La tigre bianca [The White Tiger], Ramin Bahrani, 2021 – [filmTv73] – 7

Nato negli Stati Uniti da immigrati iraniani, il regista ha ricevuto la nomination all’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale, adattando l’omonimo romanzo (2008) di Aravind Adiga. Il film è interpretato da Adarsh Gourav, al suo primo ruolo da protagonista, insieme a Rajkummar Rao e Priyanka Chopra, che sono anche i produttori esecutivi. Uscito nelle sale il 13 gennaio, Netflix l’ha distribuito pochi giorni dopo.

La voce fuori campo è quella di Ashok, un trentenne indiano che si è rapidamente arricchito grazie a una startup di Bangalore; rivolgendosi al primo ministro cinese, in visita in India, Ashok (non è il suo vero nome) racconta la storia della sua vita.

Nato in un poverissimo villaggio del nord con il nome di Balram, riuscì a farsi assumere come autista (secondo autista, per la precisione) da una famiglia tanto ricca quanto corrotta. Trasferitosi a Delhi, Balram insegue l’ascensore sociale in un sistema ancora segnato dalla predestinazione delle caste. Il suo destino sarebbe fare il servitore, ma è mosso dal desiderio spasmodico di uscire dalla povertà, dalla sottomissione. Subirà soprusi terribili, degni di uno schiavo, a cui non potrà ribellarsi direttamente, per non mettere a rischio la vita dei parenti.

Balram è scaltro, osserva e impara. Riesce a guadagnare la fiducia di uno dei padroni – sposato a un’indiana-cresciuta negli Stati Uniti, amante del lusso ma incapace di accettare certe tradizioni – e, al dunque, non avrà alcuna pietà…

L’India si autodefinisce “la più grande democrazia del mondo”, ma il sistema delle caste continua a schiacciare larga parte della popolazione, togliendo ogni valore alla vita di chi sta più in basso. Sulla povertà di massa, si staglia la sfacciata corruzione della classe politica. Anche se il successo di Balram/Ashok si sporcherà di sangue innocente, il pubblico non potrà che assolverlo da ogni peccato.

#Oscar2021

2 Responses to La tigre bianca [The White Tiger], Ramin Bahrani, 2021 – [filmTv73] – 7

  1. Pingback: #Oscar2021 | RUDI

  2. wwayne says:

    Non mi stupisce che sia piaciuto tanto agli americani, perché pur essendo ambientato in India riflette in pieno la loro mentalità spregiudicata, la loro disponibilità a passare sopra tutto e tutti pur di raggiungere i propri scopi. Anche “Le idi di Marzo” coglie in pieno questa mentalità tipicamente americana.

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