La lontananza, sai, è come il vento: riappare Zhang

Arriva venerdì, no sabato, no è atteso giovedì… Invece, è atterrato ieri, con un volo privato, e già questo dimostra cosa sappiano i giornalisti delle vere intenzioni di Suning: i più scaltri arrivano a indovinare qualche dettaglio, ma la sostanza continua a sfuggire a tutti…

Steven Zhang lasciò l’Italia lo scorso 7 ottobre, dunque il presidente dell’Inter Milano – quella del nuovo logo, e presto del nuovo inno – per più di 200 giorni è rimasto a 12mila chilometri dalla sua creatura.

Duecento giorni sono un’enormità, la pandemia non li giustifica. I cinesi sanno dissimulare l’imbarazzo, ma in questo intervallo di tempo ha covato una sorda ostilità verso una proprietà che si era annunciata con slogan roboanti e poi rimandava il pagamento degli stipendi. Andrebbe studiato come questa lunghissima assenza sia servita a Conte e a Marotta per reggere l’urto della tremenda eliminazione dalle Coppe (avessimo giocato l’Europa League sarebbe stato diverso) e del grottesco mercato invernale, quando non si trovarono due milioni per ingaggiare Dzeko.

Adesso, pare che Suning non abbia più tutta questa fretta di vendere, e si garantisca un “prestito ponte”, ma spero che qualche giornalista abbia il coraggio di chiedere conto a Zhang della complicità con Agnelli nel fallito golpe della Superlega; complicità non sappiamo quanto condivisa con Marotta, ma ricordo che subito dopo le dimissioni dalla presidenza dell’ECA di Andrea Agnelli, anche Steven Zhang aveva comunicato di lasciare l’executive board dell’associazione, dove si era insediato nel settembre del 2019.

I giornalisti più temerari potrebbero, inoltre, chiedere perché da quel progetto scellerato l’Inter avrebbe incassato solo la metà o un terzo della Juve; e resta sullo sfondo anche il futuro dell’area di San Siro, alla vigilia di elezioni Comunali da cui potrebbero derivare nuovi, ulteriori ritardi (lo Stadium fu inaugurato l’8 settembre 2011).

Ma al tifoso interessano soprattutto altre cose.

Resterà Antonio Conte? Verrà, almeno in parte, accontentato?

Capissero di calcio, questi cinesi, sarebbe loro chiaro che si può aprire un’opportunità eccezionale. Almeno una fra Juve e Milan non giocherà la prossima Champions. Torneranno Sarri, Spalletti e forse pure Allegri, ma dovranno ricostruire dalle macerie, mentre Conte ha già consolidato un impianto valido per otto o nove undicesimi. Partendo dalla prima fascia, anche il sorteggio Champions fa un po’ meno paura: agli Ottavi si può arrivarci, con qualche ritocco e un po’ di fortuna ci si può arrampicare fino ai Quarti. Arrivare, cioè, dove “la potenza di Suning” ci aveva promesso: stabili “fra le prime 10 squadre d’Europa”.

A chi afferma che l’Inter deve gratitudine a Suning, replico che è più vero il contrario. In un mondo in cui la reputazione è tutto, è Suning che deve ringraziare l’Inter. Simbolicamente e propagandisticamente, non ha prezzo diventare la prima proprietà straniera a vincere in Italia, anzi il primo gruppo cinese a vincere un trofeo nello sport occidentale. In un mondo in cui la reputazione è tutto, Steven Zhang deve almeno prometterci di non assecondare mai più i progetti di Andrea Agnelli.

13 Responses to La lontananza, sai, è come il vento: riappare Zhang

  1. rubensosa80b rubensosa80 says:

    Ma secondo te Conte ha altre pretendendi pronte ad acconternarlo? E’ vero in che in premier la settima e l’ottava in classifica possono permettersi mourinho e ancelotti ma non mi sembra ci sia tutto questo mercato per lui.

    • wwayne says:

      Il bello è che il Tottenham ha fatto i ponti d’oro a Mourinho per ricavarne 2 piazzamenti in zona Europa League che avrebbe ottenuto anche con un Serse Cosmi qualunque. Vale lo stesso discorso per l’Everton e Ancelotti.

  2. wwayne says:

    Dal punto di vista tecnico l’Inter ci avrebbe guadagnato moltissimo nel sostituire Pinamonti con Dzeko, ma dal punto di vista economico sarebbe stato un investimento onerosissimo su un giocatore che può garantire solo pochi anni ad alto livello, e quindi è stato giusto lasciar perdere.
    Comunque fossi in te non parlerei di 2 milioni come se fossero noccioline, perché ora come ora l’Inter non è in grado di pagare neanche le rate dei giocatori già comprati, quindi adesso va razionata anche l’acqua delle docce (un po’ come il Parma quando stava per fallire: chiaramente vi auguro che con voi non si arrivi a quel punto).

