The Black Dahlia [id.], Brian De Palma, 2006 [filmTv121] – 7

De Palma le ha studiate a memoria, le lezioni di Hitchcock. E spesso, ne abusa. Ma sa sempre quale sia il posto migliore per posizionare la macchina da presa, come stordire con movimenti di macchina sbalorditivi, colpi allo stomaco che arrivano a segno anche quando te li aspetti.

Del noir di Ellroy, De Palma riesce a riprodurre lo sfacelo morale, l’incubo incombente, l’assenza di regole, che non siano la legge del più forte. Luccica, questa Los Angeles del 1947, ma presto scopriamo che poggia su case di fango e perversioni che non risparmiano nessuno, tanto meno le forze dell’ordine. Fra amicizie virili e donne fatali, crudeltà efferate e segreti inconfessabili, poliziotti corrotti e fantasmi del passato, verità confezionate per travestire le menzogne, la Mecca del Cinema sembra fatta per confezionare simulacri di favole. Oltre ad autocitarsi (la scalinata de Gli Intoccabili, il corpo impalato di Scarface), il regista si abbevera ai classici: Victor Hugo scrisse L’uomo che ride, al cinema fu Conrad Veidt, e oggi può apparire l’anticamera del sorriso malefico del Joker. E poi, lo stesso set può ospitare arte e pornografia (come nel Black Kiss di Howard Chaykin).

In questo caso, la confezione laccata prevale sul contenuto intricato: pioggia per poter azionare i tergicristalli, luce aranciata per enfatizzare l’alba losangelina, micidiali tagli di luce, fiotti di sangue (è un regista che non vuole mai rinunciare al barocco o a un pizzico di splatter).

Quanto agli attori, Hilary Swank è inquietante, come deve essere, Aaron Eckart è il bellimbusto predestinato a pagare il fio, Scarlett Johansson fa la corrucciata e sbatte gli occhioni, mentre Josh Hartnett (la voce narrante) mi pare sbiadito. In poche scene, riemerge il talento di Mia Kirshner, trentenne canadese, scoperta giovanissima da Egoyan all’epoca di Exotica, vittima triste e conturbante, attrice fino a morirne. Forse uno dei modelli per le ragazze di Twin Peaks.

2 risposte a "The Black Dahlia [id.], Brian De Palma, 2006 [filmTv121] – 7"

  1. mauro d'alo' 19 agosto 2021 / 12:17

    Non lo so perchè ma questa versione cinematografica della dalia nera di Ellroy non mi ha mai convinto più di tanto, pur apprezzando molto come regista Brian De Palma, ma non ha lo stesso ritmo forsennato del libro, la stessa malsana inquietudine che attanaglia e ti prende alla gola, e ti fa pensare che nulla di sano esiste in questo mondo crudele….

    Come film tratto da un libro di Ellroy preferisco di gran lunga L.A.CONFIDENTIAL anche perchè c’è una stratosferica interpretazione di Russell Crowe giovanissimo che interpreta il più classico dei poliziotti losangelini violento ma giusto, fallito ma incrollabile ….

    Mi piacerebbe moltissimo vedere sul grande schermo la trasposizione cinematografica del mio libro preferito di James Ellroy, IL GRANDE NULLA ma temo sia impossibile….

    • Rudi 19 agosto 2021 / 17:06

      Come film, L.A. Confidential è senz’altro più riuscito. Come romanzo, invece, quello sulla Dalia ha una potenza maggiore, anche per i frequenti riferimenti autobiografici dell’autore.
      Il ritmo di Ellroy è difficile da portare al cinematografo, e De Palma è troppo innamorato dell’estetica per riuscirci.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.