The Juliette Society, Sasha Grey, 2013

Juliette Society è il nome di un club segreto e super esclusivo, formato da uomini fra i più potenti del pianeta, per “levarsi ogni sfizio, soddisfando le fantasie erotiche più sfrenate e decadenti, senza suscitare scandalo”. Juliette è la sorella lussuriosa della virtuosa Justine, il personaggio di un libro del Marchese De Sade.

Si chiama Catherine, dice di essere riuscita a penetrare nella cerchia più interna della società segreta. Eppure, si tratta di una ventunenne studentessa di cinema, che vive nel campus di un college insieme a Jack, impegnato a sostenere l’elezione al Senato di un famoso avvocato. Catherine ha ricevuto un’educazione cattolica, le hanno inoculato l’idea che il sesso e il piacere siano peccati, solo al college ha cominciato a liberarsene. Pare esserci quasi riuscita, almeno sul piano verbale: usa un linguaggio esplicito, zero autocensure, con descrizioni minuziose di ogni tipo di atto sessuale. Per circa centosessanta pagine, il romanzo non si avvicina nemmeno alla fantomatica società segreta, dilungandosi in fantasie sessuali e dotte citazioni cinematografiche, con Catherine che ci descrive le sue preferenze in ordine alla pratica sessuale e al suo lessico. Un esempio: “Lo sento spalancare una parte di me mai varcata prima”.

Ma Catherine è insoddisfatta. Sì, è innamorata di Jack, ma lo vede troppo poco coinvolto rispetto alle sue aspettative. Vuole di più. Vuole concretizzare le sue fantasie sessuali come la Séverine di Belle de jour. Il bisogno diventa irrefrenabile quando Jack la respinge due volte (prima in un voluttuoso rapporto orale, poi alla sua richiesta di picchiarla). Non sono sulla stessa lunghezza d’onda, Jack le impone un periodo di distacco.

Quando si arriva alla situazione che giustifica il titolo del romanzo, Catherine ne ha già viste e fatte tante, e i suoi studi di cinema la portano a cogliere quello che coglierà qualunque altro lettore che abbia visto l’ultimo Kubrick: questi uomini potentissimi e immorali, al di là del bene e del male, nella Juliette Society riversano un immaginario banale, la loro lussuria e le loro perversioni non fanno che ricalcare quanto mostrato da Kubrick in Eyes Wide Shut. Il Viagra per non sentire l’età, le maschere per nascondere la vera identità, lunghi mantelli, tacchi a spillo, lingerie rossa, giovani donne per appagare i propri sogni… Quasi a scusare tanta banalità, l’autrice afferma che Eyes Wide Shut è stato “inteso in senso letterale” da questi individui “ai vertici della ricchezza e del potere, liberi di vivere in base a un proprio codice morale e sessuale diverso da quello dei semplici mortali”.

Sarà l’amicizia con Anna, la più belle e disinibita fra le compagne di corso – nonché amante del professore su cui Catherine aveva focalizzato molte fantasie – a spingere la protagonista verso un nuovo mondo: quello del porno online. Di sé, ci dice: “Il mio sesso è come un gatto randagio. Famelico. Insaziabile. E io devo nutrirlo”. Perciò va alla ricerca di situazioni eccitanti. E così scopre che c’è una quantità di donne che, come Séverine, fanno sesso di nascosto, per pagarsi gli studi, o bei vestiti, o vacanze. O semplicemente perché gli piace farlo.

Californiana, Sasha Grey è lo pseudonimo assunto da Marina Ann Hantzis (14 marzo 1988), attrice prima di intraprendere la carriera da scrittrice.

I suoi genitori divorziarono quando aveva cinque anni e lei crebbe con la madre, risposatasi nel 2000. Ha frequentato il Sacramento City College, preso parte a corsi di cinema, danza e recitazione; conclusi gli studi, ha lavorato come cameriera a Sacramento, per poi trasferirsi a Los Angeles nel maggio 2006. Si è dichiarata atea e bisessuale. Ha fatto la modella e la cantante. Ha vinto premi come attrice pornografica, tra il 2007 e il 2010; il primo nome d’arte è stato “Anna Karina”. Protagonista di un film di Steven Soderbergh The Girlfriend Experience (2009), ha poi recitato in Smash Cut (2009) e interpretato se stessa nella serie televisiva Entourage.

Juliette Society è il suo secondo romanzo.

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