No alla #SuperLega, naufragata già prima del varo

Rivincite ha tre anni, non era difficile immaginare questo disastro… Di certe dinamiche ho scritto spesso sul blog, nessuno potrà meravigliarsi della mia netta contrarietà al progetto della “Superlega”.

Mi dispiace che anche l’Inter faccia parte della “sporca dozzina”, e certo non cambio idea perché gli interessi a breve della proprietà cinese spingono all’alleanza fra i club più indebitati del mondo. Essere al traino delle ambizioni di mentitori seriali come Florentino Perez e di Agnelli mi sembra una delle pagine più nere della storia nerazzurra: stimavo Marotta, ma si è prestato a favorire il rialzo in Borsa della Juve…

Di “super”, questa lega ha solo i debiti. E nel modo in cui è stata annunciata, non funzionerà mai. Senza tedeschi e francesi, olandesi e portoghesi, persino la platea televisiva diventa asfittica. Delle 65 edizioni della Coppa dei Campioni, mancano i vincitori di ben 22, e fra i 12 stanno società che non l’hanno mai vinta. Già questo fa capire l’abissale differenza con l’Eurolega di basket – competizione che disprezzo, perché contano i soldi per pagare le licenze, ma che pure è riuscita ad attrarre tutte le squadre migliori. Si coprono di ridicolo quelli che propongono paragoni con la NBA, non sanno di che parlano.

La mia metta contrarietà, tuttavia, non va confusa con gli argomenti usati dalle “caste” di Uefa e Fifa, che hanno accompagnato la demolizione del calcio, introducendo regole come il Fair Play Finanziario e assegnando i Mondiali al Qatar. Quanto a quel che penso di chi ha diretto Lega Calcio e Federcalcio nell’ultimo quarto di secolo, lo tengo per me, non ho voglia di pagare avvocati…

Il calcio del XXI secolo vive una profonda crisi. Non è decollato negli Stati Uniti e nemmeno in Giappone, India, Corea e Cina (l’ultima squadra scudettata è stata sciolta). L’Africa è rimasta un buco nero e il Mondiale nella casa di Mandela non ha sedimentato nulla. E nonostante l’infinita, cieca passione dei tifosi, il calcio si è nettamente indebolito anche in Sudamerica, continente depredato di campioni e con squadre piene di debiti. Per settant’anni, il Sudamerica aveva primeggiato, vincendo più Mondiali della ricca Europa, e costringendo le ricche squadre europee a perdere tante finali della Coppa Intercontinentale, banalizzata in Mondiale per Club; in 14 delle ultime 15 edizioni hanno vinto squadre europee (21 delle ultime 26, mentre 16 delle prime 24 coppe erano andate oltre oceano).

Una “superlega” c’è già, nei fatti. Se guardiamo alle ultime 10 edizioni della Champions League, vediamo che 6 club vi hanno sempre partecipato: Real Madrid, Barcellona, PSG, Bayern, Manchester City e Juventus. Per 9 volte su 10 ci sono state anche Chelsea e Dortmund, 8 volte l’Atlético. Sono le due milanesi e qualche inglese ad apparire miracolati dalla formula dei Club Fondatori.

Una “superlega c’è già, nei fatti, anche a livello dei singoli campionati. Da quando esiste il FPF, la Juve ha vinto 9 scudetti su 9, in Spagna se li sono divisi Barcellona (5), Real (3) e Atlético (1), in Francia il PSG ne vinti 7, Monaco e Montpellier uno a testa, il Bayern ne ha conquistati 8 lasciandone uno al Dortmund, e solo la Premier League ha visto un certo equilibrio competitivo: 4 City, 2 Chelsea, uno United, Leicester e Liverpool.

Per avere qualche possibilità di successo, una “superlega” doveva imbarcare fin dall’inizio Ajax e PSV, Bayern e Dortmund, PSG e Marsiglia, Porto e Benfica. L’idea di 15 “fondatori” e 5 “invitati” a rotazione è priva di senso: chi mai avrebbe voglia di fare dentro/fuori da un simile universo parallelo? E con quali arbitri pensano di gestire le partite?