  3. Luca Beretta says:

    Non sto più nella pelle per gli editoriali frignanti di Zazzaroni & friends sulla situazione finanziaria dell’Inter.
    È un bel momento per essere interisti!

  4. claudiopaga says:

    Eppure le cose sono andate benissimo quando se ne stava a 12k chilometri di distanza, poteva aspettare ancora qualche giorno prima di rifarsi vivo in Pinetina :-)

    Immagino che piu’ che con questa derelitta Serie A la visibilita’ Suning l’avrebbe con i quarti/semi di Champions, probabilmente e’ per questo che a Suning andava bene la Superleague anche a meta’ incasso della Juve.

    Come scrivi tu bisogna essere bravi a scovare i 2-3 giocatori che ci mancano per il prossimo passo, perche’ e’ inutile riprovare ogni volta a prendere Kante dal Chelsea che manco ti danno Marcos Alonso. A me piacerebbe vedere Verratti in nerazzurro, magari proporre uno scambio con Eriksen che da noi non ha mai davvero funzionato e al PSG ritroverebbe Pochettino?

  5. Jorge Mungand says:

    Al solito riesci a mettere in evidenza gli aspetti più meritevoli di considerazione.
    Le domande che poni sono tutte legittime, la verità è che ad oggi abbozzare risposte sarebbe ozioso: entro un paio di mesi ( e per allora potremmo esserci cuciti lo scudetto sul petto) sarà il momento dei fatti e sapremo quali sono le reali intenzioni di una società che ha commesso pesanti errori e sembra non garantire nulla, ma ha pur sempre messo in piedi una squadra che ci ha fatto e ci sta facendo brillare gli occhi.

    Ultima considerazione, oziosa come tutte le altre: i nostri giocatori non sono interisti di nascita, né lo sono quelli che ce li hanno ceduti. Se non si è sollevata una rivolta e una tempesta legale e mediatica, con ingiunzioni di pagamento e libri in tribunale, è perché chi deve essere pagato sa che verrà pagato, nonostante le elaborate analisi finanziarie che sentiamo proporci da chi non riesce ad accettare che quest’anno stiamo facendo un capolavoro.

  6. rugherlo says:

    Anzitutto godiamoci il presente che vuol dire ormai un quasi scudetto grandissimo per le condizioni in cui è maturato. La domande sono due: si troveranno Zhang e Conte? Resterà Marotta? Nel 1^ Caso penso si troveranno a metà strada (squadra rinforzata senza stravolgimenti causa situazione economica). Nel 2^ (che trovo anche più importante del 1^) spero prpio in una conferma. Poi ci sarebbe lo stadio: tra incertezze societarie e i tatticismi di Sala di sta perdendo troppo tempo. D’altronde non siamo la Juve (per carità …) e non c’è un Fassino come sindaco.

  7. wwayne says:

    https://www.tuttomercatoweb.com/serie-a/inter-dall-inghilterra-il-chelsea-fa-sul-serio-per-lukaku-pronta-offerta-da-piu-di-100-milioni-1527488
    Dall’esito di questa trattativa capiremo se siete con l’acqua alla gola oppure no. Perché se l’Inter prenderà anche solo in considerazione l’eventualità di cedere il suo trascinatore, allora vuol dire che la situazione è veramente grave.

  8. Paolo Sproviero says:

    Errore strategico aderire ad un progetto a dir poco urticante e malcostruito, inseguendo l’illusione di risolvere i problemi di finanziamento in un sol colpo, però si tratta d’imprenditori che competono in una economia mondiale che devono fare i conti anche con certi stringenti indirizzi di politica economica nazionale e a mia volta non m’illudo sui loro scopi sociali. I fatti sono questi e sono anche le centinaia di milioni immessi in una realtà che era già indebitata e a rischio fallimento prima del loro arrivo. Altri fatti sono che oggi l’Inter compete per un titolo importante dopo quattro/cinque anni e se hanno potuto approfittare di errori di altri credo che sia ciò che sempre succeda in queste competizioni: nove anni di scudetti alla Juventus che non ha vinto in Europa si possono anche spiegare con una concorrenza molto debole. La dirigenza amministrativa e tecnica l’hanno scelta loro dopo una serie di tentativi, ma mi chiedo quante volte il successo sia arrivato al primo anno, quando si consideri anche che ci si debba muovare in mezzo a una serie di limiti (leggi FFP). Penso che stiano facendo il loro sotto questo profilo e penso anche che sarà il caso di gioire se si vincerà. Sarebbe, però comprensibile per me abbandonare tutto questo mondo a sé stesso e alla sua trasformazione così condizionata dall’egemonia di un sistema economico e culturale. Sarà forse un esito a cui approdare anche se oggi è difficile vivere in questo mondo se non facendo continuamente i conti in ogni ambito con questa realtà.

  9. willerneroblu says:

    Prima di parlare di stadio,progetti futuri,sponsor,cambio di orario delle partite per presunte ..feste non sarebbe il caso di fare i 4 punti che mancano?

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