Più 11 a meno 8

Undici vittorie in avvio del girone di ritorno, nessuno le aveva mai fatte: andrebbe spiegato a Sconcerti e a quelli che parlano di un campionato modesto. È così modesto, che hanno appena vinto tutte le prime 7 della classifica e forse non basteranno 73-74 punti per andare in Champions. Mai successo prima.

La sesta vittoria con un solo gol di scarto – come la Juve di Allegri, che però veniva esalatata a modello – è venuta grazie a un capolavoro geometrico di Lukaku e Hakimi, finalizzato da Matteo Darmian, uno di quei calciatori che gli allenatori valutano meglio dei tifosi, se è vero che ha giocato più di 100 partite in Premier League (nello United, non nel Burnley) e 31 in Nazionale. Darmian aveva cominciato la partita come laterale destro, ha segnato agendo da laterale sinistro su percussione del laterale destro appena entrato.

Nessuna parata significativa di Handanovic, una pressione costante e molti tiri da fuori area. Ma Sanchez ha fallito l’occasione di farsi vedere dal primo minuto e l’assenza di Barella non è stata compensata da Sensi. La traversa di De Vrji sembrava preludere a una giornata deludente, ma Conte poteva estrarre dalla panchina Lautaro e Hakimi, e tanto è bastato. Semmai, non arrivo a capire perché sostituire sia Sensi che Eriksen, rinunciando al palleggio.

Si andrà a Napoli con la massima tranquillità. Si può perdere e restare a più 8, osservando gli sviluppi di un’Atalanta-Juve mai così equilibrata… Vedendo le bizze di Ibrahimovic e CR7, il tifoso dell’Inter può compiacersi di avere Lukaku, uno per cui la squadra viene sempre prima del singolo. E se guardiamo al rendimento di questa stagione, quanti sono i calciatori dell’Inter che Conte ha migliorato? Almeno 7-8. Anzi, ci sono almeno 7-8 elementi della rosa che allenati da altri non mi danno garanzie di conferme ad alti livelli. Ma voglio dire due parole sul “bel giuoco”.

Il resultadismo è la cifra che distingue il calcio dagli altri sport di squadra: giocare bene e perdere è un ossimoro, dare spettacolo senza vincere è uno spreco, ogni vittoria, comunque ottenuta, procura piacere.

Per vincere, occorre abilità e fortuna. La fortuna è imprevedibile, la qualità no. La qualità discende dalla tecnica individuale e dall’apprendimento di un certo numero di schemi. Ma tutto dipende dai due aspetti su cui batteva e ribatteva Johan Cruyff: far girare rapidamente il pallone, sapendolo controllare a qualunque velocità arrivi. Il controllo del pallone è l’essenza della qualità.

L’Inter ha una rosa tecnicamente non eccelsa, lontana anni luce da quella del Triplete. Può far girare velocemente il pallone solo tramite automatismi (vedi il gol di Lukaku contro il Sassuolo), molti elementi manifestano qualche limite nel controllo del pallone, soprattutto se arriva ad alta velocità. Inserire Eriksen è stato faticoso, veder giocare insieme Eriksen e Sensi sembrava impossibile. Ma Conte è riuscito nel miracolo di bloccare la difesa alzando il tasso tecnico della squadra (rinuncia a Vidal e Young a vantaggio di Eriksen e Perisic). Dategli due centrocampisti di alto livello, ad Antonio Conte, se volete chiacchierare di estetica.

21 Responses to Più 11 a meno 8

  1. La sostituzione di Sensi e Eriksen mi ha molto preoccupato. Infatti, abbiamo cominciato a soffrire il forcing del Cagliari, senza ripartire più. Avrei cambiato solo Sensi, che non giocava da tempo.
    Comunque, stiamo cercando il pelo nell’uovo, perché questa squadra, talvolta in scioltezza, altre soffrendo, sta facendo molto bene, come non mi sarei aspettato a metà girone di andata.

  2. Veniamo da dieci anni di Inter brutte e perdenti.
    Anche se fossimo così brutti, e non lo siamo, mi sembrerebbe folle lamentarsi.

