#Luther, la quarta stagione. Ma dove eravamo rimasti?

Sulle prime tre stagioni – quattordici episodi, circa tredici ore complessive – di questa magnifica (terribile) serie britannica, ho scritto vari post.

  1. Luther – Stagione 1 – sei episodi, prima visione 6 gennaio 2011
  2. Luther – Stagione 2quattro episodi, prima visione 14 dicembre 2011
  3. Luther – Stagione 3quattro episodi, prima visione 28 gennaio 2014

Nel 2011 è uscito un romanzo scritto da Neil Cross, primo artefice della serie televisiva: Luther: The Calling (edito in Italia da Rizzoli), racconta eventi che precedono la prima stagione.

Nella terza, John Luther cercava di fermare due serial killer, mentre un ex poliziotto degli affari interni, George Stark, tornava dalla pensione per incastrarlo. Nel terzo episodio, lo spettatore ha assistito a un drammatico, imprevisto colpo di scena, la morte di un personaggio assai legato al protagonista. Nuovi sensi di colpa incombono sull’eroe. La puntata conclusiva si apriva con l’arresto di Luther, accusato di aver provocato la morte del collega per cancellare le tracce di comportamenti oltre il confine della legalità.

Luther riesce a fuggire, grazie all’aiuto di Alice Morgan, ricomparsa al momento giusto per sistemare una trama abbastanza incoerente. Che tale resta: marginale il ruolo di Luther, l’azione si concentra nel triangolo fra Alice, il serial killer e George Stark. Ne deriva una specie di lieto fine, con John e Alice su un ponte sul Tamigi, e il cappotto grigio dell’eroe gettato in acqua…

Due anni prima, Neil Cross aveva affermato che la terza stagione sarebbe stata l’ultima. Invece, nel 2016 la BBC ha proposto una quarta-stagione, sviluppata in soli due episodi, come un film diviso a metà. Colpa del budget limitato e delle elevate richieste del protagonista, divenuto una star hollywoodiana a tutti gli effetti. Grazie a Luther, Idris Elba ha vinto premi come miglior attore al Golden Globe 2012 e allo Screen Actors Guild Awards 2016.

Ritroviamo John Luther immerso nella tipica situazione di chi è stato travolto dagli eventi: in aspettativa dalla polizia, si è ritirato in una casetta con vista sulle bianche falesie del Dorset. La sua triste tranquillità verrà presto sconvolta: da Londra arrivano due colleghi, Theo Bloom (Darren Boyd) ed Emma Lane (Rose Leslie). Luther conosce bene Bloom, ha stima di lui, eppure non crede a quanto gli viene detto: Alice Morgan è morta, il cadavere è stato trovato ad Anversa.

Qualche ora dopo, mentre sta perlustrando un appartamento sulle tracce di un serial killer cannibale, Theo Bloom viene colpito da una tremenda esplosione: la scena è costruita con magistrale tensione.

Dopo questa tragedia, è quasi ovvio che John Luther torni a Londra, riprenda il logoro cappottone (autentica uniforme) e la camminata sghemba e curva (a dare enfasi, la scena è al ralenty). Che sia invecchiato, lo si vede dal grigio della barba: si configura come un’autentica rinascita.

Oltre all’indagine sul killer cannibale, ereditata dal collega assassinato, John ne sviluppa un’altra: vuole scoprire cosa sia successo ad Alice Morgan. Teme sia stata assassinata, certo non può essere annegata in seguito a una caduta in un canale di Anversa. Viene così riallacciato il filo con la terza stagione, la vendita dei diamanti per consentire ad Alice e John di fuggire lontano, in un altrove dove nessuno avrebbe potuto ritrovarli.

Con la giovane Emma dai capelli biondi, John riproduce una situazione simile a quella tragicamente sperimentata con Justin Ripley. Di questo ritorno in azione, il sovrintendente Schenk è, al tempo stesso, felice e perplesso; nessuno ha le doti di Luther, ma il suo capo non mancherà di cercare prove che confermino i sospetti sul permanente legame fra il poliziotto e Alice Morgan.

Mentre Luther sfugge agli agguati di chi gli dà la caccia per mettere le mani sulla taglia, il serial killer si rende colpevole di altri, efferati delitti. Non mancano le scene davvero cruente. Non si capisce con quale logica scelga le vittime. È questo il punto essenziale: trovare una logica. Il Metodo Luther, infatti, si fonda su una tragica empatia, il poliziotto deve riuscire a creare un legame psicologico con i terribili criminali che incrociano il suo cammino.

Nella scena finale, John Luther si allontana sulle note di A Few Hours After This, dei Cure.

L’intera serie è visibile su Netflix. Tempo fa, anche RAI2 azzardò la messa in onda.

2 Responses to #Luther, la quarta stagione. Ma dove eravamo rimasti?

  1. Danilo Santoni says:

    Scusa Rudi, ma ho disdetto Netflix.
    C’è anche la quinta stagione in catalogo?

  2. Rudi says:

    Sì, c’è anche la quinta.
    Vista.
    Meglio della quarta, prima o poi ne scrivo.

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