsea di Di Matteo, la cui luce ha brillato per pochissimo tempo, ma quando l’ha fatto è stata davvero sfolgorante.

  8. luigi says:

    La cosa che rende l’eliminazione della rube più patetica e ridicola di quelle patite con Ajax e Lione è che hanno giocato con l’uomo in più dal 53′ al 120′: ossia, tenuto conto del recupero (anzi, dei recuperi), per oltre 70′.
    Non voglio nemmeno immaginare come avrebbero titolato e commentato le sedicenti testate giornalistiche di questo Paese se qualcosa di analogo fosse capitato all’Inter; ricordo solo il titolo della Gazzetta all’indomani del 2-3 in casa con il Beer Sheva: “Inter, ma non ti vergogni?”.
    Ecco, in un Paese normale anche oggi i quotidiani sportivi avrebbero titolato così per immortalare l’ennesima figura ridicola dei gobbi in champions. Ma questo non è un Paese normale; e potete credere che la vittoria del campionato, che per l’Inter fino a ieri veniva presentata come un obbligo da adempiere sotto pena di dichiarazione di fallimento, per i gobbi sarà proposta come l’occasione da cogliere per riscattare un’annata sfortunata.
    Ma che si impicchi, la prostituzione intellettuale: e con essa quella parte (purtroppo maggioritaria) del Paese che nell’asservimento al potere mafioso celebra la propria stupidità. Minoranza è l’Inter, minoranza l’intelligenza, minoranza sentirsi fratelli del mondo. Ma la talpa scava, scava.

    • wwayne says:

      L’Inter non aveva proprio nulla di cui vergognarsi, anzi fece benissimo a snobbare quell’inutilissima coppetta da 2 soldi chiamata Europa League.

  9. Cadute del genere possono far volare gli stracci. Anche razionalmente, la Juventus potrebbe perdere certezze.
    Inoltre, sempre razionalmente, dopo Crotone e Lazio, anche stavolta hanno sbagliato completamente approccio e raddrizzato la partita nel secondo tempo. Sono sintomi di qualche malanno che, passando il turno, magari non sarebbe emerso, continuando a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Oggi devono farci i conti, con possibili ripercussioni in campionato.
    Io sono contento e basta.

  10. Paolo Sproviero says:

    La Juventus per ora funziona a folate, aggrappata alle prestazioni di singoli interpreti che possono cambiare di volta in volta. È vero, come dicevi ad inizio stagione Rudi, che ci sono tanti singoli che possono risolvere le partite, ma sono ancora poco squadra anche perché hanno qualche difetto di costruzione. Temo comunque la loro abitudine a vincere sul territorio nazionale, la cronica insufficienza del nostro calcio a livello europeo è un problema generalizzato che con una finale persa ci è toccato ancora una volta un po’ lenire lo scorso anno (situazione al solito del tutto sottovalutata dalla solita Italietta rispecchiata dal mainstream mass mediatico), temo pure l’abitudine alle vittorie non interiste di tutto il circo calcistico nostrano: a noi tocca il ruolo di perdenti di successo. Vedremo se con la guida di un allenatore che certo sa come condurre le corse a tappe riusciremo a festeggiare degnamente, sebbene senza poterlo fare insieme, i nostri 113 anni di storia di “fratelli, e sorelle, del mondo”.

  11. chologol says:

    E ora sono loro quelli obbligati a vincere il decimo scudetto come “minimo sindacale”, anche se, come dice Luigi, nessun giornalista lo farà notare. Aiuti a pioggia in arrivo?

  12. willerneroblu says:

    Una debacle finanziaria ancor prima che sportiva,30 milioni all’anno per vincere come con Quagliarella ….solo che da noi hanno in mano l’informazione,la quale,provvederà a sminuire e a sostenerli nella lotta scudetto….Comunque il massimo sarebbe prendere noi Ronaldo e vincere la Champions il prossimo anno!!

  13. Mario Rullo says:

    Grazie Rudi, hai descritto con grande lucidità i moti dell’anima che oggi albergano in ognuno di noi.
    Oggi ci gustiamo un uovo saporito, che ha prodotto una frittata succulenta.

  14. Interator says:

    Una due giorni micidiale per i gobbi.
    Vittoria nostra con l’Atalanta (erano convinti che avremmo perso) e uscita dalla CL soltanto 8 mesi dopo la volta scorsa. Hanno avuto meno tempo per riprendersi, stavolta, essendo usciti ad agosto.
    Spiace.

