I Tre Moschettieri, Alexandre Dumas (padre) – 1 di 2

Romanzo di cappa e spada, patriottismo e amicizie virili, intrighi e malvagità, audacia e spirito di corpo (i Moschettieri, esercito personale del Re Luigi XIII, opposti alle Guardie del Cardinale Richelieu, “corpi separati” in uno Stato assoluto).

Pubblicato originariamente a puntate su «Le Siècle», Les trois Mosquetaires comincia nell’aprile 1625, facendo entrare in scena d’Artagnan, cadetto di Guascogna, e la più diabolica delle donne fatali, Milady, che scopriremo chiamarsi Carlotta ed essere la contessa di Winter. Un’apparizione, la sua, che colpisce d’Artagnan per la straordinaria bellezza, capelli biondo-dorati, occhi “di un azzurro intenso e lo sguardo languido, indefinibile, quasi misterioso”.

Nel film del 1948 che mi ha spinto a rileggere il romanzo (in una bella edizione recuperata in un banchetto dell’usato, illustrata da Carlo Toffolo e tradotta da Rodolfo Janocita), Milady ha le forme di Lana Turner, Gene Kelly è d’Artagnan, il cupo Vincent Price interpreta Richelieu.

Alla scrittura del romanzo collaborò Adrien Maquet. Come altre celebri opere (da Don Chisciotte ai Promessi Sposi), I tre Moschettieri condividono la finzione di voler apparire come un’opera non originale, tratta da un manoscritto d’epoca: in questo caso, le Mémoires del conte di La Fère, vero nome di Athos, il più anziano e autorevole dei moschettieri.

Originario di una famiglia nobile caduta in miseria, il diciottenne d’Artagnan si presenta come un tipico guascone, spaccone e coraggioso, povero e sprovveduto come qualunque provinciale: nel viaggio da Tarbes verso Parigi si fa derubare della lettera di raccomandazione che il padre gli ha dato per il signor di Tréville, capitano dei moschettieri (a sua volta originario della Guascogna). Ma d’Artagnan è dotato di una forza d’animo, che lo aiuta a superare questa ed altre disavventure, raggiungendo la posizione sociale sognata dal padre.

“Avvinazzati, prepotenti, provocatori”, i moschettieri del re” erano dediti a “bravate”, nella loro fiammeggiante uniforme, con il mantello di velluto rosso. D’animo cavalleresco, erano spesso squattrinati, a volte faticano “a mettere insieme un pasto decente”, e rimediano risorse con metodi poco encomiabili, come dimostra l’episodio in cui cercano di procurarsi “l’equipaggiamento” per partire in guerra. La formidabile amicizia che lega Athos, Porthos e Aramis, si allarga al cadetto di Guascogna, che irrompe tra loro con la sua candida ambizione e, sfidato a duello da tutti e tre, finisce per unirsi a loro nel corso di uno scontro trionfale con le Guardie del Cardinale, in un luogo che nessun bambino che abbia letto il romanzo può aver dimenticato: presso il convento delle Carmelitane Scalze. (1 di 2, segue)

One Response to I Tre Moschettieri, Alexandre Dumas (padre) – 1 di 2

  1. Pingback: I Tre Moschettieri, Alexandre Dumas (padre) – 2 di 2 | RUDI

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.