  3. piero72 says:

    Sacchi ha rovinato il calcio e dovrebbe essere internato anzichè dare giudizi, Ravanelli è un dopato, Cassano in cerca di visibilità. Ma anche se a criticare fosse Arsene Wenger (mio autentico pallino l’alsaziano) al sottoscritto dell’estetica importa giusto zero. A incidere deve essere l’organizzazione di squadra e da questo punto di vista Conte non presenta difetti (nemmeno Spalletti però al netto dei casini di spogliatoio). L’ultima Inter bella e ariosa, siamo sempre nel campo dei giudizi personali, è stata quella del primo biennio del Mancio che riuscì comunque a farci riemergere dall’oblio. Quindi dopo quasi due anni di patimenti interiori per l’arrivo di due personaggi assolutamente non affini al mio modo di vivere e interndere l’Internazionale FC non esito a gridare: evviva Antonio Conte (marotta no mi sta ancora sulle balle)

    • Rudi says:

      Veron + Pizarro, per tacere di Cruz e Crespo…

      • piero72 says:

        Figo Cambiasso Veron Stankovic più l’Imperatore Adriano che mi faceva sbavare. Pizarro avendolo visto spesso dal vivo a Udine ero convinto fosse l’uomo ad hoc per il calcio pensato dal Mancio: delusione

    • claudiopaga says:

      In che senso Arrighe ha rovinato il calcio? Tutto da solo? dov’eva essere un vero genio del crimine allora, riuscendo nel frattempo anche a vincere due coppe campioni e ad arrivare ad un paio di rigori dalla coppa del mondo.

      • piero72 says:

        Per me falli e pressing sistematici, tanta corsa a scapito della tecnica hanno rovinato il calcio. Due coppe campioni figlie della nebbia di Belgrado, di uno Steaua stranamente docile (solo qualche mese prima avevano spaccato Klinsmann in amichevole) e di un rimpallo al 90’ col Benfica. Il mondiale stava per vincerlo Baggio che, fosse stato per lui, manco avrebbe giocato essendo un artista. E comunque dopo il 1994 che ha fatto? Sul grande bluff sacchi combatto e combatterò sempre

  4. Interator says:

    Rido a leggere commenti sul bel calcio. Anche se rispettassimo dei canoni estetici arriverebbero altre critiche pur di sminuire questa cavalcata.
    Godiamoci il successo e lasciamo le chiacchiere da bar agli altri

  5. Bruno Sala says:

    Buongiorno Rudi,

    la statistica piu’ sorprendente, e che evidenzia al meglio la malafede della critica, e’ quella mostrata ieri da DAZN: l’Inter e’ la squadra che ha fatto piu’ gol su azioni con piu’ di 8 passaggi consecutivi, con quello di ieri ben 13!!

    Se non e’ sintomo di “giuoco” questo, non riesco a immaginare cosa lo possa essere…. Forse diranno che 13 su 69 e’ una percentuale bassa?

  6. Rob Seve says:

    sia Sensi che Eriksen…. magari uno è fuori forma ma ha giocato al massimo delle sue possibilità e l’altro è preservabile….
    Rudiii ma hai mai giocato a pallone? e in che ruolo? io solo tra i dilettanti con allenatori dilettanti meno uno….
    ora gioco con la squadra dei dottori… non si sa mai,… uno ha rimesso una lussazione del gomito in campo, velocissimo… ma era il cavadenti del gruppo e il gomito non si piega più ad ombrello…., devo stare attento, non si sa mai con chi capiti…

    (marotta no mi sta ancora sulle balle)
    Rudiii rispetto pure i tuoi commentatoriiiiiiii, sulla mia chat interista li prendo a pernacchieeeee…

    • Rudi says:

      Terzino, scarsissimo, per 4-5 anni non superavo la metà campo. Meglio a sinistra, anche se ero destro. Difetto: non facevo mai fallo.

      Centravanti, un solo anno, per mancanza di alternative. Ero una specie di Inzaghi, Pippo, segnavo da due metri, ero furbo sui rimpalli.