  15. rugherlo says:

    Si gode??? Si GODE…! Sono una certezza in Europa e fintanto che esibiranno due scudetti revocati, faranno la stessa miserrima fine.

    • wwayne says:

      Posto che godo anch’io, che nesso rintracci tra l’esibizione di 2 scudetti farlocchi e le disfatte juventine in Europa?

      • rugherlo says:

        Molto semplice. Sono talmente disabituati alla lotta è talmente arroganti dentro e fuori dal campo che quando varcano i confini e non trovano le solite sicurezze (arbitri, stampa, ambiente prono a 90 gradi) alle prime difficoltà vanno in errore di sistema. Capito il nesso?

      • wwayne says:

        Sugli arbitri sai come la penso: finché non salta fuori la pistola fumante io credo alla loro innocenza e a quella della Juve. Questo chiaramente non mi impedisce di godere come un riccio quando prendono delle musate come quella di ieri. Comunque ho capito il nesso.

      • rugherlo says:

        Fiserò solo gli arbitri… è tutto l’ambiente (stampa, federazione, ecc) che è prono alla Juventus. E non capiscono che questa cosa poi li danneggia in Europa quando trovano un ambiente diverso. Io penso che una sana competizione li aiuterebbe ma da gente che ha come slogan “la vittoria è l’unica cosa che conta” non mi aspetto nulla di diverso.

      • wwayne says:

        Adesso hanno cambiato slogan: “Il bilancio è l’unica cosa che conta”. Lo si capisce dal fatto che negli ultimi tempi le loro scelte di mercato hanno avuto una logica sempre economica e mai tecnica. Capii che anche l’Inter aveva preso questa china quando sostituì Eto’o con Forlan: tecnicamente un suicidio, economicamente un toccasana, dato che il camerunense costava una barca di soldi al vostro presidente. Vi siete accorti troppo tardi che valeva ogni soldo che prendeva.

      • rugherlo says:

        Vero purtroppo

  16. I coraggiosissimi media italiani hanno preso di mira Cristiano Ronaldo – e solo lui – perché non possono fare i nomi degli altri responsabili di questo ennesimo fallimento e cioè: Andrea Agnelli, Fabio Paratici e Pavel Nedved.

    • antonior66 says:

      Concordo in pieno.

    • wwayne says:

      Cristiano Ronaldo era stato preso per vincere la Champions, e in 210 minuti contro il Porto (IL PORTO!!!) ha partorito la miseria di zero gol e un assist. Peraltro si è trattato di un assist casuale, non certo di un’invenzione geniale. Alla luce di questo, la sua crocifissione mediatica è perfettamente logica e profondamente meritata.
      Detto questo, che la Juve abbia sbagliato a scegliere Pirlo e a costruire una squadra che neanche Guardiola saprebbe far rendere è sotto gli occhi di tutti. Non c’è bisogno che i giornalisti lo ribadiscano.

      • rugherlo says:

        Eh no ti sbagli: come vengono esaltati quando vincono dovrebbero essere criticati quando perdono. A meno che non si tratti di giornalisti ma di media servi.

      • wwayne says:

        Su questo ti do ragione: se un giornalista fa le sviolinate alla Juve quando vince e tace quando perde, probabilmente è prezzolato. O peggio ancora, è così servile che si inchina alla Juve spontaneamente, senza neanche bisogno che gli Agnelli gli gettino un osso da rosicchiare. Comunque non ci sono prove neanche di questo.

      • rugherlo says:

        Vero, non ci sono prove (oddio, basta guardare la proprietà di certi quotidiani o chi sponsorizza l’Aia…). Sono sensazioni mie e non solo mie suffragate da una serie di fatti avvenuti negli anni. Es: in una lotta punto a punto (escluso il
        Diluvio di Perugia) quando la Juventus ha perso un campionato ed ha avuto episodi a sfavore? Potrei invece citare gli scalpi di Roma, Fiorentina, Milan, Inter, Napoli, Torino…. tutte hanno perso sul filo di lana, e tutte più o meno potevano recriminare sugli arbitraggi (non solo rigori, ma ammonizioni scientifiche, gestione della partita, ecc…). È il mio modesto pensiero; più di vincere per me è importante vincere lealmente.

      • wwayne says:

        Questo ti fa onore. Grazie mille per questa piacevole chiacchierata, e buona notte! :)

      • rugherlo says:

        Buona serata anche a te

  17. Stefano Ferrata says:

    ah….. la sostenibile leggerezza dell’essere…quando la juve va fuori,
    al resto ci penseremo da sabato

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