Ada nella jungla, Altan

Era l’epoca in cui Altan si divertiva a dissacrare il feuilleton, il romanzo d’appendice, la letteratura popolare, prolissa e caotica, melodrammatica e stracolma di colpi di scena, quella in cui gli autori erano pagati a numero di parole.

Altan, che da tempo predilige l’estrema sintesi nelle vignette, sembra sfogarsi nelle storie a puntate, componendo tavole che traboccano di segni. Smaschera e disseziona stereotipi, si diverte con gli eccessi, le citazioni strampalate, i riverberi grotteschi.

Ada nella jungla apparve in 13 brevi puntate su Linus, fra il marzo 1978 e il marzo ’79.

Comincia nel 1939, nei dintorni di Londra, “in un’aula del sozzo e selettivo collegio di Sbreef”: Ada Frowz è una collegiale concupita da tutti (allieve e insegnanti, soprattutto la prof. Maria). Porta i capelli a caschetto come Louise Brooks.

Un telegramma annuncia che il ricco zio Gordon sta morendo e vuole rivederla. Sul letto di morte, lo zio lascia una cifra colossale ad Ada, nulla al figlio Nancy, nato dal secondo matrimonio, e il resto delle sue immense fortune al figlio Percy (di cui nessuno conosceva l’esistenza).

Altan Ada nella jungla

Flashback 1916: rantolando, Gordon racconta di quanto rientrò a Londra dall’Africa insieme alla moglie Rita e al figlio Percy. Rita voleva il divorzio, un sacco di soldi e cominciare “una vita libera e folle”, senza doversi occupare del figlio; Gordon regala al bambino una tavoletta di “cioccolata nutriente”, un temperino e un anello d’oro, gli infila un paracadute e lo getta giù dal dirigibile, in piena jungla. Colpita da tanta determinazione, Rita rinuncia al divorzio. I coniugi ritrovano l’amore, ma il giorno dopo Rita muore d’asma…

Nancy medita vendetta. Assume Pilic, tassista slavo con l’istinto del killer. Per il giuramento sul letto di morte, Ada parte per la giungla insieme alla cameriera spagnola Carmen: “Se trovo il Percy, lui mi sposerà: così unisco l’ideale al profitto”.

Nella trama trovano spazio anche Hitler, la sua balia e Goering… Ada sente le grida dell’Uomo scimmia, immagina sia Percy, è emozionata per l’incontro ormai vicino, l’unico timore è per le ascelle che sudano, perciò si butta in un fiume, sperando non ci siano coccodrilli. I coccodrilli ci sono… Il caos è totale, ma tutto si tiene… Ada sta precipitando da un’altura quando un urlo belluino precede il volo salvifico dell’Uomo scimmia, che salva Ada e la depone, svenuta, in una capanna…

Miss Ada Frowz è insolente, sventata, ancora vergine, sognatrice, educata sulle rime dei poeti, ha paura di ingrassare, è “una stronza viziata e maleducata”, come la definirà Lola, l’africana a suo tempo amante di zio Gordon. Ada è un’eroina tutt’altro che simpatica. I personaggi simpatici scarseggiano alquanto: sono tutti cinici e opportunisti, doppiogiochisti che tradiscono la parola data.

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