  7. Jorge Mungand says:

    La squadra è forte, ne resterei convinto anche se dovessimo fare un mezzo disastro (Dio non voglia) nella parte finale del torneo.
    Molto merito a Conte, continua a non ispirarmi nessuna simpatia ma ha dato un’impronta tattica decisissima e concordo su quanto dici: ha sensibilmente migliorato, a livello tecnico, diversi elementi della rosa.
    Senza contare che le “difficoltà societarie” sembrano non aver avuto alcuna ripercussione sulla squadra e qui i meriti se li prendono tutti quelli che sono qui in Italia a metterci la faccia, Marotta compreso (ah, da quando non è più l’Inter ad essere in arretrato con stipendi e pagamenti di quota noto che si parla un po’ meno delle singole società e un po’ più della “crisi del sistema calcio”, chissà poi perché).

  8. La più grossa differenza con il passato (che è anche il maggiore merito di Conte) è che la squadra non accetta altro risultato oltre alla vittoria.
    Negli scorsi anni in certe situazioni di partita (come negli ultimi minuti di ieri) la squadra si “preparava”, come noi tifosi, a prendere il gol del pareggio. Si sapeva che andava a finire così, era inevitabile.
    Frasi come “figurati se ora non pareggiano”, “guarda se ora non facciamo un errore in difesa” erano ricorrenti, nella nostra testa e nella testa dei giocatori.
    Adesso no, coltello tra i denti non si molla niente.
    Per farci gol devono buttare il sangue, nelle ultime 11 gare l’unico gol pulito ce l’ha fatto il parma, gli altri sono stati frutto di rimpalli e carambole varie.

    • antonior66 says:

      Eh, nella mia testa questo concetto è rimasto. :) piuttosto, faccio notare che quando la squadra è stata raggiunta, hanno segnato poco dopo il gol del 2-1. Mi viene in mente il ritorno con il Torino e la partita a Verona, a questo proposito.

  9. claudiopaga says:

    Vedo che ora c’e’ gran voglia di salire sul carro del vincitore, giustamente anche :-)
    A me invece Conte continuera’ a non piacere, vincesse anche 5 scudetti di fila, sopratutto come personaggio. E non mi son piaciute neanche le sue ultime dichiarazioni, quelle di com’e’ stato difficile venire all’Inter, di quanto avesse da perdere, che fanno il paio con quelle di agosto quando si lamentava della stagione dura e che doveva pensare alla famiglia. Essere l’allenatore dell’Inter e’ un onore, se lui fa troppa fatica non c’e’ problema, se ne trovera’ un altro al suo posto bravo uguale.
    E’ un campionato in cui anche l’Atalanta ed un Milan guidato da un quarantenne stan davanti alla Juve, non penso ci volesse un’impresa per vincerlo.

  10. Quando affronti squadre chiuse che giocano per il pareggio devi far girare la palla velocemente, giocare di prima. Oppure sperare nella giocata individuale, il tiro da fuori, il calcio d angolo.
    Vincere è importante e aiuta a vincere a livello mentale. Ma per vincere possono bastare anche delle sim svizzere, non può essere l unica cosa che conta. Meglio un solo campionato con Wenger che non 9 con Allegri e company. (anche se allegri lo stimo come allenatore)
    Ho letto, ma non ricordo su quale sito, che la maggior parte dei ragazzi, delle nuove generazioni, preferisce guardare gli highlight delle azioni importanti piuttosto che le partite intere.
    Estetica poi è una parola che non c entra nulla, chi tiene palla fa correre gli altri, si difende attaccando, lo spazio è l attaccante aggiunto, è la palla che corre non i calciatori.

  11. rugherlo says:

    Ma il caro Sconcerti, il famigerato corsport dove erano negli ultimi 9 anni quando la Juventus (a parte il Napoli di Sarri) vinceva contro il nulla assoluto? 9 anni di dittatura e non appena calano, tac: si parla di playoff e serie A modesta.
    Ma parliamo un po’ della mia Inter: finalmente è dove deve essere: bravi i ragazzi, Conte Oriali e Marotta.
    Felice per Darmian: bravo!
    Ps: Anto’ Trap2.0 quando toglie Eriksen- Sensi per Gagliardini-Vecino; ma al momento chissenefrega. Forza Inter.

  12. willerneroblu says:

    Quando gioca l’Inter e in ballo abbiamo la matematica certezza per la qualificazione alla Champions…ecco ogni partita per me diventa una via di mezzo tra una seduta psichiatrica e spiritica ..i miei figli non mi sopportano! Per cui l’unica variazione estetica che mi interessa è cucire sulla magl…….

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