Martin Mystère. Oltre le mura. #Bologna

Forse suggestionato da una delle frasi topiche di Carlo Lucarelli – “Bologna non è quello che sembra” – per il numero 146 della serie regolare, Alfredo Castelli portò il suo “detective dell’impossibile” nel capoluogo emiliano.

La vicenda comincia sulle colline a sud della città, dove un contadino e il suo cane assistono alla trasformazione di una quercia in un uomo alto e biondo.

Intanto, mentre sta arrivando a Bologna in treno, Mystère spiega al fido Java che gli archi del portico che conduce alla Madonna di San Luca sono 666, il numero che secondo l’Apocalisse indica l’Anticristo. Poi ricorda la strage del 2 Agosto, un mistero di tutt’altro genere… All’arrivo, viene accolto da Giusi Baldi, assistente della docente universitaria che lo ha invitato per partecipare a un convegno sulle mura di Bologna. Il convegno si svolge nell’Aula magna dell’Università, la chiesa sconsacrata di Santa Lucia: in questo continuo rimbalzo fra laicità e religione sta il nucleo di questa avventura.

Gli attuali viali di circonvallazione corrispondono alla terza cerchia muraria della città, restano 11 delle 12 porte, mentre delle mura più interne sono rimasti pochi resti, inglobati negli edifici del centro storico. Realizzata fra il XIII e il XIV secolo, la terza cerchia di mura venne costruita con la tecnica della “muratura a sacco” (ciottoli e calce fra due file parallele di mattoni). Nel Museo Civico Medievale, a palazzo Ghisilardi, sono visibili i resti della prima cerchia di mura, quella realizzata nel V secolo in selenite; fu nel 1902 che il Comune – su impulso, fra gli altri, del famoso architetto Alfonso Rubbiani – decise di abbattere le mura, salvando solo le porte. Nell’occasione – qui la finzione fumettistica prende il sopravvento sul dato storico – fu ritrovato uno scheletro, accanto una moneta sconosciuta. Nella trama affiorano anche eventi storici di cui avevo idee assai vaghe: la “peste nera” del 1348

Informato di quel ritrovamento e dell’immediata sparizione della moneta, Mystère intuisce un collegamento con l’ospedale psichiatrico “Roncati”, dove sono ricoverati pazienti affetti da una strana malattia mentale di cui non si conoscono le origini. Ma in comune hanno il ricordo di quella moneta… In poche ore, Mystère e Java ritrovano la moneta. Ma sarà  uno scorbutico fumettista bolognese, Bonvi, incontrato per caso in osteria, a mettere Mystère sulla pista giusta…

Ambientata nel centro storico bolognese, la trama alterna alcuni fra gli scorci più noti e angoli meno conosciuti, come la parte più esterna di via Sant’Isaia, l’unica radiale a cui non corrisponde una porta (la dodicesima). Nel lieto fine, per quanto enigmatico, c’è la punizione dei colpevoli e il ritorno della quercia al suo posto, sulle colline bolognesi.

Martin Mystère. Oltre le mura, di Castelli – Pagliarra e Minutolo – Coppola, Sergio Bonelli editore, 1994

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