Crotone-Inter, prima

Mi piacerebbe vincere lo scudetto il Primo Maggio, ma siccome la matematica arriverebbe solo domani, tanto vale rimandare a San Siro, contro Sampdoria o Roma. Anzi, a questo punto spero che l’Atalanta arrivi seconda e che il prossimo turno ci riservi la partita più sanguinaria che un interista possa desiderare: quel Juve-Milan che tante volte si è risolto a tarallucci e vino, e stavolta pare destinato a evolversi in sfida all’OK Corral.

Le parole di Conte sono quelle che vanno dette alla vigilia della certificazione di un’impresa. Di “un’opera d’arte”. Ha fatto i complimenti a chi ha giocato meno, ha fatto i complimenti a chi ha stretto i denti nel momento più buio (dopo lo 0-0 con la Shakhtar), ha fatto capire che vorrebbe restare, ma che non resterà a tutti i costi: alla sua età, e con la sua reputazione, può permettersi di scegliere e vuole scegliere solo progetti vincenti.

Come Mou, Conte è uno che spreme le sue squadre. È vacuo ipotizzare che nella prossima stagione tutti gli attuali titolarissimi si ripetano allo stesso livello: è logico aspettarsi qualche infortunio in più e il bisogno di ruotare più uomini, da testa di serie non sarebbe tollerata l’eliminazione al primo turno di Champions.

Si legge di rosa confermata in blocco, tranne nomi marginalissimi (Kolarov, Pinamonti, Ranocchia, Vecino, Young e forse Sanchez e Vidal: ma chi potrebbe garantire ai cileni gli ingaggi pattuiti con l’Inter?). La mia sensazione è che entreranno molti nomi nuovi (forse una decina). E se il mercato in entrata dovrà essere finanziato da quello in uscita, un paio di titolarissimi andrà altrove. Da parte mia, nessuna preclusione: gli unici che considero inamovibili sono Lukaku e Lautaro, De Vrji, Barella e Bastoni.

Intanto, avvicinandosi alla fine del campionato, le statistiche diventano sempre più chiare. Se sei primo in classifica con 11 punti di vantaggio, in qualcosa devi essere il migliore.

Ora, risulta che quella dell’Inter sia la difesa meno battuta, e quella che nel 2021 ha conquistato più clean sheet (10), ma sembra che tutto questo sia avvenuto “malgrado” Handanovic. A me pare che la stagione di Samir sia stata nettamente peggiore di altre, ma chiedete ai tifosi del Milan se sono entusiasti di Donnarumma, a quelli della Juve se credono si debba insistere con il polacco, a quelli del Napoli se siano convinti dell’alternanza fra Ospina e Meret, e lo stesso Gollini (il migliore per rendimento) è stato messo a sedere per varie partite da Gasperini, che gli preferiva Sportiello. Musso è forte, ma ha compiuto errori non meno gravi e vistosi di quelli di Handanovic, e dopo aver visto monumenti alla affidabilità come Courtois e Keylor Navas ciccare nel giorno più importante, inviterei a riflettere su cosa si cerca in un portiere.

Fra i dati, ce n’è uno più sorprendente: l’Inter e il Sassuolo, con 16 punti, risultano essere le squadre che hanno guadagnato più punti da situazioni di svantaggio. Ribaltare le partite che si sono complicate, è una qualità importantissima.

Infine, oggi pomeriggio, riesumando il linguaggio degli amatissimi Ciotti e Ameri, assisteremo allo scontro fra “la prima della classe e il fanalino di coda”, separati da 61 punti in classifica. Vincerla, potrebbe significare due partite in ciabatte, prima della trasferta allo Stadium… Certo, Conte non staccherà la spina: “Questa annata deve finire nella giusta maniera e che ci ripaghi del tanto lavoro e delle tanti notte insonni perché stiamo per fare qualcosa di straordinario”.

8 Responses to Crotone-Inter, prima

  1. pgkappa says:

    Che ansia… amala!

  2. Rudi, per me l’undici titolare è intoccabile (e Conte con loro). Non posso pensare che si possa fare a meno di Skriniar, Hakimi, Eriksen o Brozovic. Ora che dopo 9 anni di umiliazioni varie abbiamo trovati quelli giusti li mandiamo via? Eh no, eh.

  3. Daniele Jacca says:

    Lautaro e De Vrij però darebbero una plusvalenza enorme…pensiamoci. Per come la vedo io un ciclo vincente si inizia e gestisce facendo economia con criterio. Compri, alzi il valore del comprato, vendi il comprato e compri meglio. Della squadra del triplete – lo ricordo benissimo – abbiamo portato praticamente a scadenza (e quindi regalato) Sneider, Lucio, Cesar, Maicon. Che nel 2010 avevano un valore altissimo. Anche gli altri non li abbiamo venduti bene. Un paio di quelli andavano ceduti al momento del loro picco di valore, investendo su giocatori forti ma non costosi.

  4. Paolo Sproviero says:

    Non inserire Hakimi ed Eriksen fra gli incedibili non solo per quello che già stanno facendo, ma per le loro potenzialità (ricordo, senza voler sovrapporre i due giocatori, che Eriksen ha la stessa età del giustamente celebrato De Bruyne) non lo capisco, ma chiaramente sarà un mio limite. Non so quale giornata desiderare per la possibile vittoria finale. Amala.

  5. metalupo says:

    Hakimi, Eriksen, Barella, Lautaro, per me hanno un potenziale di crescita pazzesco. Gli altri dipende dalle offerte.
    Le grandi squadre si costruiscono partendo dalla solidità.

  6. antoniodaroma says:

    Ti adoro Rudi! Qualsiasi ultimo post stai sfornando (cinema, cultura, politica o qualsivoglia argomento, tutti sempre belli peraltro) trovi il modo di parlare e difendere la “Sedia”. Non c’è bisogno. La tua posizione è chiara. Mi ricordi il buon Francesco con Renzi. Non mi dire che hai anche tu un lontano avo sloveno che può ricondursi al tranquillo Samir. Il problema lo abbiamo, ma stai tranquillo: da quello che si legge, ci sarà ancora lui a testare le nostre coronarie anche il prossimo anno. Non abbiamo una lira del resto.
    Un abbraccio, e mi tengo il miglior portiere di calcio balilla insieme a Toldo che abbiamo mai avuto.
    Buon primo maggio, anche se alla fine…….

  7. Gert 58 says:

    Caro ghedini veramente certe volte non ti capisco proprio…ma come abbiamo costruito l’ossatura di una squadra vincente siamo (spero) all’inizio di un ciclo e tu te ne esci con vendiamo tutti meno quei 5?… e Hakimi, Brozovic, skriniar….? boh ma che te sei bevuto?

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