I Tre Moschettieri, Alexandre Dumas (padre) – 2 di 2

La vocazione al comando di d’Artagnan si palesa presto, insieme all’intuito che gli consente di giudicare quando la prudenza si faccia preferire al coraggio. È lui a proporre agli amici il motto “Tutti per uno, uno per tutti”. L’atmosfera è giocosa ed effervescente, anche le morti sono descritte con leggerezza. Il tono epico è riservato a rari momenti, per esempio quando d’Artagnan sarà ricevuto da Richelieu che gli proporrà di entrare nelle sue Guardie.

Per la prima volta d’Artagnan si innamora: gli accade nei confronti di una donna più vecchia di 4-5 anni, Costanza Bonacieux, fedele guardarobiera della regina, sposata con un uomo che ha il doppio dei suoi anni. Costanza è un personaggio edificante quanto scialbo, a paragone con Milady.

Per quanto sia una favola, è inverosimile che una semplice guardarobiera fosse incaricata di organizzare gli appuntamenti segreti della regina, Anna d’Austria, con Milord, il duca di Buckingham, ministro del re d’Inghilterra Carlo I°. Il loro è un amore folle, che non può essere apertamente ricambiato. Dice Anna a Milord: “Ho voluto vedervi anche per dirvi che tutto ci separa. Il mare, l’inimicizia dei nostri regni e la santità dei giuramenti. Non si può lottare contro tante cose, ecco perché vi prego di non farvi più vedere”. Della regina, Dumas scrive che era “trascurata dal marito, perseguitata dal cardinale, aveva visto cadere attorno a sé i servitori più devoti, i confidenti più intimi”.

Era l’epoca in cui si arrossiva facilmente, le relazioni amorose erano fatte di “trepide attese”, e quando un nobiluomo o una nobildonna ricevevano una lettera dalla persona amata, la baciavano devotamente prima di aprirla.

L’amore per Costanza non mette al riparo d’Artagnan dal fascino di Milady: esercita su di lui “un potere malefico”, lo attrae con una forza irresistibile e, dopo aver sedotto Ketty, la domestica della contessa, passa una notte con lei, prendendo nel buio il posto dell’uomo di cui lei si è invaghita (stratagemma tanto simile a quello che permette a Clelia e Fabrizio di coronare il loro amore, nel pressoché contemporaneo – e tanto diverso – La Certosa di Parma). Poco dopo d’Artagnan scopre il terribile segreto di Milady: sulla sua spalla è tatuato un giglio, marchio d’infamia, che la identifica come la donna che Athos aveva sposato e crede di aver ucciso.

Settembre 1627: scoppia la guerra contro l’Inghilterra e i moschettieri vengono inviati a combattere nell’assedio di La Rochelle, l’ultima città nelle mani dei protestanti fra quelle concesse da Enrico IV. Scrive Dumas che Richelieu era innamorato della regina e odiava il rivale Buckingham: nell’assedio di La Rochelle “il premio al vincitore sarebbero stati i bellissimi occhi di Anna d’Austria”.

Alle vicende di Milady, Dumas riserva le pagine più cupe e melodrammatiche: “demone affamato di vendetta”, la paragona a Messalina e Lady Macbeth.

Quando si tratta di chiudere il romanzo – sono passati tre anni dall’inizio – l’autore lo fa in modo sbrigativo (Richelieu fa arrestare d’Artagnan, la cui unica arma difensiva è il famoso salvacondotto), quasi a lasciare aperte le porte di un seguito. I capitoli successivi saranno Vent’anni dopo (1845) e Il visconte di Bragelonne (1850). – 2, fine

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