Il Divin Codino [id.], Letizia Lamartire, 2021 [filmTv103] – 7

Ben oltre la stupefacente somiglianza, Andrea Arcangeli si immedesima in Roberto Baggio, Valentina Bellè interpreta Andreina, Andrea Pennacchi è il padre Florindo, Anna Ferruzzo la madre Matilde, Antonio Zavatteri insegue la paranoica genialità di Arrigo Sacchi e Thomas Trabacchi (il migliore di tutti) si propone come l’amico e procuratore Vittorio Petrone. Pieno di difetti e povero di soldi, è un film minimalista, che proverei a difendere.

Chi si aspetta Baggio in nerazzurro o con la maglia di Juve, Milan o Bologna, resterà deluso. Di calcio giocato ce n’è poco, manca persino l’apoteosi del Pallone d’Oro, i due sceneggiatori, Stefano Sardo e Ludovica Rampoldi, hanno scelto di enucleare i passaggi cruciali di una parabola calcistica inimitabile. Luminosissima e malinconica: Baggio ha giocato con tante maglie, ma non è stato di nessuno, se non del Vicenza e del Brescia, dove ha iniziato e dove è resuscitato. Ma è stato il simbolo più amato degli Azzurri negli anni Novanta.

Certo, la ricerca dei momenti fatali risponde alla logica del risparmio: ridotto al minimo l’uso dei filmati di repertorio, abbiamo il gravissimo infortunio da diciottenne subito prima del passaggio alla Fiorentina, l’ascesa e la caduta ai Mondiali americani, il miracoloso recupero nella speranza (delusa dal Trap) di giocare il quarto Mondiale, in estremo Oriente.

La biografia di Baggio non concede nulla al gossip, la fidanzatina è diventata la moglie, i rapporti con la famiglia sono normalissimi (mamma comprensiva, padre burbero, la caccia come terreno di contatto), viene trattata con misura la questione della fede buddista, resta poco spazio per lo spogliatoio o per la devozione dei tifosi (ma la scena all’autogrill non lascerà indifferenti).

Prima del più fatale dei momenti – il calcio di rigore contro il Brasile – si immagina un “duello” solitario, in palestra, dove Baggio si ribella a Sacchi: non gli farà capire se è guarito dall’infortunio rimediato con la Bulgaria.

4 Responses to Il Divin Codino [id.], Letizia Lamartire, 2021 [filmTv103] – 7

  1. metalupo says:

    Oltre a Trabacchi aggiungerei Pennacchi, minimal ma a me è piaciuto.

  2. Al di là della qualità della fiction, a me ha fatto scoprire un Baggio che non immaginavo. Una bellissima persona, prima che un genio del calcio. Adesso sto leggendo l’autobiografia (incredibile come Lippi ne esca perfino peggio di quanto pensassi). Mi dispiace di non essermi quasi accorto del suo passaggio all’Inter. E quando ho visto in rete foto di famiglia con Zanetti (pare siano molto amici) ebbene sì, mi sono commosso.

  3. willerneroblu says:

    Ho visto il film su Netflix riguardante la Danimarca campione nel 1992 devo dire che pur facendo fatica a farmi piacere il genere non mi è dispiaciuto!
    Certo qualsiasi film sull’Inter anche di Chiappella per me sarebbe da oscar….

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