L’arroganza dei ricchi, infine, non ha fatto i conti con l’opinione pubblica, e la scelta dei tempi – in piena pandemia – aggiunge cinismo al calcolo finanziario. L’Europa, se vuole, può rapidamente imporre regole che farebbero morire questa lega nella culla. Il “No al calcio moderno” non sta più solo in certe curve.

La parabola di questi 12 arroganti somiglia a quella dei Millonarios di Bogotà, che un tempo scipparono al River Plate la Saeta Rubia, Alfredo Di Stéfano.

16 Responses to No alla #SuperLega, naufragata già prima del varo

  1. wwayne says:

    https://www.tuttomercatoweb.com/rassegna-stampa/e-nata-la-superlega-la-i-gazzetta-i-senza-big-serie-a-a-18-e-due-retrocessioni-1523483
    Secondo la Gazzetta si stanno già organizzando per un campionato senza le 3 big. Che siano invenzioni giornalistiche o notizie fondate, resta il fatto che l’Inter è riuscita a rovinarsi la festa scudetto, perché dovrete celebrarlo con l’angoscia di chi sa che potreste venire estromessi dal campionato. Ne valeva la pena?

    • Jorge Mungand says:

      Diciamo che sono altre le cose che mi tolgono il sonno, anche il più grande oppositore della Super Lega faticherebbe a sentire la mancanza di un campionato come la Serie A degli ultimi anni

      • wwayne says:

        Ma no, negli ultimi anni la serie A ci ha regalato delle grandissime emozioni. Ad esempio, nel campionato 2018 – 2019 la volata salvezza a 3 tra Empoli, Fiorentina e Genoa è stata in bilico fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata, e da tifoso viola ti posso assicurare che è stata una scarica di adrenalina pazzesca.

  2. Ad eccezione delle spagnole, tutte le altre 9 hanno come proprietà holding straniere.
    Non che il calcio padronale fosse pura poesia, ma ormai funziona come qualsiasi altra economia globale governata da corporations.
    Qualsiasi legame territoriale si è rotto. Credono di poter fare a meno di centinaia di migliaia di tifosi autoctoni, nauseati, e guadagnarne a Pechino, a Doha, a Los Angeles.
    È a tutti gli effetti una forma di delocalizzazione.

  3. rubensosa80b rubensosa80 says:

    Secondo me hanno tutti debiti verso JP Morgan :)

    ps. non mi pare che atalanta, fiorentina, lazio, torino ecc….si siano preoccupate dei tifosi o dei debiti quando incassavano svariati milioni per gagliardini, bernardeschi ecc…

    • wwayne says:

      Loro per sopravvivere snaturavano la loro squadra. La sporca dozzina per sopravvivere vuole snaturare l’essenza stessa del calcio.

      • rubensosa80b rubensosa80 says:

        Prima ero contrario alla superlega…dopo aver sentito Infantino, Macron, Ceferin, Tardelli, Guardiola e De Zerbi….sono diventato favorevole.

  4. Interator says:

    Non mi spaventa tanto l’idea della Super Lega (ma Zhang dov’era nei mesi scorsi? non era sparito?), quanto andare a braccetto con AA, Perez e gente di questo calibro.
    E’ nel nostro DNA non goderci un anno positivo o una vittoria (Madrid, Mou se ne è andato; vittoria Supercoppa, Benitez se ne è andato, scudetto 2008 vinto al cardiopalma, sfuriata di Mancini ecc.).
    Comunque, come scrive Jorge Mungand, sono altre le cose che tolgono il sonno

  5. Gert 58 says:

    Boh…la mia sensazione è che questa storia della superlega serva a fare pressione sugli organismi europei per riformare la champions…guarda caso è già stata annunciata una riforma della champions in quella direzione…rientrerà tutto!

  6. brex67 says:

    Non so, sono perplesso.. a parte i vantaggi economici non ne vedo altri.
    Non so quanto possa interessare ad un tifoso giocare con Real Madrid Liverpool etc quando poi finisci in classifica dal decimo posto in giù perché oggi come oggi in base ai valori delle squadre questa sarebbe la posizione delle italiane…
    in una super Lega le Italiane equivalgono ad un Sassuolo o un Verona…..

