Piacevole essere d’accordo con Marotta e con Ausilio

Commenti, ne leggeremo per settimane, mesi. Si ricomincia a giocare il 22 agosto, e ancora una volta a calciomercato aperto, dunque con l’ansia e la distrazione del “colpo” che può cambiare segno alla stagione.

Da quel che ho capito, le possibilità che Marotta rimanga stanno sul 90%; quanto a Conte, non mi sbilancerei oltre il 60%, perché ormai mi è chiaro che questo allenatore è divorato dalla voglia di vincere, e resterà all’Inter solo se sarà convinto di poterlo fare. Certo, le p0anchine appetibili, in giro per l’Europa, non sono molte: Tottenham, forse Arsenal, non credo sia tipo da Real, il Psg potrebbe fallire su tutta la linea, ma ha appena cambiato, e la Juve è un capitolo chiuso. Ripeto, la sorte di Conte mi sembra ancora in bilico.

In una lunga intervista, Beppe Marotta ha espresso un giudizio secco: meglio spendere per un grande allenatore che aggiungere un giocatore alla rosa. Nelle storiche discussioni sul “peso relativo” dell’allenatore nei risultati della squadra, anch’io penso che la quota possa variare fra il 20 e il 25%. E in un’altra intervista, Piero Ausilio ha usato parole che sembrano riprese da miei post di questo inverno: “C’erano più squadre all’inizio dell’anno, la nostra ha qualità, abbiamo giocatori importanti, ma Conte ha fatto la differenza. La differenza è stata lui e se fosse stato in un altro club simile all’Inter avrebbe vinto quello allenato da lui. Fortunatamente è da noi e ce lo teniamo stretto”. Avevo scritto che Conte non avrebbe mancato di vincere lo scudetto se avesse allenato questa Juve e persino questo Napoli.

È sempre divertente confrontare le reciproche impressioni sull’attimo fuggente, il momento fatale in cui la storia ha preso una certa direzione. Nella citata intervista, Ausilio afferma: “Non dimentico Spalletti, non dimentico le persone con cui ho lavoro. Lì è cominciato il percorso che ha fatto tornare l’Inter in CL. Il momento alla base di tutto è stato il gol di Vecino che ha cambiato le sorti dell’Inter e del nuovo progetto”.

“L’ha messa Vecino!”, certo. Ma se vogliamo rispolverare pagine di storia, io consiglio di tornare agli ultimi dieci minuti di Inter-Empoli, 26 maggio 2019. Aveva segnato Keita, aveva pareggiato Traoré, al minuto 81 Nainggolan aveva lasciato l’unica firma per la quale vale la pena ricordarlo in nerazzurro, ma in quegli ultimi dieci minuti l’Inter di Spalletti andò in barca, e fu salvata da almeno quattro parate di Samir Handanovic. Più cinque che quattro. Più sei che cinque…

Ritroveremo l’Empoli di Corsi, nel prossimo campionato. Retrocesse con 38 punti, un’enormità… Quella sera non meritava di perdere: Farias e Caputo, Acquah e Bennacer, Di Lorenzo e Pajac ci fecero vedere i sorci verdi. E mi piace ricordare chi erano “i nostri”: Handanovic / D’Ambrosio, De Vrij, Skriniar, Asamoah / Vecino, Brozovic / Politano, Nainggolan, Perisic / Icardi; subentrarono Keita, Lautaro e il catastrofico Dalbert.

Con una parata in meno di Handanovic, Antonio Conte non sarebbe mai diventato l’allenatore dell’Inter.

Chiudo su Icardi, ringraziando Marotta per aver affrontato il problema alla radice e Leonardo per avercelo pagato tanto, nella speranza di rivederlo presto in Italia, lui e “la manager più ambita”.

Footmercato ha analizzato la prestazione di Icardi contro il City: in 62 minuti ha toccato 16 palloni, nessun tiro in porta. Fra i momenti essenziali della recente storia dell’Inter, la cessione di Icardi va dritta sul podio.

8 Responses to Piacevole essere d’accordo con Marotta e con Ausilio

  1. Luigi Baragiola says:

    Gli ultimi 10/15 minuti di quel Inter-Empoli furono un psicodramma totale.
    In molti uscirono da San Siro sollevati dal nostro effimero 3a1 a porta vuota e si ri-trovarono con un Inter in 10 (per una stupidissima espulsione di Keita), sul 2a1 e con ancora due paratone di Samir di li a venire.
    “Non ci credo, sono uscito adesso, siamo 3a1” erano i commenti di chi mi passava vicino e per evitare insulti pesantissimi evitai di dare gli aggiornamenti di quei minuti anche se legittimi.
    Per via delle mie povere gambe , per arrivare all’auto, uscii anch’io qualche minuto prima.
    C’era più di un nostro Fratello Nerazzurro che camminavano furiosamente avanti indietro, in zona dell’attuale murales di Romelu, chiedendosi come
    si potesse stare male in quel modo e si affidarono alla mia radiolina quasi in stile fantozziano e vicinissimi a delle crisi di nervi che nessun tipo di Lexotan e/o Xanax avrebbero alleviato .

    Grazie Samir , Grazie Capitano e grazie a chi decise di darti la fascia di Capitano.
    Fu da quel giorno che la Nostra Inter comincio’ a cambiare

  2. Ero al primo anello sulla nostra fascia sinistra.
    Mai visto una squadra nel panico come l’Inter in quei 10 minuti finali. Dalbert era totalmente incapace di giocare un pallone, non capisco come cavolo fece Spalletti a buttarlo in campo.
    Ci chiedevamo tutti cosa stesse succedendo, il gol era nell’aria ma Handanovic aveva deciso che la palla non sarebbe entrata.

  3. rugherlo says:

    Marotta è la figura più importante, ma se Conte resta sono molto fiducioso sulla 2^ stella.
    Se va via, un po’ meno, e mi dispiacerebbe.

  4. antonior66 says:

    Anche io l’ho vista, giusto il racconto del panico nel finale, ma il primo tempo sarebbe dovuto finire tre o quattro a zero per noi, con l’attuale portiere della fiorentina migliore in campo. E più che le parate di Handanovic io ricordo un miracoloso salvataggio di D’Ambrosio sulla traversa…

  5. Maurizio59 says:

    La memoria gioca brutti scherzi, in realtà le parate decisive di Handa furono due, in un’occasione fu D’Ambrosio a salvare sulla linea e a mandare la palla a sbattere contro la traversa.
    Nessuno ha ricordato il rigore sbagliato da Icardi e le parate mostruose di Dragowsky.
    Una delle partite più emozionanti e incredibili a cui ho assistito.
    Sono uscito dallo stato fisicamente provato.

  6. willerneroblu says:

    Con Spalletti eravamo quinti…se va al Napoli e Pioli rimane al Meelan è già un buon inizio …

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