Katherine Mansfield, due racconti: Alla baia – Garden-Party

Alla baia

Comincia con una descrizione dettagliata, minuziosa, acutamente sensoriale. Prima di proporre i personaggi e i loro conflitti psicologici, Mansfield descrive l’ambiente, la baia di Crescent: ciò che vedono gli occhi, ciò che si può sentire, ciò che si può annusare… “Era caduta una pesante rugiada . L’erba era azzurra, e grosse gocce pendevano dai cespugli, erano lì lì per cadere; il toi-toi argenteo e lanuginoso era fiacco sul suo lungo stelo, e tutte le calendule e i garofani dei giardini s’inchinavano fino a terra sotto il peso dell’umidità.

Sembrava che il mare fosse avanzato furtivamente nell’oscurità, che un’unica immensa ondata fosse salita gorgogliando – fino a dove? Forse, se ti fossi svegliato nel mezzo della notte avresti potuto vedere un grosso pesce guizzare per un attimo davanti alla finestra”.

Quella dei Burnell è una famiglia borghese, composta da Stanley, che ogni mattina va a lavorare in città, dalla moglie Linda, dalle tre bambine (Isabel, Kezia e Lottie) a cui si è appena aggiunto un maschietto, dalla cognata Beryl e dalla suocera Mrs Fairfield. La baia di Crescent è una località di villeggiatura, il racconto è racchiuso nell’arco temporale di una giornata estiva, Mansfield sfiora i personaggi, passa da uno all’altro senza che accada quasi nulla, fino all’ultima pagina… Spiccano le figure femminili: la vecchia Mrs Fairfield, la nonna, che deve tranquillizzare la nipotina Kezia sul fatto che non morirà mai… Alice, la domestica, che passa il pomeriggio libero a bere té in casa di una commerciante… La giovane e bella Beryl, che avrebbe tanto bisogno di un fidanzato… Infine, Linda: ha da poco avuto il quarto figlio, “le gravidanze l’avevano indebolita, stremata, le avevano tolto ogni coraggio”, “la maternità l’aveva depressa, stremata, scoraggiata. E ciò che rendeva la cosa ancora più penosa era che non amava i propri bimbi. Inutile fingere”.

Garden-Party

Gli Sheridan sono ricchi, hanno una grande villa con campo da tennis, domestici, cuoca e giardiniere, possono permettersi di affittare una piccola banda e di alzare un tendone che richiede il lavoro di quattro operai. Non viene specificato perché sia sia organizzato quello sfarzoso Garden-Party, ma l’animazione e la concitazione dei preparativi è descritta attraverso le sensazioni della giovane Laura. È una giornata perfetta, anzi lo sembra: all’improvviso arriva la notizia di un terribile incidente accaduto a un vicino. I vicini non sono ricchi, “perfino il fumo che usciva dai camini sapeva di miseria, brandelli di fumo, così diversi dai grandi pennacchi d’argento che si levavano a lenti riccioli dai camini degli Sheridan”. Si può far finta di niente e festeggiare comunque? Laura è oppressa dai dubbi, ma ha un nuovo cappello che le sta benissimo…

Mansfield descrive il dilemma morale di Laura, la lotta interiore tra il ruolo che la società le ha assegnato e i sentimenti che prova verso i disgraziati vicini. Troppo debole per ribellarsi, non può tuttavia impedire che certi sentimenti di pietà e carità le rovinino la festa.

Nata a Wellington, il 14 ottobre 1888 e morta di tubercolosi in Francia a poco più di trentaquattro anni, il 9 gennaio 1923, Katherine Mansfield ha scritto soprattutto racconti. Quando morì, l’amica Virginia Woolf annotò nel suo diario: “E adesso perché scrivere se Katherine non potrà leggerlo?”.

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