  7. Luigi Baragiola says:

    Ripenso, oggi non con malcelata tristezza, alla “tensione-adrenalica” di 11 anni fa come oggi .
    A quest’ora si stava per partire e imBARCArsi verso il Meazza per la semifinale di Champions contro i Catalani: il Capolavoro di José Mário dos Santos Mourinho Félix.
    Abbracci a tutti da luigi.

  8. willerneroblu says:

    Essere accostati ad un bugiardo seriale…questo è un cambio radicale che si insinua aiutato dalla pandemia ! Non sarà più calcio ma una zozzeria all’americana dove gli stadi saranno piccoli, riempiti da sponsor,spettatori con coca cola,battimani di plastica e cellulare sotto gli occhi sempre;gli spettatori televisivi saranno quelli di Pechino.Miami,Nuova Delhi! A questo punto,lo dico con la morte nel cuore,io che da domenica sera speravo che lo Spezia avesse dieci squalificati e tre con la diarrea e facevo tutte le tabelle possibili anti rimonta,penso che se veramente questa porcata parte ad agosto il campionato non sia da validare! Voglio i gradoni,la pioggia nella schiena,il panino al cotto rancido,le partite alle 14.30 …..sto pensando che forse l’ultima partita che ho visto nella mia vita e per la quale ho sofferto è stato il derby vinto 4-2 saltando come un bambino coi miei figli ebbro di una gioia fanciullesca che non tornerà mai più!

  9. metalupo says:

    Ho già il vomito di tutta ‘sta storia.

  10. Roberto Di Giuseppe says:

    Provo anch’io a scrivere alcune riflessioni. Sto cercando di leggere molto sul tema. Nel comunicato di Florentino Perez mi ha colpito il riferimento al “quadro condiviso del controllo della spesa”. Che mi fa pensare al salary cap. Certamente ci sarebbero molte opzioni di gran lunga migliori del demenziale fair play finanziario. Non dimentico che siamo arrivati a questo perchè, ben prima della pandemia, abbiamo visto ai vertici del calcio personaggi indecenti come Blatter e Platini (chissà che lady Renata non abbia visto bene, tanti anni fa). Penso che abbiamo assistito ad una dimostrazione muscolare volta principalmente ad assumere una posizione forte in vista di una negoziazione, che arriverà ad un compromesso. Soluzione che, comunque, sposterà verso la ricerca di aumenti del valore della produzione mediante un aumento dell’offerta. Temo però che stiano commettendo un errore clamoroso. Oltre un certo limite, la domanda di un prodotto diviene “anelastica”. Significa che non risponde più all’aumento dell’offerta. In parole povere: Real-Barcellona, il clasico, mi attira perchè si gioca due volte l’anno. Se me la propongono “ogni due per tre” non mi interessa più. D’altra parte, se una soluzione non convince il Bayern Monaco…. Per adesso mi fermo qui.

  11. rugherlo says:

    Non sono ne pro ne contro #Superlega. Sono contro gli ipocriti che parlano di “calcio dei tifosi” quando Uefa, Figc e Fifa uccidono il calcio da anni.
    Uefa permette a Psg di comprare Neymar e Mbappe per 400 milioni ma squalifica Milan dalle coppe e impedisce a Inter di comprare Rafinha e Cancelo.
    Figc permette un campionato dove oggi non si sa quando si recupererà Lazio Torino (doveva essere la 25^ giornata)
    Permette che un solo giocatore guadagni 1/10 in più di tutta una società dello stesso campionato.
    Dà piu soldi a un club se retrocede di quanti ne dia per salvarsi.
    Per vedere la tua squadra devi fare 2 abbonamenti.
    Fifa: organizza un mondiale svendendo ai ricchi emiri qatariori. Stravolge tutto e il mondiale si farà in inverno, durante la stagione.
    Muoiono persone sul lavoro mentre costruiscono gli stadi in Quatar con operai sotto pagati a cui si ritira il passaporto…!
    Il calcio dei tifosi e della meritocrazia…

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