The Rolling Thunder Revue [id.], Martin #Scorsese, 2019 [filmTv59] – 8 #Dylan. #Ginsberg. #SamShepard. #SharonStone. #JoanBaez. #JoniMitchell. #PattiSmith.

Quando fa documentari, Scorsese sa come scomparire, come farsi da parte. Resta “autore”, con le sue idee e il suo immaginario visuale, ma si cala nella dimensione di chi vuole raccontare gli altri. Penso a Fran Lebowitz, alla serie sulla storia del blues, a Shine a Light sugli Stones, e il vertice assoluto resta The Last Waltz (devo rivederlo, appena possibile).

Stavolta, Netflix mette a disposizione ciò che Scorsese ha distillato dalla più strana delle tournée di Dylan, mentre Nixon era con l’acqua alla gola e si celebrava il bicentenario dell’indipendenza, attraversando in pullman la provincia del New England e del Canada orientale. Realtà e finzione si confondono, Dylan è un mito che mastica e sputa ingredienti diversissimi. Dipinge la faccia di bianco, dopo aver visto i Kiss insieme alla violinista Scarlet Rivera. La Rolling Thunder Revue propone concerti da due-tremila persone: chi c’era, non potrà mai dimenticarlo, ma dal punto di vista finanziario, il tour fu un disastro.

Scorsese alterna immagini di repertorio a testimonianze dei nostri giorni. “Avrei potuto cantare con Joan anche nel sonno” commenta Dylan “mentre dormo sento la sua voce”. Bob va a visitare una riserva pellerossa e si commuove nel ricevere una medaglietta. Insieme ad Allen Ginsberg siede sull’erba davanti alla tomba di Jack Kerouac, ed ecco comparire una piccola fisarmonica. Al Gerde’s Folk City, una giovane, magrissima poetessa declama un testo che sembra presagire il punk, si chiama Patti Smith, ad ascoltarla c’è anche Bob. Alla carovana si unisce Joni Mitchell, che dall’esperienza ricava Coyote. Ormai uscito dal carcere, Hurricane ricorda le chiacchierate con quel cantante bianco, l’impatto che ebbe la strepitosa ballata. Compare anche Sharon Stone, era una ragazzina, immaginò che Just Like a Woman l’avessero composta per lei. Poco prima che morisse, Scorsese è riuscito a intercettare anche Sam Shepard, che alla tournée lavorò come tuttofare.

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